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Quinta edizione del concerto Nazionale di beneficenza pro romitaggio di Gerusalemme (Musica e Solidarietà) organizzato dalla comunità Shalom di Palazzolo sull’Oglio ( comunità fondata da Suor Rosalina Ravasio)  si terrà il 12 gennaio 2008 ore 20,30 al Palasport  (Palatenda) di Palazzolo sull’Oglio (BS). Come ogni anno l’impegno e l’adesione all’iniziativa va sempre in crescendo. I volontari sono sempre più partecipi e crescono ad ogni edizione, così come gli artisti che interverranno, tra veterani e nuove partecipazioni, sono sempre più coinvolti ed entusiasti di condividere insieme questa esperienza regalando al pubblico uno spettacolo emozionale che parla con parole semplici e dirette, che parla di fede, gioia e speranza, semplicemente che parla di Gesù.

Nelle precedenti edizioni non è mai mancato lo spirito di condivisione e comunità lo scorso anno hanno partecipato più di 4000 spettatori; ed anche per questa imminente data ci auguriamo che tale caratteristica domini la serata facendo accorrere tutti numerosi e pieni di desiderio di condividere con gli altri la propria fede e quale modo migliore se non attraverso la musica.

Il concerto di beneficenza pro romitaggio di Gerusalemme potrebbe essere un vero e proprio festival della musica cristiana, ma non solo… è il festival della fede e della gioia di stare insieme.e della Solidarietà. È un momento di condivisione e di vita caratterizzato dall’apporto che gli artisti regalano con la loro musica che diventa il denominatore comune di un linguaggio universale che avvicina anche le distanze più incolmabili. E la musica non può che essere un portatore di pace perfetto per questa iniziativa dedicata al sostentamento dell’orto degli ulivi di Gerusalemme. Un messaggio universale regalato ad una terra di conflitti e diversità, un messaggio di pace e di speranza.

La carrellata di artisti si presenta già ricca, anche se potrebbe ulteriormente crescere grazie alle adesioni che continuano ad arrivare.

Padroni di casa, i ragazzi della Shalom con la loro Shalom Band (Comunità che si prefigge con lo scopo di recuperare i ragazzi dalla tossicodipendenza e dai disagi giovanili), da mesi stanno preparando questo spettacolo perché si rinnovi anche quest’anno il clima di festa delle precedenti edizioni.

Non mancherà la partecipazione di alcuni tra i più storici partecipanti all’iniziativa che ogni anno ci presentano testimonianze sempre più intense e profonde come, Mons. Giovanni d’Ercole (giornalista televisivo Rai) e Desirè presentatori della manifestazione.

Si ascolteranno le travolgenti ballate folk-rock del cantautore  Roberto Bignoli milanese tra i più conosciuti artisti Italiani della christian music all'estero vincitore di 5 Unity Awards Grammy della musica cristiana, la positiva e melodica musica di Tiziana Manenti cantautrice di Bergamo, l’ecclettismo delle opere di Pier Didoni di Milano cantautore musicista ha collaborato con numerosi artisti del panorama musicale italiano quali Joe Squillo,Giuni Russo, Viola Valentino, Tony Pagliuca (Le Orme), Sal Solo (Rockets) e Skiantos (supporter in alcuni concerti milanesi), la calda voce della cantante Sara Corna (sorella di Luisa Corna) e il travolgente dinamismo del gruppo vicentino degli Abramo’s Band rock band cristiana Vicentina. E ancora saranno presenti il gruppo Rock Nuova Civiltà di Reggio Emilia con il loro rock  da veri musicisti professionisti e cristiani che portano  gioia e speranza anche dove sembra non esistere più ed i ragazzi dell’oratorio San Paolo che non mancano mai di iniziativa e buona volontà.

Quest’anno la carrellata si arricchirà anche della partecipazione di artisti nei quali la vocazione religiosa o di impegno verso il prossimo hanno caratterizzato la loro vita e l’hanno poi tradotta in musica, in testi ricchi di esperienza e realtà della vita che ci circonda ogni giorno nel volto di chi ci sta accanto. Saranno presenti Charlie Cinelli noto cantautore bresciano Don Paolo Auricchio sacerdote-cantautore e cappellano del carcere minorile di Nisida  con la sua esperienza vocazionale in mezzo ai giovani, Giancarlo Airaghi cantautore portatore di una spiritualità formata negli anni del volontariato ed il giovane Mattia Zuffellato che ha saputo tramutare la sua passione per la musica in ringraziamento per il dono della vita.

E proprio prendendo spunto da una citazione proposta da Mattia Zuffellato cantautore di Verona per esprimere il suo amore per la musica voglio citare S. Agostino nella sua frase: “Cantare è pregare due volte”. Facciamo in modo che anche quest’anno il V concerto pro romitaggio di Gerusalemme suoni come una preghiera che salga fino al cielo dove noi tutti come comunità ne siamo i promotori ed i testimoni.

Non mancate vi aspettiamo numerosi e con il desiderio di condividere e lasciarvi coinvolgere dal nostro canto di fede.

                                                                                                                           

INFO:

Comunità Shalom

regpaceshalommiriam@tiscalinet.it

http://www.comunitashalom.it/

 

 

Roberto Bignoli si racconta

di Baroncia Simone

“Dulcis Maria umile donna tu sei colei che l’umana natura sempre avvalora in te bellezza e misericordia umile e alta più di ogni creatura… Dio è con te”.

