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Lettera fraterna del Procuratore Generale

dopo il Congresso Generale

 

Ad Reverendissimum P. Praepositum


et Sodales Congregationis


Procuratoris Generalis Epistula fraterna


post Congressum Generalem Romae caelebratum diebus I-VII oct.A.Dni 2000

 

Carissimi Confratelli,

1.

questa Lettera fraterna accompagna i testi che costituiscono la "Memoria Congressus Generalis".

Tra questi, al primo posto per dignità ed importanza, il Discorso del S. Padre GIOVANNI PAOLO II, rivolto alle Congregazioni dell'Oratorio, riunite nel Congresso Generale, consegnato autografo durante l'Udienza a noi concessa il 5 ottobre 2000.

Insieme a questo significativo Documento - che si situa a 42 anni dal discorso che Sua Santità PIO XII rivolse al Congresso Generale del 1958 - Vi trasmetto l'Omelia che l'Eminentissimo Sig. Cardinale Eduardo Martinez Somalo, Prefetto della Congregazione per gli Istituti di vita consacrata e le Società di vita apostolica, pronunciò il 6 ottobre nella solenne Concelebrazione eucaristica da lui presieduta in S. Maria in Vallicella, durante la quale in forma altamente religiosa, oltre che canonica, Sua Eminenza accolse, presso l'urna del nostro Padre Filippo, il Delegato della Sede Apostolica, Rev.mo P. Antonio Rios Chavez, eletto dal Congresso Generale il giorno stesso.

Seguono poi:

a) il testo delle Meditazioni dettate ai Congressisti durante la giornata di Ritiro di domenica 1 ottobre da P. Bruno Dufour, dell'Oratorio di Nancy, e da P. Luigi Romana, dell'Oratorio di Mondovì.

b) la Relazione della dott.ssa Maria Teresa Russo Bonadonna, la quale, oltre agli indubbi meriti conseguiti nel campo della storiografia oratoriana, che fanno di lei, oggi, uno dei più accreditati esperti, puo' vantare anche una lunga partecipazione all'Oratorio Secolare di Roma. La Relazione della dott.ssa Russo, che ci ha consentito di rivisitare le origini dell'Oratorio, ha favorito la presa di coscienza di che cosa è stato il "passato": ma ci ha fatto comprendere, al tempo stesso, quanto questo passato già contenga tutti i semi del futuro.

c) la Relazione tenuta dal prof. Guzman Carriquiry, Sotto-segretario del Pontificio Consiglio per i Laici (che manifestò a voce quanto interesse abbia suscitato in lui il carisma di S. Filippo Neri e la sua proposta di vita cristiana su cui - come ha dichiarato - si soffermò per tutta l’estate, nella consapevolezza di "compiere un'opera autenticamente giubilare"). Questo magistrale intervento scruta il passato (le origini) per spingere lo sguardo nel futuro (il III Millennio cristiano) passando per il presente che porta in sé i segni dell'uno e dell'altro.

d) l'intervento di P. Francisco de Llanos Pena, C.O. fatto nel corso della terza Relazione. Questa si è svolta come conferenza a più voci. Sono intervenuti Padri e Laici degli Oratori di Pharr, Texas, di Pittsburgh, Pensylvania, di Brooklyn, N.Y., di Polonia, di Inghilterra, di Spagna. Solo p. De Llanos ha presentato un testo scritto.

Questo incontro ha consentito la comunicazione sulla realtà attuale dell'Oratorio in parti diverse del mondo. Si puo' dire che sia iniziato già la sera precedente, quando i rappresentanti di alcune nuove Congregazioni (Nancy per l'Europa; Mexico - N. Sra de la Paz per l'America Latina; Metuchen per l'America Settentrionale; Oudtshoorn per l'Africa) hanno presentato le proprie attività oratoriane.

e) La sera del 2 ottobre, gradito ospite del Congresso Generale fu l'Eccellentissimo Mons. Henry D'Souza, Arcivescovo di Calcutta, India, il quale è intervenuto con una testimonianza sul nostro B. Josè Vaz, dell'Oratorio di Goa, evangelizzatore dello Sri Lanka, beatificato da S.S. Giovanni Paolo II il 21 gennaio 1995. Anche questo intervento viene allegato.

2.

