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IV centenario del Beato Cesare de Bus

 

Roma, 29 settembre 2007

 

Il Procuratore Generale partecipa nella chiesa di S. Maria in Monticelli alla S. Messa presieduta da Sua Em.za Rev.ma il Card. Tarcisio Bertone, Segretario di Stato di Sua Santità, in occasione della chiusura dell’anno giubilare celebrato dalla Congregazione dei Padri della Dottrina cristiana nel IV centenario della morte (15 aprile 1607) del Fondatore.
 

Incontrando l’Ecc.mo mons. Arcivescovo di Avignon, antica sede del Card. Tarugi, il Procuratore Generale presenta a Sua Eccellenza l’intenzione di organizzare, per il prossimo anno, qualche celebrazione in occasione del IV centenario della morte del grande discepolo di S. Filippo Neri, e rinnova all’Arcivescovo il ringraziamento anche per il consenso da lui recentemente dato all’esperimento di nuova Comunità Oratoriana nella sua arcidiocesi.

 

Al Rev.mo P. Giovanni M. Radaelli, Superiore Generale dei Dottrinari, ha indirizzato la lettera che riportiamo:

 

 

Reverendissimo Padre,

 

con grande gioia esprimo a Lei ed alla Sua Congregazione le felicitazioni della Confederazione dell’Oratorio in occasione della solenne conclusione dell’anno giubilare del Beato Cesare de Bus in S. Maria in Monticelli.

 

Il legame del vostro Beato Fondatore con l’Oratorio delle origini rende ancor più fraterna la mia partecipazione alla vostra festa.

 

Cavaillon, dove il Beato nacque il 3 febbraio 1544, ebbe come vescovo, dal 1592, un oratoriano della prima generazione, Giovanni Francesco Bordini; ma come dimenticare, soprattutto, il rapporto del Beato Cesare con il nostro Cardinale Francesco Maria Tarugi?

 

Mi è caro ricordarlo, mentre stanno volgendo al termine le celebrazioni del IV centenario della morte del nostro Venerabile Cesare Baronio e la riconoscenza verso colui che il Baronio definì “apostolicus vir omni laude praestantior” ci induce a  volgere lo sguardo al Tarugi, che chiuse la sua esistenza terrena l’11 giugno del 1608.

 

Amatissimo da S. Filippo Neri e pronosticato dal santo come suo successore, Francesco Maria Tarugi dovette obbedire al Papa che lo volle, nel 1592, arcivescovo di Avignone, da dove svolse, in tutto il Sud della Francia, un’azione apostolica che, travalicando ampiamente i confini della sua diocesi, può essere sintetizzata dall’affermazione del Concilio della Provincia di Avignone da lui promosso con passione di entusiastico araldo della Riforma Cattolica: “Omni studio incombendum est ut veritatem doctrina moresque religione in his regionibus risplendere curemus”. In questo contesto si colloca, fin dall’inizio del suo episcopato, quell’efficace azione a favore della dottrina cristiana, per la quale promosse l’opera iniziata da Cesare de Bus, curandone poi a Roma, nel 1597, l’approvazione pontificia.

 

Nel ricordo del grande Tarugi, Le rinnovo, Reverendissimo Padre, i sentimenti di stima di tutto l’Oratorio verso la Congregazione dei Padri della Dottrina cristiana e la nostra devota ammirazione per il Beato Cesare.

 

Lieto di essere con voi alla celebrazione in S. Maria in Monticelli, fraternamente La saluto.

 

Dev.mo in Domino

Edoardo Aldo Cerrato, C.O.

Procuratore Generale

 

 

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