Con questa canzone il cantautore italiano, Roberto Bignoli, ha vinto due Unity Awards Grammy 2007 in America della musica cristiana mondiale quale miglior artista internazionale e nella categoria della ‘canzone internazionale’ per il brano ‘Dulcis Maria -Totus Tuus’, Lo abbiamo incontrato in un concerto a Tolentino.

Cosa si prova per aver ricevuto i premi Award della musica cattolica?

“Sicuramente è una grande soddisfazione. Questo è il quinto che prendo. Presi il primo nel 2001 a Washington (USA); il secondo nel2005 nel Minnesota (USA)) e quest’ anno in Arizona a Phoenix(USA). Anche se io dico che il mio grande premio è la vita che è cambiata attraverso il Mistero, che è Cristo. Poi, tutto il resto fa piacere a livello umano ed è bello perché c’è una sensibilità sul fronte della ‘Christian Music’ negli Stati Uniti, in Polonia, in Spagna e nel resto del mondo, così forte e sensibile, che, tornando in Italia e vedendo un riscontro totalmente diverso, mi piange un po’ il cuore. Però è anche vero che io ho scelto di testimoniare Qualcuno più grande di me e quindi bisogna camminare senza mai pretendere di ottenere grandi consensi, se non quello di raccontare la cosa più bella che uno ha ricevuto”.

Quale è stato il tuo incontro fondamentale che ti ha cambiato la vita?

“L’incontro fondamentale è stato nel 1984 attraverso un gruppo di ragazzi, che non mi conoscevano personalmente se non come artista. Allora io facevo musica; ero lontano dalla fede e quindi non pensavo di arrivare, oggi, a queste conclusioni. Vivevo anche un periodo abbastanza angoscioso, perché, a livello artistico, uscivo da una situazione critica, dove il mondo mi era crollato addosso, perché la situazione che mi porto dietro (la poliomielite, che per me oggi è una grazia) non crea una immagine: ad un certo punto la mia carriera, che sembrava andasse bene, si è interrotta proprio per questo. Sono entrato profondamente in crisi. Per non dimenticare poi situazioni abbastanza difficili, quando ragazzino ho avuto piccoli problemi con la droga e con il carcere; e crescendo poi nella militanza come estremista di sinistra attraverso la logica della violenza, convinto come molti giovani di poter dare un contributo di cambiamento nella società. Alla fine mi sono reso conto che era Roberto Bignoli che doveva cambiare. Quindi la musica doveva risolvere i miei problemi; non li ha risolti, ma è stato un incontro straordinario, che ha dato il là ad un lungo cammino che prosegue ancora oggi: quello della fede”.

Tu hai scritto tante canzoni; alcune sono famose (‘Ho visto la croce’ e ‘Corcerto per Sarajevo’). Come nascono?

“Ogni canzone nasce da un’esperienza, che può essere personale o collettiva. ‘Concerto per Sarajevo’ nasce da una mia esperienza personale durante la guerra in Bosnia-Erzegovina, quando sono stato con alcuni amici a portare il mio piccolo contributo raccolto nei miei concerti. Quindi ho visto una realtà drammatica, molto più drammatica di quella che vedevamo nelle televisioni, e l’ho dedicata anche ad un personaggio veramente straordinario, mons. Tonino Bello, quando con 500 giovani ha cercato di entrare a Sarajevo, ma fu bloccato. Era interessante vedere questo uomo con una croce di legno, armato di amore e di speranza di questo grande messaggio evangelico, per annunciare in una situazione drammatica un forte messaggio di pace. Invece ‘Ho visto la croce’ è il percorso della mia vita e di tante altre persone, che ancora oggi fanno fatica ad accettare la propria sofferenza e la propria solitudine; quindi cerco di far capire l’importanza di una Croce che diventa Mistero, Grandezza, Bellezza. Diventa leggera nella misura in cui uno riesce ad aprire il proprio cuore ed ad affidarsi a Dio, non come un ‘gettare la spugna’ o perché Lui possa risolvere qualsiasi tipo di problema. Quindi attraverso il mistero della croce e l’abbandono a Dio ho capito che le mie stampelle, una volta disgrazia da bestemmiare, sono una grazia da portare a testa alta. Poi Dio solo sa perché io ho le stampelle ed un altro è sano: non è un problema che mi interessa; questo lo comprenderò un giorno. Ciò che ho capito oggi è che questa croce, questa sofferenza, sono diventate un inno alla vita e vorrei che lo fosse per tanti, anche se è difficile parlare di sofferenza; è difficile viverla e condividerla; è difficile soprattutto per chi la vive in prima persona a volte mettere una giusta parola. Però io cerco, perché è la vita stessa che dà testimonianza e non più le parole. Ma c’è un’altra canzone a livello mondiale, che è la famosa ‘Ballata per Maria’, che è la sigla di Radio Maria. La canzone nasce nel 1991 come preghiera, come jingle radiofonico, attraverso un pellegrinaggio a Medjugorje (perché tutta la mia ‘avventura’ nasce da lì). Questa preghiera improvvisamente è diventata una canzone che apre la radio ed entra in milioni di case. Sono contento, perché sono case di ammalati, case di anziani e di persone sole. Quindi se una canzone può rincuorare un po’, è una grande soddisfazione”.
“Dolce Maria, Regina dell’Amore, tu sei la luce che annuncia l’aurora”.