Se mi è permessa una personale e semplice valutazione dei lavori Congressuali, in linea con il tenore di questa Lettera "fraterna" che non ha alcuna pretesa di fornire analisi, sento di poter esprimere la mia soddisfazione per l'evento del Congresso.

Per la prima volta nella storia, un Congresso Generale della Confederazione ha ammesso, nella sua sessione di studio, che precedette la sessione canonica e statutaria, i rappresentanti degli Oratori Secolari. Il tema affrontato dal Congresso per decisione della Deputazione Permanente: "L'Oratorio Secolare nel III millennio cristiano", ha suggerito questa partecipazione dei nostri Laici la quale ha indubbiamente portato un clima "diverso" rispetto ai precedenti Congressi Generali, quasi tutti dedicati alla revisione ed all’approvazione dei testi costituzionali e dell'Itinerario Spirituale.

 

Il Santo Padre, nel Suo discorso al Congresso, ci ha ricordato che "San Filippo anticipò, riguardo al laicato, idee e metodi che si sarebbero rivelati fecondi nella vita della Chiesa".

 

Sia l'Instrumentum laboris ("Christifideles laici in Oratorio, seu de Oratorio Saeculari") che P. Antonio Serramona elaborò in preparazione al Congresso, e che conserva tutto il suo valore a Congresso terminato, sia i testi che entrano a far parte della "Memoria", costituiscono un ricco materiale a cui attingere per la formazione dei nostri Laici negli Oratori Secolari.

 

"L'Oratorio - ci ha ricordato il Santo Padre - caratterizza, fin dagli inizi la vostra Congregazione"; essa "deve continuare a conservare al centro dei propri interessi tale benemerita istituzione, con i suoi intenti originari, il suo metodo ed il suo stile, sempre adattabile alla necessità dei tempi".

 

Il frutto del Congresso, per quanto attiene alla sua sessione di studio, non è la pubblicazione di un Documento, ma il rinnovato impegno, da parte di ogni Congregazione e di ogni Oratoriano, a "fare l'Oratorio".

3.

Se l'alta considerazione prestata dalla Sede Apostolica alla nostra Confederazione, testimoniata pure dalla partecipazione dell'Em.mo Card. Prefetto Eduardo Martinez, ci onora, al tempo stesso ci impegna a rispondere con rinnovato entusiasmo alla "vocazione oratoriana" che sgorga dal carisma dato da Dio, nella Chiesa, al nostro Padre Filippo.

1. Come non sentirci tutti personalmente coinvolti dalle parole del Vicario di Cristo che inizia il suo discorso rivolgendo "un cordiale saluto ad ognuna delle Congregazioni rappresentate al Congresso" e "si rallegra della crescita che l'Oratorio sta conoscendo in diverse parti del mondo"?

Per l'Oratorio che, entrando nel III millennio, intende rinnovare il suo slancio apostolico, mi pare di vedere chiaramente delineati, nel discorso del Santo Padre,

a) l'obiettivo; b) il metodo; c) i mezzi; d) il contesto.

a) L'obiettivo: "rispondere fedelmente alla missione di sempre: condurre l'uomo all'incontro con Gesù Cristo "Via, Verità e Vita", realmente presente nella Chiesa e "contemporaneo" di ogni uomo. Tale incontro, vissuto e proposto da San Filippo in modo originale e coinvolgente porta a diventare uomini nuovi nel mistero della Grazia, suscitando nell'animo quella "gioia cristiana" che costituisce il "centuplo" donato da Cristo a chi lo accoglie nella propria esistenza. (...) Come ricorda l' "Itinerario Spirituale", approvato nel Congresso generale del 1994, "il fine specifico e la missione della Congregazione dell'Oratorio è la nascita e la crescita di autentiche comunità cristiane, luce e sale della terra".

b) Il metodo: "Favorire un personale incontro con Cristo rappresenta anche il fondamentale "metodo missionario" dell'Oratorio. Esso consiste nel <parlare al cuore> degli uomini per condurli a fare un'esperienza del Maestro divino, capace di trasformare la vita. Ciò si ottiene soprattutto testimoniando la bellezza di un simile incontro, da cui il vivere riceve senso pieno. E' necessario proporre ai <lontani> non un annuncio teorico, ma la possibilità di un'esistenza realmente rinnovata e perciò colma di gioia.

