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Discorso ai partecipanti

al Congresso Generale 1958
 

 

SS.D.N. PII PP.XII
ALLOCUTIO AD CONGRESSUM GENERALEM A.D. 1958

(ad usum Congregationum Oratorii)
 

 

Ottobre 1958

 

Inde a juvenilibus annis Institutum vestrum singulari modo adamare coepimus, atque aliquid sacerdotalis muneris Nostri, in sacris aedibus hac in Alma Urbe curis vestris concreditis, christifidelibus impertivimus.

Hoc autem peculiaris caritatis studium hodie quasi revirescere videtur cum Nobis datum sit vos coram admissos cernere, vosque paterno animo alloqui.

Et quandoquidem cupimus, ut exoptatis, ad opera et incepta vestra recte persequenda vobis animum addere, hoc in primis verbis commendamus, ut illam nempe apostolicam vivendi formam, qua Conditor vester S. Philippus  Neri enituit, sedulo studioseque quasi induere contendatis. Is profecto potest e coelo hanc Apostoli gentium sententiam vos adhortando repetere: "Rogo ergo vos imitatores mei estote sicut et ego Christi" (I Cor. IV,17). Itemque: "imitatores mei estote, fratres, et observate eos qui ambulant sicut habetis formam nostram" (Phil.III,17).

 

Pietas erga deum, erga deiparam Virgunem, erga caelites omnes, que precando vel caelestia meditando magis refoveatur et quasi incensissima sit itemque hilaris, laeta, iucunda; actuosum studium ad virtutem conformandi animum non modo vestrum sed caeterorum etiam praesertim sacerdotum; voluntariae paenitentiae actus et opera, quibus propria et aliorum peccata expientur et divinae sibi proximisque concilientur gratiae, christiana denique in indigentes caritas, ea nempe caritas qua non tantum corporum necessitates pro facultate releventur, sed spirituali praesertim inopiae consulatur, ut superna dubiis, anxiis, trepidis impertiantur solacia; haec omnia, dilecti filii, quae a S.Conditoris vestri vita singulari luce refulgent, vobis imitanda proponumtur.

 

Nostis quantopere saeculum hoc nostrum christiana virtute sanctitateque magis quam caeteris rebus omnibus indigeat; ad hoc igitur vobis potissimum est adlaborandum, quippe qui pro suscepto munere non solum vestram sed aliorum quoque sempiternam salutem viribus omnibus procurare debeatis.

Nihil vobis hac in re videatur tam arduum, quod, divina adspirante gratia, contingere non possitis; ac novas etiam opes rationesque, quas haec nostra induxit aetas, convertite alacriter, recto tamen ordine, ad hoc propositum in rem feliciter deducendam.

 

Juventutem autem peculiari modo vestris curis commendamus. Nostis profecto quantopere legifero Patri vestro eadem cura fuerit; nostis quantopere ipse elaboraverit ut juvenes, spes futurae aetatis, et a vitiorum illecebris abstraherentur prorsus et qua consiliis, qua suasionibus, qua suae potissimum sanctissimae vitae exemplo, vel christianam innocentiam morumque integritatem servarent incolumes, vel, ea misere disperdita, ad frugem bonam paenitendo praecandoque quam primum reducerentur. Eius vos vestigiis concordi animo concordibusque viribus insistentes, hoc quoque in apostolatus campo nullis parcite laboribus nullisque curis; atque precibus, quas ad Deum admovetis, id suppliciter implorare ne desistatis.

 

Juvenum enim christiana educatio, hoc est recta eorum animorum conformandorum ratio, tam gravis, tam difficilis res est ut eam iure meritoque Sanctus Gregorius Nazianzenus "artem artium et scientiam scientiarum" (cfr.Orat.,II, P.G.XXXV, 426) vocaverit.

 

Principio igitur opus est divinum implorare auxilium divinamque lucem; deinde verum nihil est praetereundum quod opportune ad rem conducere queat: hoc est, ut nonnulla exempla afferamus, consilia privatim impertita; pubblicae adhortationes, allocutiones vel acroases; ephemerides et alia scripta quae christianam doctrinam redoleant ac sapiant; atque illae etiam ludicrae delectationis opes, quibus tantopere, hodie praesertim, juvenes alliciuntur, et quae tamen nihil habeant discriminis, nihil periculi ad sanam educationem quod attinet.

 

Haec vobis, dilecti filii, enixe commendamus; haec a studiosa diligentia vestra, cui divina opituletur gratia, fidenter expectamus.

 

Cuius interea divinae gratiae conciliatrix esto paternaeque benevolentiae Nostrae testis Apostolica Benedictio quam vobis singulis universis perlibenter impertimus.