 

 

 

 

Intervista a Roberto Bignoli

Tra i più noti cantanti di musica cristiana in Italia e all'estero

R.Bignoli

Fin da bambino ha la passione per la musica. La sua carriera artistica comincia all'età di sedici anni, partecipa a varie manifestazioni canore e vari Festival di musica leggera, ha fatto da "spalla" ad alcuni "Big".
Alcune tra le sue produzioni degli anni ’80 : “Se la luna” con 30.000 copie vendute, “Canzone per Laura” presentata in tutte le emittenti televisive private tra cui la popolare trasmissione “Pop Corn” di Canale 5, “Lorelai” e “Ninnanà ninnanò” sono le più note. 
Nel 1984, anno decisivo per la sua conversione, decide un radicale cambiamento d’indirizzo e da allora dedica il suo talento artistico interamente alla testimonianza del cambiamento avvenuto ed all’annuncio cristiano.

Parlaci anzitutto della tua conversione, tu eri un cantante che nella prima metà degli anni '80 aveva un futuro professionale davanti a te molto aperto, poi hai mutato indirizzo e hai dedicato tutti i tuoi dischi all'evangelizzazione e dunque al Signore, una scelta discograficamente e agli occhi del mondo sicuramente impopolare per chi come te aveva la possibiltà di sfondare nel mondo dello spettacolo. Raccontaci che cosa è successo e il perchè di questo cambiamento.

La mia attività artistica infatti è nata nel mondo della musica leggera, cosiddetta oggi secolare, con la partecipazione a festival di varia entità piccola o media e con partecipazioni a trasmissioni e concerti più o meno importanti che mi hanno visto entrare nel mondo dello spettacolo, collaborare e fare concerti con big della musica leggera, il tutto con una esperienza di 4 mesi a Parigi nel mondo delle discoteche, delle televisioni e dei galà, fino a quando una sensazione di vuoto mi ha preso e colpito nel profondo e mi ha fatto sentire solo e disperato, a quel punto un incontro con dei giovani cattolici del Rinnovamento nello Spirito e soprattutto la loro esperienza personale mariana a Medjugorje, hanno colpito a tal punto che ho voluto lasciare tutto il mio mondo per partire e fare un ‘esperienza a Medjugorje, era il mese di agosto 1984, non ho visto nulla di particolare, né di speciale ho capito solo che la Madonna mi chiamava a cambiare, voleva che il mio cuore di pietra diventasse di carne e pulsasse di amore, voleva da me che accettassi il suo amore… C’è voluto un po’ di tempo ma ho capito che se volevo stare con Maria dovevo lasciare il vecchio mondo, le vecchie abitudini, e camminare verso un futuro nuovo, che aveva tante incognite ma che mi coinvolgeva a trovare più serenità e pace nella mia vita, fino a quando ho capito che il talento della musica non era per arrivare al mio successo ma doveva essere uno strumento per testimoniare al mondo, soprattutto ai giovani la presenza di Maria, di Gesù,  nella mia vita e nel mondo...

Ho capito che il successo al quale aspiravo non era più importante ma il vero successo era comprendere che ci sono dei valori e delle ricchezze, che non sono mercificabili, ma che ti ricolmano di tutto ciò che hai bisogno, basta crederci fino in fondo e metterti in gioco. Ecco perché oggi la mia vita è cambiata, ho voluto credere in Maria e imparare a seguire la strada di Gesù, certo non è facile, ogni giorno rinnovo il mio cammino di conversione, cado e cerco di rialzarmi ma con la gioia di sapere che questa è la strada a cui sono chiamato…  

 

La tua canzone "Ballata per Maria"(da anni live motiv della emittente Radio Maria), è oggi probabilmente il brano musicale più ascoltato per radio in assoluto, che effetto ti fa? Ma soprattutto chi è per te Maria? Cosa significa essere mariani per un cristiano oggi?  

 

Sicuramente è un brano che chiunque ha sentito per scelta o perché si è sintonizzato su Radio Maria.Un brano che gira il mondo in quanto è usato in tutte le  Radio Maria sparse nel mondo, ma che purtroppo molti pochi sanno chi è l’autore.

Un brano che ho composto dopo uno dei tanti  pellegrinaggi a Medjugorje, precisamente nel 1991.

A mia insaputa è stato utilizzato come sigla di Radio Maria, da quella data ad oggi. L’effetto che mi fa è duplice  di dispiacere perchè come artista non mi sento valorizzato, dal punto di vista spirituale  aver potuto esprimere a Maria e quanti ascoltano la radio  quanto ha fatto nella mia vita e averlo diffuso attraverso questa canzone .

Essere Mariani oggi,  per un cristiano vuole dire prendere coscienza della maternità di Maria e credere nella sua capacità di guidarci verso suo figlio Gesù e permettere di scoprire nel silenzio e nell’umiltà il Vangelo e quanto Gesù ha voluto farci conoscere di Dio Padre. Maria fa rivivere  la gioia di essere toccati dallo Spirito Santo, per far nascere la vera vita, Gesù dentro ciascuno di noi.