Questa grande eredità ricevuta dal vostro Padre San Filippo - continua il Sommo Pontefice - è una via pastorale sempre valida perché iscritta nella perenne esperienza cristiana. Auspico che la rivisitazione delle fonti della spiritualità e dell'opera di san Filippo, operata dal vostro Congresso, susciti in ciascuna Congregazione una rinnovata consapevolezza della validità e dell'attualità del "metodo missionario" del vostro Fondatore e rechi un significativo contributo all'impegno della "nuova evangelizzazione".

c) I mezzi: "San Filippo Neri, che seppe comporre in armoniosa sintesi la dimensione carismatica e la piena comunione con i Pastori della Chiesa, nella Roma del suo tempo venne incontro con grande sapienza alle necessità spirituali e materiali della gioventù, testimoniando a tal punto la dimensione gaudiosa della fede da essere considerato "il profeta della gioia cristiana".

"L'Oratorio caratterizza fin dagli inizi la vostra Congregazione" la quale "deve continuare a conservare al centro dei propri interessi tale benemerita istituzione, con i suoi intenti originari, il suo metodo ed il suo stile, sempre adattabile alla necessità dei tempi (...): incontri di preghiera semplici e familiari (...) trattazione della Parola di Dio in modo familiare, l'orazione mentale e vocale, onde promuovere nei fedeli, come in una scuola, lo spirito contemplativo e l'amore delle cose divine (...), proponendo agli uomini di oggi un'esperienza di vita fraterna fondata principalmente sulla realtà, accolta e vissuta, della comunione soprannaturale con Cristo. (...): la sua parola, la sua presenza, l'azione salvifica che egli attua nei Sacramenti della Chiesa. Tale impegno condurrà i Sacerdoti a privilegiare, come è nella vostra tradizione, il ministero delle Confessioni e l'accompagnamento spirituale dei fedeli; (...) vi sarà di grande sostegno anche la tradizionale sensibilità degli Oratoriani per l'arte e la cultura, vie particolarmente idonee per una significativa presenza evangelizzatrice".

Significativo per noi e denso di prospettive l'invito che ci viene dal Santo Padre: "Ogni Congregazione dedichi particolare cura alla formazione iniziale e permanente dei singoli e delle Comunità, per assimilare l'ideale trasmesso da San Filippo e riproposto dai testi costituzionali, in vista di una crescente vitalità spirituale di una efficace presenza apostolica".

d) Il contesto: è quello della realtà locale: "Le vostre Congregazioni, fedeli all'autonomia voluta dal Santo Fondatore, vivono particolarmente legate alla realtà delle Chiese particolari ed alle situazioni locali.", ma nella chiara consapevolezza che l'autonomia delle nostre "Domus sui juris" non è isolamento e sterile chiusura, ma fonte di responsabilità che deve essere vissuta nella comunione fraterna con le altre Congregazioni appartenenti alla Confederazione istituita dalla Sede Apostolica: "Occorre non dimenticare l'importanza che pure riveste, nella vita delle Comunità e dei loro membri, il legame fraterno con le altre Congregazioni che costituiscono la Confederazione. E' attraverso tale legame che la caratteristica autonomia delle singole Case si apre al dono della fattiva carità e le Comunità confederate trovano un valido aiuto a crescere nella fedeltà al carisma oratoriano".

2. Ho ringraziato il Santo Padre per il "servizio petrino" che ha esercitato nei nostri confronti richiamandoci ai valori fondamentali della nostra vocazione; ed anche per l'amabilità con cui ci ha ricevuti in privata Udienza.

L'affetto che Sacerdoti e Laici hanno tributato al Santo Padre, la visibile commozione che ho visto sul volto di tante persone, mi hanno rallegrato più che se l'Udienza si fosse svolta secondo un perfetto stile protocollare... Ho percepito vivo, nel cuore dell'Oratorio filippino, l'amore per la Chiesa che divampava nel cuore di Padre Filippo. E se questo amore si è manifestato "corde latino", con espressioni non sempre protocollari, credo che il primo a rallegrarsene sia stato proprio il Vicario di Colui che sempre guardava al cuore degli uomini, più che alle forme cerimoniali. Il cuore di una madre messicana che, con abbondanti lacrime, ferma davanti al Papa non sapeva esprimere altro che: "el Santo Padre...el Santo Padre!!" vale, a mio modesto parere, più di tutti i discorsi, più del saluto ufficiale che a Sua Santità di tutto cuore ho rivolto.

