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Cenobio di San Vittore

Rettore
P. Roberto Primavera C.O.

Indirizzo

Via San Vittore 40

Santa Messa
Ogni domenica e festivi alle ore 10:00

Cenni storici

Il Cenobio di San Vittore è un antichissimo complesso conventuale. Del tempio si ha notizia fin dall'anno 441 mentre le memorie scritte più antiche risalgono intorno all'anno 1000: nell'opera "Vescovi bolognesi" del Sigonio viene riportata la notizia della solenne consacrazione della Chiesa di San Vittore, avvenuta nel 1178 alla presenza del Vescovo Giacomo.


 

La chiesa e l'annesso convento, situati nella collina bolognese, rimasero affidati ai Canonici Lateranensi fino al 1796, anno della soppressione dell'ordine per i decreti napoleonici.

L'importanza del convento di San Vittore è notevole: è stato sicuramente lungo i secoli il più insigne, nonchè il più antico complesso monastico di Bologna e da queste mura possenti e silenziose sono usciti tra gli esponenti più autorevoli dell'ordine e numerosi vescovi.

Il Cenobio fu venduto per 980 lire di quattrini bolognesi all'Avv. Antonio Aldini e a Pietro de Lucca ed in seguito ceduto ad un ricco signore di Cento, Giuseppe Civolani, che alla sua morte lo lasciò all'Ospedale della sua città (1833).

L'Ospedale proclamò un avviso di vendita volontaria e l'offerta più alta arrivò dai Padri Filippini che così lo comprarono nel 1833, iniziando subito delle profonde opere di restauro. Il 19 settembre 1849 per la prima volta San Vittore fu usato "per eseguire gli Esercizi Spirituali secondo il metodo di Sant'Ignazio". I Padri lo usarono anche come luogo di riposo e villeggiatura durante i mesi estivi (dal 1640 fino all'espropriazione del 1799 la villeggiatura si svolgeva invece a S. Ruffillo).

Nel 1855 i Padri sospesero gli Esercizi a causa del colera; nel 1859, durante i moti per l'Unità d'Italia, il Genio militare occupò la chiesa e il convento e a nulla valse l'opposizione dei poveri padri: fu calcolata una rendita sia per la chiesa, sia per il Cenobio da corrispondere ai Filippini: il bellissimo complesso monastico fu occupato dall'artiglieria militare, il chiostro trasformato in una stalla, la chiesa mutilata della sua abside quadrata e i quattro poderi adiacenti venduti ad un'asta pubblica.

Il 24 dicembre 1866, in seguito alle nuove soppressioni degli ordini religiosi il Delegato Demaniale intimò ai Filippini di liberare San Vittore entro 40 giorni.

Il Cenobio rimase abbandonato fino al 1905, anno in cui il giorno 27 aprile, dopo quasi cinquant'anni di interruzione, venne riaperto con la celebrazione di una S. Messa molto partecipata dagli abitanti delle zone circostanti e dai villeggianti.


Nel 1908 i Padri Filippini attraverso la Mensa Arcivescovile di Bologna rientrarono in possesso della Chiesa di San Vittore e sempre tramite la Mensa il 14 giugno 1909 riuscirono a riavere anche l'annessa casa.

Il restauro del complesso, esaurite le risorse finanziare della Congregazione, proseguì grazie alle donazioni dei privati e in pochi anni San Vittore divenne un'accogliente casa di Esercizi Spirituali. Nel 1920 Don Angelo Roncalli, che nel 1958 sarà eletto al Soglio Pontificio col nome di Giovanni XXIII, tenne un corso di esercizi spirituali per laici.

L'ultimo restauro è avvenuto nel 1998 con i fondi del Giubileo del 2000 ed ha riportato il Cenobio, sotto l'attenta direzione degli architetti Guido Cavina e Roberto Terra, all'antica bellezza.