 

Che cos'è "Concerto a Sarajevo" scritta durante la guerra in Bosnia e trasmessa ovunque soprattutto nelle radio clandestine della ex repubblica balcanica?

Concerto a Sarajevo è una canzone nata da un testo di un amico giornalista e che racconta le tragedie ma soprattutto le sofferenze della guerra attraverso l’urlo dei bambini, una canzone che nasce dall’ esperienza toccante di essere stato sui luoghi di guerra, nei campi profughi e aver sentito le storie tristi e le urla di tante persone che hanno sofferto, hanno toccato con mano la croce del dolore e quindi vuole essere una canzone che racconta le atrocità di tutte le guerre ma che vede la fine nella via dell’ amore della speranza e della pace in Cristo.

 

Parlaci di "La c'è un posto" per la quale hai anche ricevuto negli Stati Uniti un prestigioso premio internazionale UCMVA Unity Award per la miglior canzone dell’anno.

"Là c’è un posto" è un lavoro nato con il desiderio di esprimere al meglio la mia vena artistica, un lavoro che ha visto al lavoro ottimi musicisti e che ha voluto dare un vissuto folk ballada a questi testi un po’ particolari… Il tutto ha avuto un premio --- ed io sono soddisfatto … ma so che non mi devo fermare ed allora via con i prossimi  lavori…. E’ già uscito “Non temere – don’t be afraid” canzone dedicata a Giovanni Paolo II di cui è stato fatto un cd singolo per le radio cattoliche e non nel mondo, ed anche "Dulcis Maria", un brano mariano molto particolare, candidato agli Unity Award 2007 … ma a breve uscirà un nuovo cd con nuove canzoni in cui verrano anche inserite questi 2 brani, il cd sarà anche disponibile su portali di musica digitale tipo I-tunes dove ci sono gia delle mie canzoni scaricabili.

 

Roberto Bignoli e il Papa

Come vedi oggi la musica cristiana in Italia e quali differenze trovi negli Stati Uniti dove i vari gospel singer evangelici come Don Moen o Ron Kenoly hanno quasi la stessa notorietà e visibilità che in Italia potrebbe avere un Ramazzotti o un Morandi. Non ti pare che in Italia la musica cristiana sia ai margini rispetto a quella commerciale, nonostante i progressi di questi ultimi anni? E' possibile ipotizzare un futuro in cui un tuo brano, per ipotesi, entri nella hit parade assieme a cantanti italiani citati poc'anzi? E' solo un fatto culturale o c'è dell'altro?

Ma in Italia credo che ci sia da qualche anno crisi nel campo discografico della musica secolare per varie ragioni, sicuramente negli Stati Uniti come in tutti i paesi stranieri la musica è considerata un mezzo importante di comunicazione e quindi viene sostenuta e promossa anche per un fatto culturale. In Italia ahimé c’è molta ignoranza e, devo dire, soprattutto tra i discografici….

Da qualche anno malgrado questa crisi della musica secolare, la musica cristiana sta crescendo e sono molti i nuovi gruppi o singoli artisti che si stanno proponendo ma che purtroppo fanno fatica ad emergere o proporsi in quanto non trovano apertura nel mondo discografico e tanto meno nel mondo cattolico, la chiesa non si occupa dell’evangelizzazione attraverso la musica, cosa che nel mondo evangelico esiste e ha i suoi iter professionali. Da qualche anno ci sono organismi cattolici che tentano di raggiungere i giovani attraverso la musica, ma spesso credono di fare più leva sui giovani con i big della musica secolare, ma non pensando al fatto, che spesso questi artisti non hanno dei messaggi da lanciare che siano in sintonia con il vangelo ed allora ecco che tutto finisce nel vano… Credo che il mio lavoro sia più che buono soprattutto per il fatto che non ho i mezzi delle grandi case discografiche e quindi sicuramente i tempi di lavorazione dei miei prodotti non sono quelli del mercato. Ma malgrado questo devo dire che le soddisfazioni le ho perché sono anni che giro in tutta Italia e all’ estero incontrando migliaia di giovani e persone che partecipano attivamente ai miei concerti e che dimostrano il loro consenso attraverso vari mezzi, lettere, emails, telefonate, richieste di nuovi concerti, etc. etc.

 

Ti chiedo di guardare al futuro di Medjugorje. Padre Livio dai microfoni di Radio Maria, sostiene che la bellezza e la potenza di Medjugorje deve ancora risplendere in tutto il suo fulgore e che il tempo della manifestazione dei dieci segreti farà brillare  la sua luce sul mondo intero. Tu come cristiano e come cantante come ti poni rispetto a questa prospettiva?

La mia posizione è cauta e attenta, non amo fare previsioni ma cerco di cogliere attraverso i tempi e quello che accade una chiave di lettura per poter guardare verso il futuro con speranza , amore e pace, anche se indubbiamente bisognerà passare attraverso un crogiolo, ma affidiamoci al Signore e a Maria Santissima che sapranno condurci.

 

Per finire una domada molto semplice e forse la più difficile nello stesso tempo.

Cosa è la musica per Roberto Bignoli? 