 


Traduzione italiana


 

Fin dagli anni della Nostra giovinezza abbiamo incominciato ad amare in modo particolare il vostro Istituto e nella chiesa che in quest'Alma Roma è affidata alle vostre cure abbiamo esercitato per i fedeli qualche servizio del Nostro sacerdozio.

 

Oggi, mentre Ci è dato di vedervi alla Nostra presenza e di parlarvi con paterno animo, Ci pare che quel ministero di singolare carità in qualche modo si rinnovi.

 

Desiderando, come voi stessi desiderate, di infondervi coraggio nel proseguire rettamente nelle vostre iniziative e nelle vostre opere, questo in primo luogo vi raccomandiamo: di impegnarvi con zelo a rivestire, per dir così, quella apostolica forma di vita di cui risplendette il vostro fondatore San Filippo Neri.

Egli certamente può ripetervi dal cielo, come esortazione, la parola dell'Apostolo Paolo: "Vi prego di essere miei imitatori come anch'io lo sono di Cristo" (I Cor.IV,17); "Siate miei imitatori, fratelli, e osservate coloro che camminano secondo il modello che vedete in noi" (Fil.III,17).

 

Tenera devozione verso Dio, la sua SS.ma Madre e tutti i Santi, che si rinnova nella preghiera e nella meditazione delle cose celesti; e sia ardente e al tempo stesso lieta e gioiosa; impegno nel conformare alla virtù non solo l'animo vostro, ma anche quello del prossimo e soprattutto dei sacerdoti; atti ed opere di volontaria penitenza con cui espiare i propri ed altrui peccati e con cui conciliare a sé ed al prossimo le grazie divine; cristiana carità verso i poveri, con cui provvedere non solo alle necessità corporali, ma a quelle spirituali soprattutto, così da offrire celeste conforto a chi vive nel dubbio, nei travagli e nelle angosce: tutte queste cose, diletti figli, che rifulgono di singolare luce nella vita del vostro S. Fondatore, oggi sono proposte alla vostra imitazione.

 

Voi sapete quanto il nostro mondo abbia oggi bisogno di virtù cristiana e di santità più di ogni altra cosa; a questo dunque siete chiamati con ogni impegno a lavorare, così da procurare, mediante il dono che avete ricevuto, a voi e agli altri la salvezza.

 

Nulla, in tale impegno, vi sembri così arduo da non poter essere conseguito, con l'aiuto della grazia; ed alacremente volgetevi anche verso le nuove opere e progetti che questa nostra età comporta, ma in modo corretto per poter portare a felice compimento questo santissimo proposito.

 

Raccomandiamo poi in modo speciale alle vostre cure la gioventù. Voi ben conoscete quanto tale  apostolato sia stato importante per il vostro Fondatore; sapete quanto egli si sia dedicato a che i giovani, speranza del futuro, fossero strappati da vizi e brutture e, grazie ai consigli, alla persuasione, e soprattutto all'esempio della sua santissima vita, conservassero la cristiana innocenza e l'integrità morale, o, quand'essa fosse miseramente perduta, fossero condotti, attraverso la penitenza e la preghiera, a ricuperarla quanto prima.

 

Seguendo le sue orme con animo concorde e con concordi forze, anche in questo campo di apostolato non risparmiate le fatiche; e nelle preghiere che a Dio innalzate questo non cessate supplici di implorare.

 

La cristiana educazione dei giovani infatti, cioè la retta guida nella formazione delle loro anime, è cosa tanto ardua e difficile che, non senza motivo, san Gregorio di Nazianzo la definì "arte delle arti e scienza delle scienze" (cfr.Orat.,II, P.G.XXXV,426).

 

All'inizio dunque è necessario implorare l'aiuto e l'illuminazione divina; poi nulla si deve tralasciare di ciò che possa condurre a compimento l'impresa: per portare soltanto qualche esempio: consigli dati negli incontri personali; esortazioni, discorsi ed insegnamenti a tutti rivolti; riviste ed altra stampa che emanino il profumo ed il sapore della dottrina cristiana; come pure quelle attività di gioco e di divertimento che, oggi soprattutto, attirano i giovani, ma che non presentino alcun danno o pericolo ad una sana educazione.

 

Queste cose, diletti figli, con insistenza vi raccomandiamo; queste opere con fiducia attendiamo dal vostro impegno generoso, a cui auguriamo largo l'aiuto della grazia divina.

 

Di essa e della Nostra paterna benevolenza sia pegno l'Apostolica Benedizione che ad ognuno e a tutti voi volentieri impartiamo.

 


 

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