S. Roberto Bellarmino e il Ven. Baronio

Nella memoria annuale del dottore della Chiesa san Roberto Bellarmino (1542-1621), il Procuratore Generale partecipa alla celebrazione in S. Ignazio dove riposa il corpo del santo.

Creato cardinale da Clemente VIII nel 1599 su istanza del Baronio, san Roberto Bellarmino coltivò per lunghi anni intensi rapporti di collaborazione e di amicizia con il Baronio (Cfr. S. ZEN, Bellarmino e Baronio, in R. DE MAIO-A. BORROMEO – L. GULIA – G. LUTZ – A. MAZZACANE (a cura di), Bellarmino e la Controriforma. Atti del Simposio Internazionale di Studi 1986, Sora, 1990, pp. 277-321), e colse ogni occasione per manifestargli la sua stima.

Piace ricordarne almeno una, davvero singolare: mentre il Baronio, già cardinale, e il Bellarmino, teologo di fiducia del Papa, si trovavano a Ferrara nel 1598 – al seguito di Clemente VIII – interruppero il lungo soggiorno ferrarese per una vacanza e si recarono a Venezia e a Padova; qui si presentarono in incognito ad un insigne letterato, corrispondente del Baronio, Vincenzo Pinelli, il quale, fingendo di non riconoscerli, mostrò nella sua quadreria al Bellarmino il ritratto del Baronio e al Baronio quello del Bellarmino (cfr. Cfr. lettera del Bellarmino al fratello Tommaso, Ferrara 7 settembre 1598, in LE BACHELET, Bellarmin avant son cardinalat (1542-1598). Corresondebce et documents, Paris, 1911, I. 245, p. 422; G. CALENZIO, La vita e gli iscritti del Card. Cesare Baronio, Tipografia Vaticana, 1907, p. 498).

Quando ormai il card. Baronio, all’estremo dei suoi giorni si era fatto portare da Frascati a Roma e attendeva nella Casa Vallicelliana la morte imminente, il Bellarmino accorse al suo capezzale salutandolo con le parole rivolte dal “buon ladrone” a Gesù morente: “Memento mei dum veneris in regno tuo”. Con l’odierna visita all’urna di san Roberto, il Procuratore Generale ha inteso anche esprimere la riconoscenza dell’Oratorio per l’amicizia che legò i due insigni esponenti della Riforma Cattolica, illustrata dalla santità della loro vita e dall’impegno profuso nell’ambito della Teologia e della Storia della Chiesa.

Chiusura Centenario Tarugi

Con il sermone tenuto oggi dal Procuratore Generale all’Oratorio Secolare di Roma sul Card. Francesco Maria Tarugi si chiude la commemorazione dell’amato discepolo di S. Filippo Neri nel IV centenario della sua morte a cui ha dato rilievo l’Osservatore Romano pubblicando articoli di P. Edoardo A. Cerrato (27 maggio; 10 settembre) e che ebbe il suo momento culminante nella solenne celebrazione presieduta in “Chiesa Nuova”, lo scorso 14 giugno, dall’Ecc.mo mons. Gianfranco Ravasi, Presidente del Pontificio Consiglio per la Cultura.

Santa Messa in ricordo di Pio XII

La S. Messa nella solennità di Cristo Re dell’Universo è stata trasmessa da Raiuno il 23 novembre da S. Maria in Vallicella-Chiesa Nuova, nel ricordo del 50.mo anniversario della morte del servo di Dio Pio XII. Presieduta da P. Edoardo Cerrato, Procuratore Generale e Preposito della Congregazione Romana, la celebrazione ha visto la partecipazione di numerosi fedeli che hanno testimoniato l’affetto di Roma al Pontefice che sedette sulla Cattedra di Pietro nei tragici tempi della seconda guerra mondiale, amato come “Pastor Angelicus” e salutato “Defensor Civitatis” dalla riconoscenza dell’Urbe.

In occasione della celebrazione, di fronte alla lapide posta nel 1942 per commemorare, nel XXV di Episcopato del Santo Padre, i devoti legami di Pio XII con S. Filippo Neri e la Congregazione dell’Oratorio Romano, è stato collocato il ricordo delle visite in Chiesa Nuova del beato Giovanni XXIII (1960), e dei servi di Dio Paolo VI (1973) e Giovanni Paolo II (1979 e 1995).

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Omaggio al Ven. J. H. Newman

A cura del Centro Internazionale degli amici di Newman si tiene nella Sala dei Cento Giorni al Palazzo della Cancelleria una conferenza del prof. Fortunato Morrone, docente all’Istituto Teologico Calabro-Catanzaro, sul tema: “L’urgenza di una nuova amicizia tra fede a ragione secondo John Henry Newman e Benedetto XVI”. Il Procuratore Generale vi partecipa in rappresentanza della Confederazione Oratoriana.

Nel 40.mo della morte di Romano Guardini

Il 1 ottobre 2008, quarant’anni fa, a Monaco di Baviera moriva Romano Guardini (1885-1968), il filosofo e teologo italo-tedesco che la sua biografa Hanna-Barbara Gerl definì “un Padre della Chiesa del XX secolo”. Il Procuratore Generale ha ricordato durante la sua recente visita alle Congregazioni di Germania l’importanza del teologo nel cammino dell’Oratorio in terra tedesca. La Procura Generale ricorda ora, proponendo un saggio del prof. Silvano Zucal, l’anniversario di questo grande amico dell’Oratorio, che strette relazioni ebbe con molti Padri delle Congregazioni tedesche e che per alcuni anni, fino al trasferimento definitivo nella Ludwigskirche di München, come segno della sua vicinanza all’esperienza oratoriana, volle aver sepoltura nel piccolo cimitero della chiesa dell’Oratorio, accanto alle tombe dei Padri e di P. Ernest Tewes, C.O., vescovo ausiliare di München anche negli anni di episcopato del Card. Joseph Ratzinger.

Riportiamo la presentazione di Sandro Magister all’articolo di Silvano Zucal:

I libri di Guardini hanno nutrito la parte più viva del pensiero cattolico del Novecento. E tra i suoi allievi ve ne fu uno speciale, oggi Papa. È’ Joseph Ratzinger, che, studente poco più che ventenne, ebbe modo non solo di leggere ma anche di ascoltare dal vivo colui che elesse come suo grande “maestro”. 

Da teologo, da cardinale e anche da papa, Benedetto XVI ha confessato più volte, nei suoi libri, di voler proseguire sulle strade aperte da Guardini. In “Gesù di Nazareth” dichiara fin dalle prime righe d’avere in mente un classico del suo maestro: “Il Signore”. E in “Introduzione allo spirito della liturgia” mostra fin dal titolo di ispirarsi a un capolavoro dello stesso Guardini, “Lo spirito della liturgia”.

Nel quarantennale della scomparsa, in Italia, in Germania e in altri paesi europei saranno a lui dedicati simposi, seminari, convegni che cercheranno di analizzare il suo straordinario contributo al pensiero filosofico e teologico. 
Ma uno dei campi più interessanti da esplorare è l’intreccio tra la biografia e il pensiero di Guardini e quelli dell’attuale Pontefice.

È quanto fa nel saggio che segue uno dei maggiori esperti in materia, Silvano Zucal, professore di filosofia all’Università di Trento e curatore dell’edizione critica integrale delle opere di Guardini, edita in Italia dalla Morcelliana. L’articolo è uscito sull’ultimo numero di “Vita e Pensiero”, la rivista dell’Università Cattolica di Milano.

Leggi l’articolo “Ratzinger e Guardini, un incontro decisivo”