La musica nella mia vita è fondamentale, attraverso la musica riesco ad esprimere sentimenti e pensieri che a volte si nascondono all’interno di noi, riesco a cogliere la bellezza delle cose che mi circondano e riesco a comunicare la gioia di vivere ma soprattutto di essere cristiano, e grazie alla musica posso comunicarlo a tante persone ed in particolare ai giovani. Quindi la musica è il mezzo, è lo strumento di cui non posso più fare a meno.

                                          Intervista a cura di Giuseppe Di Pietro

 

Christian Music: Quando la musica diventa preghiera

Avanzano nel mondo I CANTAUTORI DI DIO
Intervista a Roberto Bignoli


Milano, 29 maggio 2007
 

Sono come dei cavalieri erranti. Simili a quelli delle leggende, che avevano l’animo pieno di sogni. Vagano sicuri per il mondo, anche se il mondo quasi non si accorge di loro. Percorrono sentieri solitari o poco praticati, e alle grandi città illuminate dai riflettori preferiscono i villaggi dove la gente dialoga. Chi ha la fortuna di incontrarli e di ascoltare le loro storie, rimane affascinato. Si accorge di avere incontrato dei veri poeti, degli autentici artisti che con le loro canzoni ti donano il cuore.

Si chiamano “artisti cristiani”. Fanno parte del movimento internazionale “Musica cristiana”. Sono cantanti, cantautori, gruppi, cori, band, complessi. Si distinguono per una caratteristica quasi inconcepibile ai nostri tempi: cantano per vocazione.

La musica leggera è una delle at­tività in cui, per conquistare il successo, gli artisti sono spesso pronti a tutti i compromessi. Lo dimostrano le cronache di tutti i giorni: molti protagonisti della canzone, più o me­no famosi, si prestano a mutamenti camaleontici per un briciolo di pubblicità. Cambiano compagna, inventano flirt, combinano matrimoni, fanno figli, legittimi e illegit­timi, simulano gravi malattie, inventano disgrazie, fallimenti, presunte ricchezze, abbracciano religioni, professano ideolo­gie politiche. Invece, gli “artisti cristiani” sono dei sognatori incorreg­gibili. Cantano Dio perché credono in Dio e vogliono essere esempi dei valori che proclamano.

Non guardano al successo materiale. Sanno che il loro genere musicale è emarginato dalle televisioni, dai giornali, dalle radio, dagli enti organizzativi, dalle case discografiche, ma non ne tengono conto. Sanno che la loro professione, salve poche eccezioni, non offre ricchezze, a volte nemmeno il necessario per vivere, ma non se ne fanno un problema. Hanno scelto la loro strada per convinzione interiore e la percorrono con un entusiasmo e una gioia che sorprendono.

"Formano un esercito meraviglioso e molto attivo", dice Roberto Bignoli, noto esponente del christian music italiana, che da 25 anni milita in questo movimento. Sono migliaia e migliaia in tutte le nazioni. Appartenenti a tutte le varie branche della fede che si richiama a Cristo. Sono presenti in tutte le importanti ricorrenze parrocchiali, ai convegni, ai raduni, ai congressi, alle cerimonie religiose, alle feste patronali. Ma, nonostante l’immensa attività, sono tagliati fuori dal circuito dei media. Perfino i giornali e le televisioni di ispirazione cristiana li ignorano, per questo si parla poco di loro e della loro attività.

Roberto Bignoli è un “pellegrino” a tempo pieno della “musica cristiana”. Ho cantato ovunque, dice con soddisfazione. Ho tenuto concerti, oltre che in tutta Italia, in Francia,Germania, Svizzera, Olanda,Polonia, Bulgaria, ex Jugoslavia, Spagna, Malta, Canada, Stati Uniti, America Centrale e latina, Argentina.

Più che cantante italiano, Roberto Bignoli è un esponente internazionale della musica cristiana. Ha partecipato a tre Giornate Mondiali della Gioventù, ed ha avuto quattro incontri personali con Giovanni Paolo II, al quale ha dedicato una canzone, "Non temere"(don't be afraid) prodotta dal cantautore Nico Fortarezza e che sta ottenendo successo in molte radio cristiane nel mondo Nel corso della sua ormai lunga carriera, Bignoli ha composto canzoni che sono diventate popolarissime. La sua “Ballata per Maria” è da anni la sigla di “Radio Maria”, trasmessa più volte al giorno non solo in Italia, ma anche in Canada, negli Stati Uniti, nell’America del Sud. Attraverso quella canzone, milioni e milioni di persone hanno imparato a conoscere e ed amare la sua voce. Ha composto e portato al successo tante altre canzoni di ispirazione cristiana: “Ho visto la croce”, “Porta Cristo”, “Diglielo tu”. “Concerto a Serajevo” (scritta durante la guerra in Bosnia e trasmessa ovunque soprattutto nelle radio clandestine della ex repubblica balcanica), “Ho bisogno di Te”, “Parole e amore”, “Dimmi mio Signore” eccetera. Ha partecipato ad una ventina di compilations d’artisti cristiani di cui otto internazionali. Per la sua lunga e generosa attività di artista cristiano ha vinto per tre volte il premio internazionale UCMVA Unity Award, che è il più prestigioso riconoscimenti per la Musica cristiana, e nel 2003 il Golden Graal.

