Home  Presentazione  Confederazione  Congregazioni  Documenti  News  Foto  Annales  |  Santità  Biblioteca

Contatti

 

Documenti

 

Lettera alle Comunità in formazione

e Progetti di Fondazione

 

Ai Moderatori delle Comunità in formazione

Ai Responsabili dei Progetti di fondazione

 

Loro Sedi

 

Roma, 4 ottobre 2006

 

Carissimi Confratelli,

 

al termine del Congresso Generale della Confederazione dell’Oratorio, che mi ha chiesto di continuare il servizio di Procuratore Generale, desidero riprendere con voi il contatto da noi vissuto negli anni dei miei precedenti mandati, per salutarvi fraternamente e comunicarvi alcune notizie.

 

1. Delegato della Sede Apostolica

 

La Sede Apostolica, accogliendo il risultato delle Elezioni avvenute in Congresso Generale, ha nominato Suo Delegato per la Confederazione dell’Oratorio il Rev.mo P. Felix Selden, dell’Oratorio di Wien. Consiglieri del Visitatore sono stati eletti P. Ignatius Harrison, P. Giovanni Ferrara, P. Antonio  Ríos Chávez;

 

2. Elezioni degli Ufficiali della Confederazione

 

Procuratore Generale: Edoardo Aldo Cerrato; Deputazione Permanente: PP. Michele Pischedda (Italia), Stefano Bertolini (Italia), Rafael Muñoz Pérez (Spagna), Miroslaw Prasek (Polonia), Robert Byrne (Regno Unito)-Segretario della Deputazione Permanente, Christof Heimpel (Germania), Dennis Corrado (U.S.A.), Mario Alberto Avilés Campo (America latina) e Juan Andrés Arturo Gonzales (America latina). Postulatore Generale: P. Paul Chavasse; Archivista Generale: la Procura Generale ha confermato nell’incarico P. Giovanni Ferrara

 

3. Status Confoederationis

 

Dalla “Relatio Procuratoris Generalis” al Congresso:

 

a) 76 Congregazioni

 

b) In 3 continenti

52 in EUROPA: Italia 19; Spagna 11; Polonia 7; Regno Unito 3; Germania 8; Austria 1; Svizzera 1; Francia 1; Paesi Bassi 1.

23 in AMERICA: Canada 1; Stati Uniti 7; Messico 9; Costa Rica 1; Colombia 3; Chile 1; Brasile 1.

1 in AFRICA: nella Repubblica Sudafricana.

 

c) 7 Federazioni

Italia Settentrionale (9), Italia Centro-Meridionale (9), Spagna (10), Polonia (8), Messico (10), Colombia e Costa Rica (4), Germania (6): per un totale di 56 Congregazioni aggregate a Federazioni.

 

d) Sodales: 471 (470 nel 2000)

di cui presbiteri: 415 (417 nel 2000);

Età media dei sodales: 53,97 (48,38 nel 2000)

in Europa: 54,55 (51,70 nel 2000)

in America del Nord: 54,08 (48,60 nel 2000)

in America Latina: 52,53 (49,02 nel 2000)

in Africa: 40,33 (44,20 nel 2000)

Ordinazioni presbiterali (2000-2006): 60

Sodales defunti (2000-2006): 23

 

e) Lingue ufficiali parlate nelle Congregazioni: spagnolo (25), italiano (19), inglese (11), tedesco (10), polacco (7), francese (1), portoghese (1), olandese (1), africaans (1).

 

Si nota nelle Congregazioni una discreta crescita nell’apprendimento dell’italiano, lingua che, essendo quella del S. Fondatore e quella in cui è composta la maggior parte della produzione letteraria sulla storia e la tradizione oratoriana, costituisce un prezioso strumento per la conoscenza del patrimonio comune alle Congregazioni dell’Oratorio. Ringrazio i confratelli che si sono resi disponibili per la traduzione di atti e documenti della Procura nelle altre lingue correnti.

 

4. Comunità in Formazione (CF) e Progetti di Fondazione (PF)

 

Sono lieto di poter continuare nei confronti delle Comunità in Formazione (CF) e dei Progetti di Fondazione (PF) il servizio di cui voi tutti conoscete le difficoltà, poiché le state vivendo in prima persona. La fondazione di una nuova Congregazione non è certo una impresa facile, tanto più nel nostro tempo, caratterizzato da situazioni nuove rispetto al passato.

