
Il Padre Procuratore Generale apprende e comunica che lo scorso 8 agosto, in occasione della tradizionale “Alzata del Panno” che inaugura le celebrazioni annuali in onore di Maria Santissima dell’Olmo, patrona di Cava de’ Tirreni, è stato solennemente aperto l’anno centenario della morte del Servo di Dio padre Giulio Castelli.
A quasi un secolo dalla sua morte, l’esempio di padre Castelli continua a brillare come un faro di carità presbiterale vissuta in modo eroico. La sua vita fu una liturgia vivente di carità e, quale testimone di Cristo, amò senza possedere e servì senza cercare onori. Papa Pio XII, che da ragazzo lo ebbe come maestro di catechismo presso la Chiesa Nuova di Santa Maria in Vallicella lo ricordava “Con gli occhi bassi, sempre raccolto, tutto umile”; così vogliamo ricordarlo ancora oggi, camminando come lui nella gioia dello Spirito, sulla Via Oratorii.
Era nato a Torino il 27 giugno 1846 e fu profondamente plasmato dallo spirito dell’Oratorio che respirò fin dall’infanzia. Ordinato sacerdote nella congregazione torinese, si dedicò con zelo all’annuncio del Vangelo, alla catechesi, al sacramento della riconciliazione e alla formazione dei giovani. Nel 1890, mosso dall’amore per l’Oratorio, si trasferì a Roma per soccorrere la locale comunità in difficoltà.
Colpito da ostilità e calunnie, fu costretto a lasciare Roma, accogliendo l’invito del vescovo di Cava de’ Tirreni. Qui, nel 1896, fondò una nuova Casa dell’Oratorio presso il Santuario di Santa Maria dell’Olmo. La sua spiritualità, radicata nella preghiera silenziosa e nella carità attiva, lo rese un testimone della gioia evangelica nello stile filippino, discreto e umile: uomo di preghiera e penitenza, catechista, confessore, padre dei poveri e dei piccoli. Le sue virtù furono fonte di ispirazione per chiunque lo incontrasse, alimentando una fama di santità che non si è mai spenta.

Accolse con entusiasmo l’intuizione del venerabile Giovanni Battista Arista, condividendo con lui la visione di una “unione morale” delle case filippine. Un sogno perseguito tra difficoltà, incomprensioni e sofferenze, che si realizzerà solo nel 1942 con la nascita della Confederazione dell’Oratorio, di cui padre Castelli è oggi riconosciuto come uno dei padri fondatori.
Con generosità e coraggio, fu ponte tra generazioni, custode del carisma, seminatore instancabile di unità. Il suo ricordo invita a vivere in modo più autentico, più evangelico, nello spirito di san Filippo Neri. Il centenario della sua morte è un’occasione preziosa per riscoprire la forza del suo esempio e continuare a camminare nella gioia dello Spirito, sulla Via Oratorii.
Padre Michele Nicolis C.O.
Procuratore Generale