Come tanti artisti cristiani, Roberto Bignoli proviene dal mondo della musica “laica”. Imparò a suonare la chitarra da ragazzino. Il suo sogno era quello di diventare un cantante famoso. Riuscii a impormi. Avevo una band che portava il mio nome. Partecipai a concorsi, Festival, ne vinsi alcuni, mi affermai, tenevo molti concerti, scrissi delle canzoni che ebbero buon successo. Lavoravo molto, ma non avevo pace. Mi impegnai nella politica, all’estrema sinistra, i miei ideali erano sovversivi e rivoluzionari. Ma la solitudine diventava sempre più angosciosa. Nel 1984, ci fu il cambiamento. Improvviso, radicale e definitivo>>.

Viso segnato da tante sofferenze, occhi splendenti perché pieni di speranza, una storia da romanzo alle spalle, un coraggio da leone, una fede commovente. Figlio di contadini, da bambino venne colpito dalla poliomielite, che gli paralizzò le gambe ed è ancora costretto a servirsi di stampelle per camminare.

Ho trascorso tanti anni in Istituti, dove venni curato, ma non fui guarito, dice.Le sofferenze mi avevano avvelenato l’anima. Ma non mi non ho rancore verso il mio passato, perché se non avessi incontrato tante difficoltà forse non avrei avuto poi il dono della fede.

Come avvenne la tua “conversione”?

Alcuni ragazzi, appartenenti al Movimento carismatico “Rinnovamento nello Spirito”, ammiravano le mie canzoni. Un giorno mi dissero: “Gesù ti ama”. Risi. Ma quella frase continuava a passare nel mio cervello. Finii per frequentarli. Con loro andai in pellegrinaggio a Medjugorje. Un luogo per me assolutamente insolito, e là si verificò il cambiamento. Difficile raccontare. Sono esperienze interiori. Mi trovai in mezzo a migliaia di giovani provenienti da ogni parte del mondo. L’atmosfera era fantastica. Un senso di tranquillità penetrava nell’anima. Cominciai a pregare, a modo mio. E alla fine, volli chiedere la grazia alla Madonna. Non quella di guarire fisicamente. Non ci pensai neppure. Ma quella di trovare una strada che desse senso alla mia vita.

Tornai stranamente cambiato dentro. Sentivo ancor più forte l’amore per la musica ma avevo anche un grande desiderio di far conoscere agli altri ciò che avevo trovato a Medjugorje. Il mio linguaggio era fatto di musica e a poco a poco capii che la mia nuova strada era quella di testimoniare con la musica il dono della fede che avevo ricevuto. Cominciai a scrivere canzoni di ispirazione religiosa. La prima, ricordando Medjugorje, la intitolai “Regina della Pace”. Da allora, sono sempre in giro a tenere concerti, a testimoniare cantando la mia fede in Dio e raccontando che solo con lui ci si sente forti, tranquilli, sereni, in pace>>.

Vent’anni di attività, svolta per di più in giro per il mondo, ti hanno permesso di conoscere bene il movimento della “Musica cristiana”: secondo te, concretamente, quale peso ha nella società attuale?

E’ un movimento meraviglioso ed svolge un ruolo importantissimo soprattutto tra i giovani. La musica è il più diffuso mezzo di comunicazione dei giovani. La “musica cristiana” vuole diffondere tra essi, usando appunto questo linguaggio, valori positivi e testimonianze di fede in Dio.

I prodotti della musica commerciale sono, in gran parte, spaventosamente poveri. Gli artisti, schiavi delle leggi di mercato, sono a volte costretti a produrre canzoni banali. La “Musica cristiana”, invece, è libera. Non ha legami con il mercato e questa condizione le permette volare alto. Si ispira ad argomenti eccelsi, aperti all’infinito, a Dio, al mondo dello spirito, alla bontà profonda dell’uomo. Queste canzoni, anche se non sono pompate dalla pubblicità, quando vengono ascoltate lasciano sempre un segno profondo-

Qual è l’origine della “Musica cristiana”?

Proviene dalle Chiese protestanti che hanno una grande tradizione di canto corale. Affonda le radici nel “Gospel”, il canto religioso dei negri americani dell’Ottocento, per questo è molto diffusa in America.. Dopo il Conciclio Vaticano II, all’interno del grande movimento “Musica cristiana”, si ne è formato uno di ispirazione cattolica, che via via è andato affermandosi e oggi è molto importante. Il cantante che sceglie la “Musica cristiana”, non è quello che di tanto in tanto inserisce nel suo repertorio delle melodie religiose. E’ un professionista che usa la musica e la sua professionalità musicale per diffondere il Vangelo, per far conoscere Cristo, Dio, i valori cristiani del vivere. E’, in un certo senso, un missionario, un “chiamato” che ha pienamente aderito a questa sua vocazione.

Tra i cantanti di “Musica cristiana” ci sono anche artisti famosi?

Il movimento non mira a creare delle star. Gli artisti cristiani si sentono e vogliono essere dei testimoni, dei “lavoratori” nella vigna del Signore. Ma alcuni di essi sono bravissimi, hanno del talento straordinario, carismatico, ed è naturale che diventino dei beniamini della folle. La cosa ammirevole sta nel fatto che, pur essendo popolarissimi, famosi, tengono un comportamento semplice, sereno, proprio perché il loro ideale non è il successo, la fama, la ricchezza, ma la testimonianza.

Qualche esempio?

