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Lettera fraterna alla Famiglia Oratoriana

 

Ai MM. RR. PP. Prepositi e ai Sodales

delle Congregazioni dell’Oratorio

 

Roma, 1 ottobre 2006

 

Carissimi Confratelli,

 

nell’intraprendere il terzo mandato che il Congresso Generale mi ha chiesto di assumere e per il quale la Sede Apostolica ha benevolmente concesso la necessaria dispensa, desidero innanzitutto ringraziarvi della fiducia che mi avete testimoniato e chiedervi di aiutarmi ora a compierlo nella verità, nella carità e nella letizia filippina, secondo lo splendido assioma, ricordatoci dal Santo Padre nel Suo Messaggio dell’8 settembre, che sintetizza l’autentico spirito oratoriano: “In veritate liberi, in caritate servi, in utraque laeti”.

 

Nella relazione presentata al Congresso Generale non ho taciuto motivi di soddisfazione e motivi di preoccupazione concernenti la vita della nostra Confederazione, ma questa lettera vuol essere soltanto una testimonianza di affetto fraterno in cui desidero comunicarvi le prime impressioni all’inizio di questo nuovo mandato.

 

Ricordo che dodici anni fa, nel Congresso Generale del 1994, la mia sorpresa nel vedermi eletto a questo incarico fu tale che chiesi di poter rimandare al giorno seguente la risposta… Comprendevo che la mia vita era posta davanti a una svolta: quell’incarico, di cui potevo solo intuire la dimensione, non soltanto mi avrebbe strappato dall’impegno ventennale nella Scuola, ma anche da tante altre attività che costituivano a Biella, insieme all’insegnamento, il mio ministero sacerdotale dentro e fuori l’Oratorio di S. Filippo. Dissi di sì per le fraterne “pressioni” che subii in quella giornata di riflessione…, ritenendo di non poter rifiutare l’invito che mi veniva, specialmente, da confratelli molto autorevoli e stimati.

 

Il primo mandato mi mise di fronte la realtà dell’Oratorio nel mondo, con le sue Congregazioni e con i progetti di nuove fondazioni in varie nazioni: furono dodici le Comunità che presentai alla Sede Apostolica per il riconoscimento canonico (7 in Europa; 4 in America; 1 in Africa), mentre altre Comunità stavano sorgendo ed i viaggi si moltiplicavano. Le prime esperienze mi hanno immediatamente indotto a comprendere che in uno dei più significativi compiti del Procuratore Generale – “Deve stimolare l’unione fraterna delle Congregazioni e la loro reciproca collaborazione” (Statuti Generali, 57, III, 3) – la cosa più importante è il rapporto con le persone: ma un rapporto concreto che si attui dove la gente è, nella sua realtà, non nell’idea che uno può farsi di essa stando a casa propria, magari aspettando che ti vengano a cercare… C’è una “ideologia” del rapporto che, come ogni ideologia, è distruttiva della realtà, anche se si ammanta delle più sontuose elucubrazioni; il rapporto non ideologico, invece, richiede incontro, ascolto, condivisione di esperienza. Ho avuto, a questo riguardo, maestri eccezionali. Chi non ha visto Giovanni Paolo II immolarsi in un cammino concreto che lo portava ad incontrare la gente?

 

Il primo mandato trascorse in contatti, incontri, visite, rapporti, facilitati all’inizio anche dalle celebrazioni del IV centenario della morte di S. Filippo (1995) organizzate dalle Case Filippine nelle loro sedi. Non mancarono certamente anche quelli al di fuori della Confederazione Oratoriana: con la Santa Sede, in primo luogo, visto che il Procuratore Generale trae il suo titolo esattamente da questa rappresentanza presso la Sede Apostolica; e con tante realtà ecclesiastiche e civili… Ho compreso che in ogni ambiente – anche in quelli che sono pensati come i più formali – ci sono persone.

 

Il secondo mandato, ricevuto dal Congresso Generale del 2000, iniziò nella luce dell’Anno Santo, con la Benedizione di Papa Giovanni Paolo che volle ricevere in privata Udienza i partecipanti e ci consegnò quel discorso che è davvero la sua “enciclica” alla Famiglia Oratoriana: un testo fondamentale sul “metodo missionario dell’Oratorio” a cui i figli di San Filippo non possono mancare di fare continuo riferimento.