 

Vi trascrivo quanto ho detto nella “Relatio Procuratoris Generalis” al Congresso:

 

Per “Progetti di fondazione” (PF) si intende l’intento, non ancora formalizzato, di dare origine ad un’esperienza di vita oratoriana da parte di un gruppo di persone che già sono in contatto con la Procura Generale; per “Comunità in formazione” (CF) si intende l’esperienza in atto di vita comunitaria a seguito dell’approvazione data per iscritto dall’Ordinario del luogo in accordo con la Procura Generale, in vista dell’eventuale riconoscimento canonico di una nuova Congregazione dell’Oratorio.

 

Considerazioni sulla fondazione delle nuove Congregazioni

 

Il grande numero di Comunità in formazione e di Progetti è segno dell’attualità della Congregazione dell’Oratorio e del fascino che essa esercita sui sacerdoti secolari interessati alla vita comune ed alla comune azione pastorale, ma in qualche caso può anche essere effetto della ricerca dell’autonomia che l’istituzione oratoriana consente. Il discernimento e la cura che gli Statuti Generali assegnano al Procuratore Generale della Confederazione nei confronti delle nuove fondazioni sono un capitolo cospicuo della attività della Procura.

 

Uno sguardo alla storia passata permette di rilevare che, anteriormente all’istituzione della Confederazione, un gruppo di sacerdoti iniziava a vivere secondo il modello della Congregazione romana, con l’approvazione dell’Ordinario diocesano; la Bolla Pontificia giungeva, spesso, dopo molti anni senza che per questo la Congregazione fosse ritenuta men che legittimata nella sua esistenza e nella sua identità oratoriana. Incardinati nella propria diocesi, i sacerdoti dell’Oratorio erano benestanti o comunque forniti di un patrimonio che permetteva loro di vivere “propriis stipendiis” nella Congregazione, e potevano dedicarsi alle caratteristiche opere di apostolato dell’Oratorio nella casa e chiesa di loro proprietà.

La situazione cambiò radicalmente in Europa e soprattutto in Italia a partire dalla fine del secolo XVIII e lungo il secolo XIX, quando la “nequitia sive hominum sive temporum” sconvolse le Congregazioni fino ad eliminarne una gran parte.

Ridotte di numero, impoverite di soggetti, private dei beni materiali, non trovando nelle Chiese locali il sostegno sperato, le Congregazioni italiane incontrarono la benevola attenzione della Sede Apostolica che favorì, grazie soprattutto all’interessamento personale del grande Pontefice Leone XIII ed al suo amore per l’Oratorio, la ricerca di soluzioni idonee anche sul piano istituzionale.

In un arco di tempo di 60 anni, con il graduale coinvolgimento di tutte le Congregazioni esistenti, si giunse a costituire l’Istitutum Oratorii S. Philippi Nerii (1942) che favorì numerose nuove fondazioni in varie parti del mondo, secondo l’iter formationis sancito dagli Statuti Generali del 1942 e dalla revisione degli stessi (1969-1989).

Poiché i vigenti Statuti si presentano alquanto stringati e con notevoli omissioni su questa materia rispetto a quelli del 1942, fin dall’inizio del mio mandato ho sperimentato la necessità di stabilire un “modus procedendi” che tenesse conto della attuale situazione storica ed ecclesiale, ma chiarisse al tempo stesso alcuni punti piuttosto oscuri. Nacque in tal modo il “Modus procedendi in praeparandis Congregationibus”, approvato dalla Deputazione Permanente nel 1998, come “interpretazione autentica” del testo degli Statuti ed approvato dal Congresso Generale del 2000.

 

Sulla base di questo Documento che chiede al Procuratore Generale di nominare un suo Delegato per le Comunità in formazione, ho richiesto – prima e dopo la stesura del “Modus procedendi” – la collaborazione dei Deputati sia nel visitare, sia nel valutare il cammino delle Comunità che chiedevano l’erezione canonica. Mi sono ugualmente servito della collaborazione di singoli confratelli disponibili e di quella delle Federazioni, là dove esistono e sono vive. Non ho mai valutato la conclusione dell’iter senza aver preso in seria considerazione il parere di collaboratori e di Organi ufficiali; allo stesso modo non ho mai sciolto il rapporto della Procura Generale con qualche realtà in cammino di formazione senza esaminare attentamente i pareri di molte persone degne di fiducia all’interno ed all’esterno dell’Oratorio.

