III Incontro Internazionale Oratoriano

 


Omelia del Procuratore Generale


 

* Drozi bracja i siostri, niech bendzie pochwalony Jesus Christus!

Niech bendzie pochwalony Jesus Christus ktorego Matka Boza trzyma w swoich ramionach i ofiaruje nam jako najwiekszy dar Ojca niebieskiego.

Wielbiac Pana Jezusa, pragne wyrazic takze nasze najgzebsze uwelbnie Matke Bozej ktora czeimy w tym sanktuarium, bedacym stolica duchova Polski, czynie to stowami sw. Filipa Neri: “Dziewico i Matko, Matko i dziewico, pros Jezusa za nami”.

 

* Queridos hermanos y hermanas, alabado sea Jesucristo!

Alabado sea Jesucristo que la Santa Madre de Dios tiene en sus brazos y nos dona como el don mas grande del Padre del cielo.

Salutando al Señor Jesús, deseo expresar todo nuestro cariño a la Santisima Madre de Dios, que veneramos en este sanctuario, corazón de la Fe y de la Patria Polaca, y lo hago con las palabras que le decia San Felipe Neri: “Virgen y Madre, Madre y Virgen, ruega Jesús por nosotros”.

 

* Chers frères et soeurs, loué soit Jésus Christ!

Loué soit Jésus Christ que la S.te Mère de Dieu tien dans ses bras et qu’elle nous donne comme le plus grand cadeau du Père du ciel.

En saluant Notre Seigneur Jésus, je desire présenter nos sentiments de dévotion à la Très Sainte Mère de Dieu, que nous vénérons dans ce sanctuaire, coeur de la Foi et de la Patrie Polonnaise, et je le fais par les paroles que lui adressait St. Philippe Néri: “Vierge et Mère, Mère et Vierge, priez Jésus pour nous”.

 

* Dear brothers and sisters,  praised be Jesus Christ!

Praised be Jesus Christ that the Holy Mother of God holds in her avus and gives to us the greatest gift of our Heavenly Father.

In saluting the Lord Jesus, I want to express all our devotion for the Holy Mother of God thou we venerate in this sanctuary which is the heart of the faith of Poland, and I shall do so in the words adressed to her by St. Philip Neri: “Virgin and Mother, Mother and Virgin, pray to Jesus for us”.

 

* Carissimi fratelli e sorelle, sia lodato Gesù Cristo!

Lodato sia Gesù Cristo che la S. Madre di Dio tiene tra le sue braccia e dona a noi come il dono più grande, il dono totale, del Padre celeste.

Salutando il Signore Gesù, desidero esprimere tutto il nostro affetto alla Santa Madre di Dio che veneriamo in questo santuario, cuore della Fede e della Patria Polacca, e lo faccio con le parole che le indirizzava San Filippo Neri: “Vergine e Madre, Madre e Vergine, prega Gesù per noi”.

 

1. Dziewico, Virgen, Vièrge, Virgin, Vergine!


Noi contempliamo la Tua verginità, o Maria, nella purezza del “sì” che hai pronunciato a Nazareth: “Ecco, sono la serva del Signore; si compia in me la tua parola”.

Il Tuo “sì” è l’adesione totale della Tua persona – mente, cuore, anima, corpo – al progetto di un Dio che non si è accontentato di avere creature umane capaci di amarlo come creature, ma ha voluto avere dei figli i quali, a immagine del Figlio unigenito, lo potessero amare con cuore di figli!

E per compiere questo prodigio ha scelto Te, Maria di Nazareth, umile fanciulla della terra di Galilea, figlia di Anna e di Gioacchino. Ti ha pensata dall’eternità e, in un giorno di primavera, nella semplicità della casa dove vivevi, ti ha chiamata: “Ave, piena di grazia. Il Signore è con te”.

La Tua verginità, o Maria, fiore di Galilea e, al tempo stesso, fiore di questa nostra terra – terra d’Europa, di America, di Africa, di Asia, di Australia e Oceania, terra del mondo intero – è l’aprirsi fiducioso, totale, della Tua vita al Progetto del Padre!

Tre volte al giorno, pronunciando la preghiera dell’Angelus, noi ripetiamo il Tuo “sì”, entriamo nel Tuo “sì”, e viviamo il “sì” che anche noi pronunciamo, giorno per giorno, ora per ora, nella terra in cui si svolge e si compie la nostra esistenza, nelle circostanze e nelle situazioni concrete della vita, nel lavoro e nella preghiera, nei passi del cammino.

La verginità che a noi, come a Te, è richiesta è questo “sì”, o Vergine, “umile ed alta più che creatura, termine fisso d’eterno consiglio”, come Ti cantò Dante, il sommo poeta della Nazione Italiana; di questa Nazione che io, figlio dell’Italia, Ti presento, o Madre, in questo momento, rinnovando al Tuo Cuore Immacolato la consacrazione della mia Patria, compiuta esattamente cinquant’anni orsono, nel centenario della definizione dogmatica della Tua Immacolata Concezione.