 

In questi scorsi sei anni sono state molte le iniziative legate a momenti significativi: per citare i più solenni, la canonizzazione del nostro confratello S. Luigi Scrosoppi, coincisa con il ricordo del 450.mo dell’Ordinazione sacerdotale di Padre Filippo; la celebrazione del Sessantesimo di fondazione della Confederazione; il IV centenario del Beato Giovenale Ancina; la fondazione canonica di tre nuove Congregazioni, di cui due in Italia; il Convegno Internazionale degli Oratori Laicali in Polonia; la consacrazione episcopale di un confratello del Messico; la nascita della rivista “Annales Oratorii”… Ma ciò che più mi ha rallegrato è stato l’intensificarsi dei rapporti tra le Case e la Procura Generale. Nella storia secolare dell’Oratorio Filippino la Procura Generale è infatti un’istituzione “giovane”, nata nel 1933 come strumento di comunione fra le Case Oratoriane: il sottoscritto è soltanto il settimo Procuratore Generale, dopo i PP. Carlo Naldi (Firenze), Edward Griffith (Londra), John Nedley (Rock Hill, USA), Walter Oddone (Torino); Luigi Romana (Mondovì) e Antonio Dario (Verona). E la Confederazione sarebbe nata canonicamente solo dieci anni più tardi, nel 1943. Non ho mai dimenticato quanto il P. Griffith – al termine dei suoi dieci anni di servizio che rimangono pietra miliare nella nostra storia – affermava: “ci vorranno anni  perché la transazione legale diventi spirito e vita”. Da parte mia ho lavorato cercando di contribuire a questa realizzazione.

 

Ora inizia, per volontà del Congresso Generale, il mio terzo mandato.

 

Se considero che questo servizio mi è chiesto per la terza volta, posso dire di esserne stupito; se considero l’impegno e la fatica che esso comporta posso essere realisticamente preoccupato; ma sono lietamente a disposizione se considero la bellezza di continuare il lavoro che un rapporto di amicizia comporta. Risplende oggi nella Chiesa – e non solo in essa – la straordinaria figura di Papa Benedetto XVI, autentico testimone di Cristo, che non tralascia occasione di chiamare “amici” coloro che incontra e di mostrare che cosa sia questa splendida “amicizia”.

 

All’inizio di questo nuovo sessennio della vita della Confederazione Oratoriana desidero esprimere pubblicamente al Santo Padre la fedeltà e la devozione di tutta la nostra Famiglia alla Sua Persona ed al Suo alto Magistero, ringraziandolo di cuore anche per il prezioso Messaggio a noi indirizzato attraverso il Cardinale Segretario di Stato. Le parole del Vicario di Cristo saranno luce per il nostro cammino.

 

Saluto fraternamente il Rev.mo P. Felix Selden, Delegato della Sede Apostolica, i Deputati della Deputazione Permanente: P. Michele Pischedda, Deputatus pro Italia et Gallia; P. Stefano Bertolini, Deputatus Alter pro Italia; P. Rafael Muñoz Pérez, Deputatus pro Hispania, P. Miroslaw Prasek, Deputatus pro Polonia; P. Robert Byrne, Deputatus pro Anglia, Canada et Africa Meridionali; P. Christof Heimpel, Deputatus pro Germania, Conf. Helvetica, Austria et Nederlandia, P. Dennis Corrado, Deputatus pro America Septentrionali; P. Mario Alberto Avilés Campo, Deputatus pro America Latina; P. Juan Andrés Arturo Gonzales, Deputatus Alter pro America Latina; il Postulatore Generale: P. Paul Cavasse; ed i Consiglieri del Delegato della Sede Apostolica: P. Ignatius Harrison (Primus Consiliarius), P. Giovanni Ferrara, P. Antonio Ríos Chávez.


A P. Robert Byrne, eletto dalla Deputazione Permanente a Segretario della stessa, e a tutti i nuovi Officiales auguro buon lavoro. Al Rev.mo P. Antonio Ríos Chávez rivolgo un cordialissimo ringraziamento per la fraternità che sempre mi ha dimostrato nel corso dei suoi due mandati come Delegato della Sede Apostolica, esprimendogli il desiderio di poter ancora contare sul suo illuminato consiglio.  

 

La conclusione del nostro Congresso è coincisa con l’apertura dello speciale anno commemorativo indetto dalla Procura Generale per ricordare il IV centenario della morte del Ven. Cardinale Cesare Baronio, discepolo e primo successore di S. Filippo Neri nella Casa di Roma. A Roma e altrove le manifestazioni – che hanno l’Alto Patrocinio del Cardinale Angelo Sodano, Decano del Sacro Collegio – saranno significative perché occasione di riandare – come continuamente va fatto – alle pure sorgenti del movimento iniziato dal Signore nella persona di Padre Filippo.

 

Ringrazio le Congregazioni ed i singoli Sodali che saranno generosi nel sostenere la ripresa Causa di Beatificazione di questo grande Oratoriano, contribuendo alle spese e diffondendone la conoscenza nei loro ambienti.

 

Inizio il mio servizio nella veste di Preposito dell’Oratorio Romano, una realtà nuova che sicuramente caratterizzerà questo terzo mandato. Non so che cosa mi riserveranno questi prossimi sei anni, ma intuisco che, forse, dopo tanto viaggiare per incontrare i confratelli dove essi vivono, questa modalità del mio servizio alla Confederazione cambierà. Chissà? “Primero Dios”, si dice in spagnolo… “Quel che Dio vuole”, diciamo in Italia… L’importante è che si faccia davvero solo quel che Dio vuole.

 

Con la più fraterna amicizia

In Corde Christi et P. N. Philippi

Edoardo Aldo Cerrato, C.O.

Procuratore Generale

 


 

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