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Beato Josè Vaz |
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Il primo indiano ad essere innalzato alla gloria degli altari; José Vaz nacque a Benaulim (Goa) allora possedimento portoghese dell’India sulla costa del Malabar, il 21 aprile 1651.
Costituì una
comunità di sacerdoti sotto lo spirito di S. Filippo Neri
(Oratoriani) stabilendosi a Velha Goa, ma poi si allontanò
per andare missionario a Ceylon (attuale Sri Lanka) da dove
erano stati espulsi tutti i missionari cattolici ad opera
degli accesi calvinisti olandesi della Compagnia delle
Indie, che fra l’altro avevano minacciato di morte tutti i
preti che avessero sorpreso.
Conscio del
pericolo che correva, José Vaz sbarcò clandestinamente a
Jaffna nel 1686 e sia pur con difficoltà, cercò di
rimettersi in contatto con i fedeli cattolici singalesi che
tenevano nascosta la loro fede, celebrando per loro la Messa
di notte.
Dalla costa si
spinse successivamente, fino alla capitale Colombo e
penetrando all’interno, fermandosi nel regno di Kandy,
rimasto indipendente dall’occupazione portoghese e olandese,
dove fu anche arrestato perché straniero, ma in seguito ad
un fatto portentoso, suscitato da lui stesso, fu liberato
con la facoltà di girare libero per il regno, dove poté così
esercitare il suo fruttuoso apostolato.
Nel 1696 fu
raggiunto da un gruppo di confratelli oratoriani e quindi
costituì una missione per tutta l’isola che ebbe un grande
sviluppo, al punto che all’inizio del XVIII secolo si
contavano a Ceylon, circa centomila cattolici praticanti;
rifiutò la carica di vicario apostolico per l’isola per
rimanere umile missionario, tradusse il catechismo e le
preghiere nelle due lingue locali, il tamil e il singalese,
adattando la tematica missionaria agli usi e civiltà locali.
Stremato nelle
forze, José Vaz si addormentò nel Signore il 16 gennaio 1711
a Kandy, divenuta la base di ogni attività missionaria a
Ceylon. E’ stato beatificato da papa Giovanni Paolo II il 21 gennaio 1995 a Colombo nello Sri Lanka.
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