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Servo di Dio P. Giulio Castelli

 


Cenni biografici


 

Padre Castelli era nato a Torino, da distinta famiglia, il 27 giugno 1846. Educato nell’Oratorio di San Filippo Neri, ne sentì ben presto l’attrattiva, e a 19 anni entrò nella Congregazione, dove compì i suoi studi teologici e ricevette, il 13 marzo del 1869, l’ordinazione sacerdotale.

 

Fu subito impegnato nella catechesi, nella predicazione e nell’esercizio delle Confessioni. Educatore impareggiabile, fu “maestro”, fin da chierico, dei giovani di Congregazione e di molti altri che più tardi occuparono posti eminenti nella Chiesa e nella società.

 

L’amore per l’Oratorio lo spinse ad accettare l’invito, nel 1890, di andare in aiuto alla Congregazione di Roma, che versava in penose condizioni di povertà materiale e di penuria di soggetti a seguito delle leggi eversive estese a tutto il Regno d’Italia mentre avanzava il processo di unità nazionale.

 

Presso il sepolcro di Padre Filippo, nella “Chiesa Nuova” dei Romani, P. Castelli continuò con non poco sacrificio la sua instancabile opera di educazione dei fanciulli e dei giovani, ed ebbe tra i suoi chierichetti il tredicenne Eugenio Pacelli, il quale, divenuto Sommo Pontefice, non cessò di ricordare l’antico “maestro” e ne rievocò con commozione, durante un’udienza, “la figura alta, gracile, sempre raccolta, tutta umile e con gli occhi bassi”, per la quale, rallegrandosi del processo di beatificazione, si augurava di poter essere lui stesso a proclamare la santità.

 

Innamorato dell’ideale oratoriano e preoccupato della triste situazione in cui si trovavano a vivere numerose Congregazioni italiane, P. Castelli, con l’approvazione di Papa Leone XIII, progettò ed attuò in Roma un Collegio per la formazione di alunni candidati alla vita oratoriana. Fu un’impresa che gli costò, oltre ai sacrifici immensi, anche la sofferenza di calunnie da parte di confratelli che non comprendevano il suo zelo.

 

Non gli mancarono davvero, soprattutto a partire dal 1895, quando si prodigò per degne e fruttuose celebrazioni del III centenario filippiano, le sofferenze più dure, perché originate dalla propria famiglia, ed egli si vide costretto a lasciare la Casa di Roma, accettando l’invito del Vescovo di Cava de' Tirreni che gli proponeva la fondazione di una nuova Congregazione nell’antica città, sede di un celebre quanto abbandonato santuario mariano.

 

Giunto a Cava l’ultimo giorno del 1895, P. Castelli iniziò con rinnovata dedizione la sua attività apostolica di sempre, quella che gli aveva meritato a Torino e a Roma tanta stima e devozione da parte di molti. Un alone di santità lo circondava ovunque egli si recasse ad operare, e non è certamente estranea alla sua ricorrente decisione il cambiar luogo tale fama di cui l’umiltà profondissima del Servo di Dio sentiva il peso. Anche a Cava, nella Congregazione eretta canonicamente il 16 ottobre 1900, il suo apostolato si esercitò soprattutto tra i poveri e gli ammalati, i chierichetti, i giovani, i sacerdoti e le religiose. Circondato dalla fama di santità e salutato come “operatore di miracoli” per alcuni fatti prodigiosi avvenuti a seguito della sua preghiera, anche da Cava P. Castelli si allontanò per qualche tempo, ma vi ritornò obbedendo all’invito del Vescovo e dei confratelli.

 

Perfezionò fino all’ultimo la sua vita interiore, sostanziata di umiltà, di costante unione con Dio, di preghiera e di mortificazione. Rifulse per la costante e sincera obbedienza ai Vescovi con i quali si trovò a lavorare, e per la devozione filiale al Papa: un amore indefettibile per la Chiesa dentro il quale ardeva il suo amore per l’Oratorio. Si spense a Cava de’ Tirreni il 21 luglio 1926 ed il suo corpo riposa sotto lo sguardo di Maria, nel santuario a cui egli ridiede splendore e vitalità.


Già nel primo anniversario della morte iniziò il processo informativo ordinario per l’introduzione della causa di beatificazione, che raccolse un numero altissimo di preziose testimonianze. Nel 1931, in occasione della traslazione della salma del servo di Dio dal cimitero cittadino al santuario dell’Olmo, i Prepositi delle Congregazioni italiane si radunarono in Cava, e qui si presero, all’ombra di Maria e di P. Castelli, importanti decisioni che determinarono il nascere della Confederazione dell’Oratorio.

 

Quell’Incontro dei Prepositi a Cava ed il gesto devoto con cui essi vollero portare la bara del santo confratello, rendevano giustizia ad un vero discepolo di San Filippo Neri che ormai contemplava la storia dal cielo.

 


Bibliografia


 

CAVEN. TYRR. Beatificat. et Canonizat. Servi Dei Julii Castelli. Positio super introductione Causae, Romae, 1953

MAZZA F.M., Sotto l'Olmo di Maria. Il servo di Dio p. Giulio Castelli dell'Oratorio, Badia di Cava, 1950

 

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