I più celebri si trovano in America, dove questo genere di musica, come ho detto, è molto diffuso, trova spazio nei media ed ha anche un fiorentissimo mercato discografico. Uno degli artisti di musica cattolica più noti è Sal Solo, inglese che vive però negli Stati Uniti, ed è di origine italiana: Sal, infatti, sta per Salvatore. E’ un convertito. Ha alle spalle una splendida carriera di rock star. Fu leader e voce solista dei celeberrimi gruppi Rockets e Classix Nuoveau. Dal 1983, a seguito di una profonda conversione al cristianesimo, testimonia in tutto il mondo, attraverso concerti multimediali, la sua fede cattolica e il suo amore a Dio. Attraverso la musica, svolge proprio un autentico "ministero" di evangelizzazione. Dice spesso: “Faccio uso di musica e video per illustrare la presenza di Gesù tra noi”. Nel 2000 fu a Roma, in occasione del Giubileo, e presentò una Messa da lui musicata, che continua a portare in giro per il mondo. Talmente si sente unito a Cristo, che non si firma più con il suo nome, ma disegnando un pesce, cioè il simbolo con cui i cristiani delle catacombe indicavano Cristo.

Un altro mito della musica cattolica americana è Fra Stan Fortuna, un frate francescano del South Bronx di New York, popolarissimo, che con il linguaggio musicale tipico dei rapper, diffonde il Vangelo tra i giovani. E’ anche uno dei più raffinati jazzisti degli Stati Uniti.

Importantissimo è John Michael Talbot, 53 anni, cantante e chitarrista. E’ molto amato. Musicando salmi e inni della tradizione cristiana, riesce a creare l'atmosfera ideale per meditare sulla parola di Dio. Ha inciso una cinquantina di album, gira per gli Stati Uniti tenendo concerti, ma trova il tempo anche per scrivere libri. Ha vinto diversi premi, tra cui il prestigioso “Dove Awards”, cioè l'Oscar per la “musica gospel”. Grande organizzatore, ha fondato una importante Associazione dei musicisti cristiani, cui fanno capo quasi tutti gli artisti cristiani americani e molti anche di altre nazioni. E’ un po’ la “guida” il “padre spirituale” degli artisti cristiani. E' anche il fondatore e il Ministro Generale della comunità religiosa "Fratelli e Sorelle della Carità", molto attiva nel volontariato e nell'aiuto ai poveri.

Altri importanti artisti sono Donna Lee, cantautrice californiana, autrice di dolci melodie alla chitarra. Il suo ministero musicale si concentra sulla riconciliazione, l'Eucaristia e la misericordia divina. E’ molto devota della Madonna che, secondo quanto lei stessa dichiara, ha avuto un ruolo decisivo nel suo rientro nella chiesa cattolica. Sara Torres, nata in Nicaragua ed emigrata bambina negli Stati Uniti in Florida, è interprete raffinata di musica musica latino americana. E tra le giovani leve, bravissima Angelina Davis, diciassettenne del Mississipi dalla voce strepitosa, definita "l'angelo cantante"; e Rachael Lampa, 22 anni, già molto apprezzata.

Qualche artista celebre non statunitense?


La “Musica cristiana” è molto diffusa in Messico, Guatemala, Colombia, Argentina, Canada. In questa nazione vive e lavora Dannis Grady, cantautore di Calgary, esperto in musica gospel. Anche lui è un convertito. Nacque a Peterboro, nell’Ontario, 55 anni fa, in una casa di musicisti. Fin da ragazzino, i suoi idoli erano Bob Dylan e Gordon Lightfoot. Ebbe una giovinezza un po’ sbandata. Ad un certo momento divenne preda della droga e dell’alcol. Nel 1984 tentò pure il suicidio. Ma, a poco a poco, attraverso il volontariato, scoprì i valori cristiani. Fu assistente in un Istituto di ragazzi portatori di handicap mentali e fisici. Divenne amico di Madre Teresa di Calcutta e delle sue Suore della Carità. Conobbe due artisti cristiani, i fratelli Dennies e Danny Agajanian, famosi per la loro abilità nel suonare la chitarra e il banjo e andò a San Diego con loro per incidere dei dischi.

Fui molto colpito nel vedere con quale coraggio e creatività questi ragazzi proponevano il Vangelo nella loro musica, confessò. E l’esempio dei due fratelli Agajanian lo spinse a imitarli. Cambiò radicalmente la sua esistenza ed è diventato un vero apostolo della divulgazione del Vangelo attraverso la musica. Tiene molti concerti in Canada e negli Stati Uniti. Canta nelle carceri, nelle mense per i poveri, negli ospedali e nelle chiese.Più leggo le scritture, più voglio capire l' amore di Dio e la carità per i poveri, dice.

In Guatemala , è molto popolare Irenne Valeska Coronado, insegnante elementare, missionaria laica della Chiesa Cattolica. Da una ventina d’anni si dedica al canto di evangelizzazione. Ha composto molte canzoni di soggetto religioso, ha registrato una decina di cassette, alcuni CD. E’ stata protagonista del programma televisivo di evangelizzazione del Guatemala intitolato : “Minuto de Dios”.

E in Europa?

In questi ultimi anni, soprattutto dopo il Grande Giubileo del 2000, la “Musica cristiana” sta avendo un grande risveglio in Europa. Sono innumerevoli i gruppi giovani, le band, e anche i singoli artisti che si stanno affermando. Soprattutto in Francia e in Italia..

