Memoria del beato Sebastiano Valfré a Torino

Il padre procuratore generale partecipa ad una conferenza sulla figura e sull’attualità del messaggio del beato Sebastiano Valfré e partecipa alla Santa messa presieduta dal vescovo ausiliare di Torino monsignor Alessandro Giraudo.

Questo evento è l’inizio della preparazione al quarto centenario della nascita del beato che verrà solennemente celebrata nel 2029.

Ecco un breve resoconto del testo pubblicato sull’evento.

La giornata di eventi che ha avuto luogo venerdì 30 gennaio all’Oratorio di San Filippo a Torino è stata dedicata alla presentazione di un progetto triennale in onore del Beato Sebastiano Valfrè, figura centrale della storia religiosa e sociale piemontese, precursore dei “santi della carità” torinesi dell’Ottocento.

Il programma della mattina segnava l’inizio di una conferenza stampa con rappresentanti ecclesiastici, istituzionali e studiosi, per illustrare il percorso triennale che porterà al quarto centenario della nascita di Valfrè (1629–2029) e che si inserisce anche nella preparazione al Giubileo del 2033, valutando inoltre una possibile riapertura del processo di canonizzazione. Nel pomeriggio si è tenuto un incontro di approfondimento sul significato del progetto, seguito dalla Santa Messa presieduta dal vescovo ausiliare di Torino.

Il progetto coinvolge numerose istituzioni culturali ed ecclesiastiche e valorizza anche due elementi chiave della devozione torinese legati a Valfrè: la Madonna Consolata e la Sindone.

Si è avuto modo di ricordare ampiamente la figura del Beato Sebastiano Valfrè: sacerdote dell’Oratorio, nato nel 1629 nel territorio albese, maestro del clero, missionario, predicatore, organizzatore dell’apostolato laicale e padre dei poveri. Stimato dal duca Vittorio Amedeo II, rifiutò l’arcivescovado di Torino per restare fedele a una vita di umiltà e servizio. Attento ai bisogni spirituali e materiali della popolazione, operò instancabilmente a favore di poveri, carcerati, emarginati e militari, creando una vasta rete di carità. La sua eredità spirituale influenzò profondamente i grandi santi sociali torinesi successivi, rendendolo una figura fondativa della tradizione caritativa piemontese.

Apertura dell’anno centenario della morte del Servo di Dio p. Giulio Castelli

Il Padre Procuratore Generale apprende e comunica che lo scorso 8 agosto, in occasione della tradizionale “Alzata del Panno” che inaugura le celebrazioni annuali in onore di Maria Santissima dell’Olmo, patrona di Cava de’ Tirreni, è stato solennemente aperto l’anno centenario della morte del Servo di Dio padre Giulio Castelli.

A quasi un secolo dalla sua morte, l’esempio di padre Castelli continua a brillare come un faro di carità presbiterale vissuta in modo eroico. La sua vita fu una liturgia vivente di carità e, quale testimone di Cristo, amò senza possedere e servì senza cercare onori. Papa Pio XII, che da ragazzo lo ebbe come maestro di catechismo presso la Chiesa Nuova di Santa Maria in Vallicella lo ricordava “Con gli occhi bassi, sempre raccolto, tutto umile”; così vogliamo ricordarlo ancora oggi, camminando come lui nella gioia dello Spirito, sulla Via Oratorii.

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Per i 450 anni della Bolla “Copiosus in misericordia Deus”

Il 15 luglio del 1575, papa Gregorio XIII con la bolla Copiosus in misericordia Deus erige canonicamente la prima casa oratoriana a Roma, riconoscendo l’operato di Filippo e avviando di fatto lo sviluppo dell’Ordine che porterà alla formazione di quella che diventerà la Confederazione dell’Oratorio di San Filippo Neri (1943).

Papa Boncompagni assegna a Filippo la chiesa di Santa Maria in Vallicella. Qui prende forma definitiva la comunità che sin da subito rappresenta un modello per le altre case oratoriane che sarebbero nate in Italia e nel mondo.

Tra pochi giorni ricorrono i 450 anni dalla pubblicazione di quel documento fondativo e siamo lieti di ricordarne l’evento.

60° della morte del card. Giulio Bevilacqua C.O.

Il Padre Procuratore Generale partecipa alla Messa nel 60° Anniversario dalla morte del Cardinale Giulio Bevilacqua C.O. presieduta nella Chiesa dei Padri Filippini di Brescia dal Vescovo diocesano S.E. mons. Pierantonio Tremolada e concelbrata da numerosi altri sacerdoti.

Il ricordo grato della Confederazione dell’Oratorio va a questo “vero figlio di San Filippo Neri”, amico di San Paolo VI, appassionato studioso di Liturgia che contribuì, prima e durante il Concilio Vaticano II, con numerosi scritti e interventi alla preparazione della riforma Liturgica, cogliendo le bellezze della tradizione antica e cercando di favorire la “actuosa partecipatio” del popolo di Dio.

P. Michele Nicolis C.O.
Procuratore Generale

Annuncio della morte di Papa Francesco

Il Padre Procuratore Generale a nome di tutta la Confederazione Oratoriana si unisce alla preghiera della Chiesa Universale per la morte del Santo Padre Francesco.

Il Signore, che abbiamo celebrato risorto nella Santa Pasqua,  lo accolga nelle braccia della Sua Misericordia e gli doni la ricompensa riservata ai giusti. Possa il Signore Risorto concedergli la pace, il riposo e la gioia eterna. E possa il Papa vegliare dal cielo su quella Chiesa che ha amato e servito con dedizione per 12 anni.

«Paradiso, paradiso…» ripeteva con ardente desiderio il nostro Santo Padre Filippo Neri! Possa anche Papa Francesco unirsi a quella schiera di Santi e Beati che hanno raggiunto la Beatitudine eterna, destino promesso a coloro che hanno amato e servito il Signore Gesù Cristo e la Sua Chiesa.

Come figli spirituali di San Filippo Neri, memori dell’amore e della fedeltà che il nostro Santo Fondatore nutriva verso i Sommi Pontefici, assicuriamo il nostro fervente ricordo e la preghiera per l’anima del Papa defunto.

A Lui salgano le nostre suppliche di suffragio e la nostra profonda riconoscenza, colmi di gratitudine anche per l’ultimo incontro avuto con il Santo Padre, lo scorso ottobre, sul piazzale della Basilica di San Pietro, al termine del nostro Congresso Generale.

«Requiescat in pace»

P. Michele Nicolis C.O.
Procuratore Generale