3. Desidero ricordare anche la significativa presenza e l'amabilità dell'Em.mo Cardinale Martinez.

La sua Omelia - vera contemplazione del "volto" di San Filippo e chiara presentazione del "volto" oratoriano - ci consente di approfondire temi essenziali del Discorso di Sua Santità.

Mi permetto di sottolineare qualche elemento che mi ha particolarmente colpito:

a) Incontro con Gesù Cristo.

b) Nella comunione ecclesiale.

c) Testimoni di carità familiare.

d) La missione ci attende!

4.

Carissimi Confratelli, termino questa Lettera fraterna con la gioia di attestare la mia piena adesione alle alte riflessioni che il Santo Padre ed il Cardinale Prefetto ci hanno proposto, ed all'impostazione che con tanta chiarezza ci suggeriscono.

*Ringrazio per la fiducia che mi è stata rinnovata. Sempre ho trovato nei Confratelli oratoriani l'amicizia e la benevolenza di cui dissi nella mia Relazione; ora ne ho un ulteriore segno.

*Ringrazio anche tutti coloro che si sono adoperati per un decoroso svolgimento della nostra assemblea congressuale: P. Juan Andrés Arturo, dell'Oratorio di Pasto, e la signora Gabriella Landone Soragna, dell'Oratorio Secolare di Biella, per il faticoso e preziosissimo servizio prestato in segreteria, prima, durante e dopo il Congresso; un ringraziamento sincero anche al signor Esteban Bulnes, dell'Oratorio Secolare di Città del Messico, che spontaneamente e con tanta fraternità si è unito al lavoro della segreteria.

*Un ringraziamento parimenti affettuoso e grato a P. Mario Alberto Avilés Campos, dell'Oratorio di Pharr, che ha diretto il settore delle celebrazioni liturgiche con competenza e visibile amore per questa realtà importantissima della vita cristiana e quindi anche del nostro Congresso. Grazie anche a P. Marco Guillen, dell'Oratorio di Toronto, che ha collaborato con P. Mario per le celebrazioni; e a P. Leo Francis Daniels, Preposito dell'Oratorio di Pharr, che umilmente ha accettato l'incarico di animatore della liturgia per il settore dei canti.

Desidero che di queste persone, senza le quali non avrei potuto né organizzare, né tanto meno presiedere un Congresso così numeroso ed articolato, rimanga un grato ricordo nella memoria dei partecipanti.

5.

*All'inizio del nuovo sessennio di attività, saluto con deferente stima il Rev.mo P. Antonio Rios, Delegato della Sede Apostolica, che inizia il Suo secondo mandato; i Reverendi Padri della Deputazione Permanente ed il Segretario eletto Rev.mo P. Robert Byrne, i Reverendi Padri Consiglieri del P. Visitatore, ed il Rev.mo Padre Paul Chavasse, Postulatore Generale.

A tutti l'augurio di buon lavoro, al servizio della famiglia oratoriana.

*Prego i Rev.mi Padri Prepositi ed i Delegati delle Congregazioni presenti al Congresso Generale di portare il mio fraterno saluto anche ai Laici auditores, la cui partecipazione ha prodotto il Documento che si allega alla presente insieme alla "Raccomandazione finale" consegnata alla Deputazione Permanente in vista del prossimo Congresso Generale.

*Questo sessennio di impegno al servizio della Confederazione, inizia nell'Anno Santo del Grande Giubileo. Dalla Porta della Misericordia infinita invoco la benedizione su tutto l'Oratorio e mi unisco all'augurio con cui Sua Eminenza il Card. Martinez concluse la sua Omelia:

"Vi accompagni nel santo viaggio della vostra vocazione la Vergine Maria, la quale, dalla immagine venerata in questa Sua chiesa, sorride ai suoi figli con la tenerezza con cui abbracciava San Filippo e con la forza con cui reggeva le travature dell'edificio nei momenti difficili della costruzione.

Anche noi la invochiamo, con le parole di Padre Filippo, dicendole di cuore: Vergine Madre, Madre Vergine, pregate Gesù per noi."

Eduardus Aldus Cerrato, C.O.
Procurator Generalis

 

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