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Elezione di Sua Santità Benedetto XVI

 

BENEDICTO PP.XVI

SUMMO PONTIFICI ET UNIVERSALI PATRI

PAX, VITA ET SALUS PERPETUA

 

 

PROCURA GENERALIS

CONFOEDERATIONIS ORATORII

S. PHILIPPI NERII

ROMAE

 

A Sua Santità

Benedetto XVI

Città del Vaticano

 

Roma, 19 aprile 2005

 

BEATISSIMO PADRE,

 

La Famiglia dell’Oratorio di S. Filippo Neri, nelle sue Congregazioni e Oratori Secolari presenti in tante Nazioni, si inchina a baciare le Mani di Vostra Santità nella letizia di questo giorno in cui la Provvidenza Divina Vi ha chiamato a salire sulla Cattedra di Pietro come Vescovo di Roma e Pontefice Sommo della Chiesa Cattolica e Vi esprime il suo affetto filiale promettendo la più sincera fedeltà alla Vostra Persona e la più convinta adesione al Magistero della Santità Vostra.

 

AssicurandoVi il ricordo quotidiano nella preghiera affinché il Signore Vi colmi della Sua forza e delle Sue consolazioni, a nome di tutti i figli di San Filippo invoco, Padre Santo, sulla Confederazione dell’Oratorio l’Apostolica Benedizione, primizia del Vostro Ministero.

 

Della Santità Vostra

dev.mo figlio

Edoardo Aldo Cerrato, C.O.

Procuratore Generale

 


 

PROCURA GENERALIS

CONFOEDERATIONIS ORATORII

S. PHILIPPI NERII

ROMAE

 

Ai Prepositi ed ai Sodales

delle Congregazioni dell’Oratorio

 

Carissimi Padri e Confratelli,

 

con quanta gioia abbiamo accolto l’annuncio risuonato dalla Basilica di San Pietro in Roma, alle 18.42 di oggi, 19 aprile: «habemus Papam»!

 

Sì, «habemus Papam»!

 

Prima ancora di proclamare il nome del nuovo Pastore, la Santa Chiesa di Roma – che «presiede nella carità» a tutte le Chiese ed è di esse il centro visibile di unità – annuncia che egli c’è, che «abbiamo il Papa», e lo fa, ancora una volta, con l’antica formula in cui risuonano le parole cantate dagli angeli per recare al popolo la lieta notizia della nascita del Salvatore (Lc., 2, 10): «Annuntio vobis gaudium magnum».

Questa formula potrebbe sembrare esagerata espressione di entusiasmo ecclesiale; è invece la salda consapevolezza che l’avvento del nuovo Pontefice Romano, successore di Pietro e, come l’Apostolo, Vicario di Cristo, si colloca sulla linea del mistero dell’Incarnazione!

Il Papa c’è – «habemus Papam» –  perché Dio si è fatto uomo e perché agli uomini è affidata da Gesù Cristo la missione di continuare sulla terra il compito a Lui dato dal Padre: “Come il Padre ha mandato me, così io mando voi”. 

 

La Chiesa non è, infatti, un puro legame spirituale fondato su una astratta  credenza in Dio: è un fatto generato dal mistero dell’Incarnazione; un popolo nato dalla presenza di Cristo nella storia; un corpo – il Corpo mistico di Cristo – in cui il Signore Gesù continua ad essere storicamente incontrabile dagli uomini di ogni tempo e di ogni luogo.

 

Non c’è nulla di più umano di questa realtà che è la Chiesa, e, al tempo stesso, nulla di più divino di questa presenza misteriosa che vive nella carne di un popolo divenuta carne stessa di Dio! Pietro ed i suoi Successori sono la garanzia di tutto questo: infrangibile garanzia, perché fondata sulla parola stessa del Signore: «Tu sei Pietro e su questa pietra io edificherò la mia Chiesa e le porte degli inferi non prevarranno contro di essa. A te darò le chiavi del regno dei cieli e tutto ciò che legherai sulla terra sarà legato nei cieli e tutto ciò che scioglierai sulla terra sarà sciolto nei cieli» (Mt., 16, 18-19); garanzia presente nel volto, negli occhi, nelle parole, nelle mani, nei piedi, nel cuore, nella carne di un uomo chiamato Joseph al fonte battesimale e chiamato Ratzinger perché nato nella famiglia umana che porta questo nome; un uomo come gli altri ma che, succedendo a Pietro sulla Cattedra apostolica di Roma, da oggi porta in sé la missione unica di «confermare i suoi fratelli» (cfr. Lc., 22,32) e di proclamare – come nessun altro –: «Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente» (Mt., 16, 16).

 

La gioia di questo momento è grande – «gaudium magnum» –  perché con la Chiesa, noi Famiglia Oratoriana, guardiamo a lui, al Santo Padre Benedetto XVI, Successore – 265.mo – del Pescatore di Galilea, come al «Servo dei servi di Dio» nella cui persona Cristo ha stabilito la garanzia dei fatti, di quella storia d’amore che ci ha coinvolti per donarci la salvezza!

E mentre ascoltiamo il Maestro che ripete a Benedetto XVI – come a Simone sulle rive del lago –: «Tu vieni e seguimi» (cfr. Gv., 21, 19), noi, consapevoli del valore di ciò che promettiamo, gli assicuriamo che cammineremo con lui e dietro a lui, nella certezza che i suoi passi dietro a Cristo ci conducono all’incontro vero con il Signore.

 

Lo seguiremo nel cammino con lo stesso amore filiale con cui abbiamo amato Giovanni Paolo II, il Padre che per ventisette anni ci ha guidati introducendoci nel Terzo Millennio cristiano; lo seguiremo con la fedele accoglienza del suo Magistero, e con il ricordo nella preghiera di ogni giorno.

 

«Habemus Papam»!

 

Benedicto PP.XVI

Summo Pontifici et Universali Patri

Pax, vita et salus perpetua.

 

In Corde Christi et P. N. Philippi

aff.mo

Edoardo Aldo Cerrato, C.O.

Procuratore Generale

 

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