Favorire la fondazione di nuove Congregazioni – secondo quanto gli Statuti prescrivono – comporta

- discernimento circa l’autentica “vocazione oratoriana”,

- aiuto per impostare la nuova esperienza,

- accompagnamento della Comunità durante il cammino, anche nel rapporto con i Vescovi,

- formazione al carisma ed all’impegno apostolico dell’Oratorio.

Credo risulti evidente che non si tratta soltanto di aspettare prudentemente (come talora pare di percepire dalle parole di qualche Oratoriano) che la formazione sia compiuta e i requisiti attuati; si tratta di dedicare tempo ed energie ad un’opera che richiede necessariamente la collaborazione prudente, attiva e fraterna di qualche confratello. Non ho mai mancato di chiederla e in qualche caso l’ho pure trovata. 

 

Desidero sottolineare alcuni elementi che rendono molto diverso il cammino delle nuove fondazioni rispetto ai tempi passati ed aprono quindi questioni che gli Statuti del 1942 non potevano ancora affrontare e sui quali quelli del 1989 hanno sorvolato.

Mi riferisco principalmente alle Comunità che nascono al di fuori dell’Oratorio, ma alcuni elementi riguardano anche le altre:

 

- La attuale scarsità di clero induce i Vescovi (anche quelli che conoscono l’Oratorio e ne stimano la vita e la vocazione) ad essere generalmente restii nel concedere ai propri sacerdoti il consenso per una nuova fondazione; pressati dalla necessità di provvedere di clero le Parrocchie della diocesi, i Vescovi, quando concedono il loro consenso, lo vincolano quasi sempre allo svolgimento di un’attività parrocchiale, e la casa della nuova Comunità, di conseguenza, è una casa parrocchiale. Pochissime Congregazioni, per evidenti ragioni economiche, hanno oggi la possibilità di nascere in una sede propria, come avveniva in passato; le conseguenze del vivere in casa altrui diminuiscono la sicurezza della Congregazione.

 

- La scarsità di vocazioni, inoltre, fa sì che raramente oggi si formino Comunità costituite da tre o quattro sacerdoti – come sarebbe auspicabile – per dare inizio ad una vita comune compatibile con lo stile descritto nelle nostre Costituzioni. I vigenti Statuti Generali hanno abbassato, infatti, da tre a due il numero minimo di sacerdoti richiesto addirittura per l’erezione canonica, e da cinque a quattro i membri necessari per chiedere il riconoscimento canonico alla Sede Apostolica.

Le Comunità, nella maggior parte dei casi, iniziano oggi il loro cammino di formazione per iniziativa di uno o due sacerdoti affiancati da qualche candidato ai sacri Ordini, la cui ordinazione diventa pressoché indispensabile per giungere al riconoscimento canonico.

 

E’ facile comprendere quanto sia difficile in questa situazione una vera esperienza di vita comunitaria sul modello oratoriano:

a) i membri della Comunità non sono necessariamente su un piano di parità con la conseguenza che i rapporti non sempre risultano chiari;

b) l’Autorità diocesana a cui spetta ammettere agli Ordini ed incardinare in diocesi in vista dell’erezione della nuova Congregazione, chiede comprensibilmente che la preparazione al sacerdozio avvenga nei seminari o nei centri di formazione della diocesi, con evidenti lacune nella formazione oratoriana la quale, nella tradizione dell’Oratorio, è fatta dall’esperienza della vita comune molto più che da teoriche conoscenze.

Non è raro perciò che la iniziale scelta oratoriana dei candidati venga abbandonata ancor prima che la Comunità giunga al riconoscimento canonico o che, alle prime difficoltà, si esca dalla Congregazione  poco dopo essersi prestati a fungere da fondatori.

 

Il cammino delle Comunità, per questi motivi, dura normalmente un lungo tempo ma non sempre l’attesa è sinonimo di adeguata preparazione.

Consapevole di quanto siano importanti i legami di conoscenza e di collaborazione con le Congregazioni, mi sono preoccupato di favorirli. Ma devo constatare che anche in questo ambito le difficoltà non mancano: il numero esiguo dei membri delle Comunità e delle stesse Congregazioni ed i pressanti impegni pastorali difficilmente consentono di dedicare a questi scambi spazio adeguato.