La verginità che noi siamo chiamati a vivere con Te, o Purissima, è il “sì” della Fede, è l’accoglienza del Progetto di Dio sulla nostra vita; è l’apertura del cuore e degli occhi ad accogliere Dio dentro la nostra carne, dentro la nostra esistenza, non come un elemento ma come il centro, il fondamento, la consistenza di tutto ciò che viviamo.

 

Dziewico, Virgen, Vièrge, Virgin, Vergine!

In questo Tuo santuario, “casa grande e antica dove ognuno vuol tornare”, Ti presentiamo l’Oratorio  di San Filippo Neri, nato dalla verginità di Padre Filippo: non “immaginato” da lui – come Tu, o Vergine, non “immaginasti” il Figlio – ma messo dentro al suo grembo, come Tu, o Vergine, ricevesti nel Tuo grembo il Figlio del Padre.     

Hai davanti a Te, o Maria, sacerdoti e laici che rappresentano l’Oratorio nato a Roma e diffuso nel mondo intero.

Aiutaci, Maria, a vivere con slancio il carisma dell’Oratorio donato da Dio alla Chiesa come uno degli splendidi colori che rendono variegata la veste della Regina cantata dal salmo.

Donaci, Maria, la verginità che Padre Filippo voleva per il suoi figli: la trasparenza dello sguardo posato sulla realtà, sulla realtà, non sui fantasmi e sulle illusioni; la purezza del cuore che si lascia colmare dal dono dello Spirito Santo e diventa, come quello di Padre Filippo, grande, aperto, capace di dono sincero!

Dziewico, Virgen, Vièrge, Virgin, Vergine!

 

2. Matko, Madre, Mère, Mother, Madre!

 

Noi contempliamo, o Maria, la Tua maternità. Il “sì” della fede è stato il terreno in cui è fiorita la Tua fecondità, la più alta fecondità che creatura umana abbia mai conosciuto!

Sei diventata la Madre di Dio, e, accogliendo Dio come Figlio nel Tuo grembo, sei diventata Madre di tutti i figli che quel Figlio ha unito a sé assumendo la natura umana.

Madre di Dio e di ogni uomo! Te lo diciamo ancora con le parole del nostro poeta: “Nel ventre tuo si raccese l’amore, per lo cui caldo nell’eterna pace così è germinato questo fiore”!

 

Anche noi, o Maria, chiamati alla verginità, siamo chiamati alla fecondità.

Come uomini e donne, come celibi e sposi. Fecondità che non è soltanto fare o produrre qualcosa, ma è donare la vita attraverso ciò che facciamo, attraverso tutto ciò che facciamo; donare la vita in un atto di amore umano attraversato dall’Amore di Dio, dall’Amore che è Dio, accolto come Fonte della vita.

E’ questo, o Madre, l’amore che Filippo visse nei sedici anni della sua infanzia e adolescenza a Firenze, nei mesi della sua giovinezza a San Germano, nei sessant’anni della sua esistenza a Roma; ed è questo l’amore che lasciò come vincolo che unisce la Congregazione dell’Oratorio – “unico caritatis vinculum” – e come anima dell’Oratorio laicale, la sua geniale “inventione”.

 

Ti consacriamo, o Madre, le Congregazioni dell’Oratorio con i rispettivi Oratori Secolari: le Congregazioni dell’Italia, della Spagna, della Polonia, dell’Inghilterra, della Germania, dell’Austria, della Svizzera, della Francia, dell’Olanda, del Messico, della Colombia, degli Stati Uniti d’America, di Costa Rica, del Cile, del Canada, del Brasile, del Sudafrica.

E con esse Ti consacriamo le Comunità che in varie nazioni stanno sorgendo e compiono il loro cammino di formazione: in Europa, nell’America del Nord e del Sud, e in Asia.

Dona, o Madre, alle Congregazioni ed alle Comunità in formazione, la Tua fecondità, la fecondità che donasti a Padre Filippo!

Non Ti chiediamo per esse né ricchezza materiale e neppure potenza numerica. Ti chiediamo soltanto la verginità e la fecondità della vita!

Matko, Madre, Mère, Mother, Madre!

 

3. In questa terra di Polonia che è Tua, o Madre, perché a Te si è consacrata, e perché qui, in Jasna Gora-il chiaro Monte, come su ogni zolla della terra polacca, sei invocata Regina Poloniae, noi Ti affidiamo il nostro Santo Padre Giovanni Paolo II, figlio di questa terra e Tuo speciale figlio; e con lui, entrando nella verginità e nella fecondità che da venticinque anni Egli testimonia come Romano Pontefice, Ti diciamo: “Totus tuus”! Siamo tuoi, o Vergine e Madre; e, tuoi completamente, vogliamo vivere la fede cristiana, la comunione con Cristo e in Cristo!

 

A Te, Vergine e Madre, il nostro saluto di figli, l’affetto del nostro cuore filiale!

 

Dziewico i Matko, pros Jezusa za nami,

Virgen y Madre, ruega Jesus por nosotros,

Vièrge et Mère, priez Jesus pour nous,

Virgin and Mother, pray to Jesus for us,

Vergine e Madre, prega Gesù per noi.

 

Laudetur Jesus Christus.