Un’ artista molto nota e da molti anni impegnata nel ministero della “Musica cristiana” è Dana. E’ nata a Derry, nell’Irlanda del Nord, in una famiglia cattolica, amante della musica. Il suo vero nome è Rosmary Brown, ma fin da piccola venne chiamata Dana, che in gaelico significa “birichina”. Oggi è un eurodeputato, che si batte coraggiosamente nella difesa dei valori cristiani.

Cominciò a cantare a sei anni, vincendo il suo primo concorso nella città natale. Aveva doti eccezionali e divenne presto un fenomeno. Nel 1969 rappresentò il suo Paese al “Gran Premio Eurovisione della canzone”, allora molto in voga, e arrivò seconda. L’anno successivo, invece, vinse, sconfiggendo Julio Iglesias, che rappresentava la Spagna, e Mary Poppins in gara per la Gran Bretagna.

Divenne famosissima. Per mesi la sua canzone fu prima nelle classifiche inglesi. Venne proclamata “La ragazza più popolare in TV”. In quel periodo conobbe un giovane, Damien Scallon, con il quale si fidanzò. Damien apparteneva al movimento carismatico “Rinnovamento nello Spirito”, e Dana ne fu contagiata. Decise di dedicare i doni artistici che Dio le aveva dato per la diffusione dei valori cristiani. Da allora le sue canzoni, i suoi concerti, tutta la sua attività artistica è stata una “missione al servizio di Dio”. Impossibile raccontare quanto ha fatto e quanto continua a fare. Non solo come cantante, ma anche come scrittrice e ora anche come donna impegnata nella politica.

Altro valoroso esponente della “Musica cristiana” in Europa è lo spagnolo Luis Alfredo Diaz. Nato in Uruguay nel 1951, si affermò prima come pittore. A 17 anni, emigrò in Finlandia, poi andò a vivere in Inghilterra, poi a Burgos, in Spagna, e infine a Barcellona dove tuttora risiede. Fu sempre sensibile ai valori artistici spirituali, sia come pittore che come musicista. Per molti anni, però, svolse il suo apostolato nell’ambito della chiesa protestante Evangelica. Negli Anni Ottanta maturò il suo passaggio alla Chiesa cattolica. Ha all’attivo innumerevoli canzoni, una cinquantina di dischi, premi, iniziative, ed ha fondato il “Multifestival David”, che è la più importante e prestigiosa rassegna di “Musica cristiana”.

Nei miei numerosi viaggi, sono rimasto colpito dall’entusiasmo e dal fervore che ho visto in certi Paesi dell’Est. In Particolare, in Polonia. Credo che la Polonia sia la nazione dove la “musica cristiana” è più diffusa. In ogni città si trovano artisti, band, gruppi musicali preparatissimi. Ogni anno, in Polonia si tengono circa 200 Festival di Musica cristiana. Il più noto si chiama “Song of songs”, e si tiene a Torun, una grande città sulle rive della Vistola. E’ un festival rigorosamente live, dura alcuni giorni e richiama migliaia e migliaia di giovani. E’ così importante che viene ripreso e trasmesso dalla televisione nazionale.

Un Festival che sta crescendo è quello di Belozem, in Bulgaria. E’ stato fondato da Padre Kristoph Kurzok , cappuccino polacco. Mandato in Bulgaria ad aiutare nell’apostolato i confratelli di quella nazione, Padre Kristoph Kurzok, appassionato di musica, nel 2000 ha dato vita a questa iniziativa che ha avuto subito un grandissimo successo. Sono stato per tre anni a quel Festival e sono rimasto molto colpito dalla povertà di quella nazione e insieme dalla ricchezza spirituale della gente. Ho visto moltissima partecipazione a quel Festival da parte dei giovani provenienti da ogni parte della Bulgara, tutti pieni di entusiasmo e di fede.

Tu sei italiano. In Italia, com’è la situazione della musica cristiana?


Anche in Italia ci sono artisti straordinari. Voglio ricordare soprattutto Claudio Chieffo, il “padre” della musica cristiana in Italia. Vero e grande artista, che fin dall’inizio ha scelto di interpretare solo musica scritta da lui stesso e ispirata ai valori cristiani. Ed è sempre stato rigorosamente fedele a se stesso e alla sua vocazione.

Molti altri poi hanno seguito il suo esempio. Operai, insegnanti, professionisti, e anche sacerdoti, religiosi, suore. Intorno al movimento sono stati organizzati Festival, manifestazioni, rassegne. Una delle associazioni più importanti è “Il mio Dio canta giovane”, fondata da Don Giosy Cento, di cui è presidente Don Matteo Zambuto, che è pure lui un cantautore. Tra le Rassegne, le più significative sono “Anno Domini Multifestival”, che si tiene ad Oropa; “Il mondo canta Maria”, a Schio, in provincia di Vicenza. “Festival cristiano” a Lancusi, Salerno. “Rassegna internazionale della Canzone religiosa”, a Caposele, in provincia di Avellino. Insomma anche in Italia il movimento “Musica cristiana” è molto vivo e attivo.

Renzo Allegri
giornalisata e scrittore
renzo@editorialegliolmi.it