 

Alcune nuove Congregazioni in questi anni hanno presentato problemi di assestamento dopo il riconoscimento canonico, ed alcune sono diminuite di numero per cause naturali o per scelte di singoli membri.

So che qualcuno lamenta questa situazione. Personalmente posso dire di aver sofferto per questi motivi, ma sono contento di aver presentato queste Comunità al riconoscimento della Sede Apostolica. Credo che anche alcune Congregazioni – oggi guardate con stima –  hanno conosciuto i medesimi problemi all’inizio della loro storia, pur in condizioni decisamente diverse dalle attuali; mi chiedo pure se le medesime difficoltà presenti nella vita delle giovani Congregazioni non siano presenti anche in quelle di maggior esperienza, molte delle quali non si può dire che siano propriamente fiorenti.

 

E’ indispensabile, riguardo alle nuove fondazioni, discernimento prudente e senso di responsabilità, ma è pure necessario il coraggio di chi mette al mondo dei figli senza chiedersi, innanzitutto, se la loro crescita creerà problemi.

  

5. Relatio a “praeparandis Congregationibus” ad Procuram Generalem mittenda

 

L’impegno della Procura Generale nelle nuove fondazioni è attività importantissima tra i suoi numerosi compiti, ma anche molto gradita. Credo che a nessuno sfugga la responsabilità che insieme ci assumiamo nel presentare alla Sede Apostolica la domanda di fondazione canonica di una nuova Congregazione: una responsabilità che implica la nostra coscienza.

 

Ricordo che, a norma del “Modus procedendi in praeparandis Congregationibus”, cap.II, n.IV, § 4, le Comunità in formazione devono presentare alla Procura Generale una Relazione che ogni anno sarà confermata o modificata, a seconda delle necessità.

 

SCHEMA DI RELAZIONE

 

I. La “fase progettuale”:

 

Come è nato il progetto di dare origine ad una Comunità oratoriana?

Quali furono le motivazioni che hanno indotto a pensare all’Oratorio come una possibile forma di vita comune e apostolica?

 Quanto tempo è durata la fase progettuale, prima di ottenere il consenso del Vescovo per iniziare la vita comune?

 C’erano nella fase progettuale altri membri che hanno poi abbandonato il progetto?

 Quali sono state le principali difficoltà in questa fase?

 

II. La “fase preparatoria”:

 

1. Quando la Comunità è stata istituita dall’Ordinario diocesano con licenza in scriptis data?  (allegare copia del Documento vescovile).

2. Al momento della presente relazione da quali membri è costituita la Comunità? (allegare il curriculum vitae di ognuno).

3. Sono stati preparati gli Statuti Particolari della Comunità?  (allegare copia del    testo).

4. Quali sono le attività pastorali della Comunità nei suoi singoli membri e  nell’insieme?

5.  Esiste l’Oratorio Secolare (o un inizio di esso)? Quali attività si svolgono?

6. Quali sono le difficoltà che la Comunità incontra nell’applicare le Costituzioni e gli Statuti   Particolari?

7. Quali sono le principali pubblicazioni “de re oratoriana” presenti nella biblioteca della  Comunità?

8. Piano di formazione oratoriana della Comunità: ci sono incontri comunitari su temi ed argomenti inerenti alle Costituzioni ed all’Itinerario Spirituale? A livello personale ci sono letture e studi riguardanti la storia, la tradizione e la spiritualità dell'Oratorio?

9. Piano di formazione dei membri candidati al Presbiterato: dove compiono gli studi? a  chi è affidata la formazione sacerdotale? quali i mezzi ed i tempi stabiliti per la formazione oratoriana qualora dimorino fuori dalla casa della Comunità, in collegi o seminari?

10. Con quali Congregazioni dell’Oratorio la Comunità è (o è stata) in contatto?

         11. Qual è la situazione economica della Comunità, e come si sostengono i singoli membri? qual è la situazione dell’assicurazione sociale dei singoli?

         12. A chi appartiene in proprietà l’edificio adibito ad abitazione della Comunità ed utilizzato per l’attività apostolica? Descriverne brevemente le strutture.

 

Data e firma di tutti membri della Comunità.

 

6. Dichiarazione dei membri della CF nell’atto di firmare petitio pro gratia canonicae erectionis indirizzata al Sommo Pontefice

 

Ricordo che, firmando la petitio pro gratia canonicae erectionis indirizzata al Sommo Pontefice, i “membri fondatori”, si assumono una particolare responsabilità nei confronti della quale è opportuno richiamare la consapevolezza. La Procura Generale porta a conoscenza degli interessati la “Dichiarazione” che essi saranno chiamati previamente a firmare per esprimere in modo inequivocabile le proprie intenzioni:

 

DICHIARAZIONE

 

Indirizzando al Sommo Pontefice la petitio pro gratia canonicae erectionis della Congregazione dell’Oratorio di …, io sottoscritto …

 

DICHIARO

 

a) di essere consapevole, davanti a Dio, alla Sede Apostolica, alla Confederazione dell’Oratorio, ed alla  mia Comunità, della responsabilità che tale richiesta comporta;

b) di essere consapevole dei doveri che con tale atto assumo nei confronti della nuova Congregazione: particolarmente il dovere, nella mia qualità di “membro fondatore”, di contribuire alla crescita della nuova Congregazione attraverso la mia fedeltà alle Costituzioni ed allo spirito di san Filippo Neri;

c) di essere consapevole che la mia decisione comporta l’animus permanendi semper usque ad vitae obitum, cum libera voluntate (Costituz.,10) nella Congregazione dell’Oratorio per la quale chiedo l’erezione canonica.

 

Chiedendo a Dio l’aiuto per restare fedele alla mia decisione, così sottoscrivo di mia mano.

 

Data e firma

 

7. Centenario Ven. Cesare Baronio e Causa di Beatificazione

 

La Procura Generale, annunciando nel settembre dello scorso anno il IV centenario della morte del Ven. Card. Cesare Baronio – discepolo del S. P. Filippo e suo primo successore, vera gloria dell’Oratorio, in cui rifulgono doti esimie di illustre studioso unite a solide virtù apprese ed esercitate alla “scuola del Beato Padre” – ha pure comunicato di aver ripreso la Causa di Beatificazione, il cui iter si era interrotto negli anni ‘70. A tutti la Procura Generale stende la mano per chiedere collaborazione ed aiuto anche economico, ed è fiduciosa di averlo, attesa l’importanza, nella storia e nella spiritualità dell’Oratorio, di questo discepolo di San Filippo.

 

La Messa conclusiva del Congresso Generale, presieduta da Sua Eccellenza mons. Giovanni Lajolo in Santa Maria in Vallicella, ha dato inizio ufficiale alle manifestazioni del Centenario – celebrato con l’Alto Patrocinio dell’Em.mo Decano del S. Collegio Cardinalizio – che avranno la loro conclusione, a livello di celebrazioni religiose, il 30 giugno 2007, mentre le manifestazioni culturali, organizzate dalla Procura Generale, potrebbero proseguire anche oltre questa data, secondo un programma che comprende anche iniziative di diversi enti ecclesiastici e civili interessati alla commemorazione.   

La celebrazione di questo centenario – come già quella del B. Giovenale Ancina nel 2004 – non è motivata dal gusto di “archeologiche” rievocazioni: è occasione di forte impegno a riscoprire il vero volto della nostra vocazione ed il carisma che ad essa è legato. Per questo, giunto al termine del mio incarico, desidero lasciare, attraverso la preparazione di questa iniziativa, un segno di ciò in cui ardentemente ho creduto e di ciò che umilmente ho cercato di fare. A chi verrà, l’augurio più sincero insieme alla promessa di fraterna collaborazione».

 

***

 

Carissimi Confratelli,

 

nell’intraprendere il nuovo mandato trasmetto anche a voi il Messaggio che S. S. Benedetto XVI ha benevolmente voluto indirizzare alle nostre Congregazioni: un dono prezioso che custodiremo con fedeltà filiale insieme a quello consegnatoci dal servo di Dio Giovanni Paolo II in occasione del Congresso del 2000, e porgo a tutti i più fervidi auguri di buon cammino, assicurando la mia disponibilità ed il ricordo costante nella preghiera.

 

In Corde Christi et P. Philippi

Edoardo Aldo Cerrato, C.O.

Procuratore Generale

 

Gli allegati sono trasmessi, con il testo della Lettera, alle singole CF e PF.

 


 

> Stampa la lettera in formato PDF

 

Sito ufficiale della Procura Generale della Confederazione dell'Oratorio di San Filippo Neri  Statistiche  |  Link  |  Preferiti