Al M.R.P.
Stanislao Morawski
Preposito
della C.O. di Genova
Roma, 27 settembre 2007
Molto
Reverendo e carissimo Padre,
carissimi
Confratelli dell’Oratorio di Genova,
con tanta
gioia – e con pari profitto – sarei volentieri a Genova
per la odierna commemorazione del Ven. Cesare Baronio,
che è ulteriore prova della sensibilità del Vostro
Oratorio verso i valori dell’arte e della cultura e di
amore per la tradizione e la vita oratoriana. Mi è
materialmente impossibile essere presente, ma vi prego
di considerarmi spiritualmente con Voi.
La grande
figura del Venerabile Cesare Baronio, che Padre Filippo
scelte come suo primo successore, stimandone lo spirito
di umiltà – tante volte da lui stesso messo alla prova e
fatto crescere – risplende nella Chiesa, non solo nella
nostra Famiglia, per la santità ampiamente riconosciuta
e per il serio impegno culturale da lui vissuto come
autentica opera apostolica. La gloria che gli diede la
pubblicazione delle sue opere e le attestazioni di
amplissima stima da più parte ricevute non riuscirono,
proprio per questo motivo, a scalfire, neppur
minimamente, il suo
spirito di fedele discepolo di S. Filippo Neri:
circondato da tante lodi, sempre egli si considerò
soltanto un piccolo operaio nel campo del Signore e vi
lavorò con dedizione fino all’estremo delle forze.
Abbiamo avuto la gioia,
all’inizio delle celebrazioni centenarie, di vedere
ricordate queste qualità anche da Sua Santità Benedetto
XVI nel Messaggio indirizzato alla Confederazione
dell’Oratorio:
«Una menzione speciale –
attesta infatti il Santo Padre – va riservata al
venerabile Cardinale Cesare Baronio, illustre membro
dell’Oratorio e insigne uomo di Chiesa, del quale vi
preparate a commemorare il IV centenario della morte.
Con perspicace intuizione san Filippo aveva indotto
questo suo discepolo e primo successore a dedicarsi
allo studio della Storia della Chiesa. L’indagine
approfondita da lui condotta sui documenti diede origine
ad opere cospicue, accolte con unanime favore dal mondo
della cultura. Tra i suoi scritti giova citare gli
Annales Ecclesiastici, espressione di fervido amore
per il Corpo mistico di Cristo e di appassionata
dedizione alla missione della Chiesa. Cresciuto alla
scuola di san Filippo Neri nell’umiltà e nello spirito
di preghiera, nella carità e nello zelo apostolico, il
Cardinale Baronio manifestò nel corso dell’intera sua
esistenza una costante tensione verso quella “oboedientia
et pax” che compare come motto nel suo stemma
cardinalizio e che, alcuni secoli dopo, il beato
Giovanni XXIII, suo devoto ammiratore, scelse come
proprio.
Su tale scia invito i
figli spirituali di san Filippo Neri a proseguire il
loro cammino, attingendo sempre, per la loro formazione,
luce ed energia alle genuine sorgenti del movimento
oratoriano. “Attendite ad petram ubi excisi estis –
guardate alla roccia da cui siete stati tagliati” (Is
51,1) è l’ammonimento che Cesare Baronio rivolgeva ai
primi Padri dell’Oratorio, esortandoli a non dimenticare
la lezione di Padre Filippo. L’ammonimento permane
valido anche oggi. Il ritorno alle origini costituisca
per tutti un valido stimolo a proclamare senza sosta il
vangelo della gioia e dell’amore, come fece il Fondatore
insieme ai suoi seguaci della prima ora».
La figura e l’opera del
Baronio è stata messa in luce, soprattutto a partire
dagli anni ‘60, da pubblicazioni di indubbio valore: in
particolare gli Atti dei Convegni Internazionali del
Centro di Studi Sorani; ma anche dalla preziosa
monografia Il Card. Cesare Baronio con cui Hubert
Jedin suggellava la sua lunga, meritoria attività
storiografica.
Nuovi Convegni, di
altissimo livello, hanno scandito lo svolgersi delle
celebrazioni centenarie: quello delle Università di
Roma, nel giugno scorso, e quello che si terrà nei
prossimi giorni a Sora.
Ho il piacere di dirVi che
considero momento di tali importanti eventi culturali
anche la Giornata Genovese e Vi ringrazio di averla
pensata e organizzata. La pubblicazione degli Atti
porterà, anche a chi non può essere presente, la
ricchezza degli argomenti svolti dai relatori, ai quali
Vi prego, carissimi Padri, di esprimere il
ringraziamento dell’intera Confederazione Oratoriana. Lo
stesso ringraziamento, vivamente grato, permettetemi di
porgere a Sua Eccellenza Rev.ma mons. Angelo Bagnasco,
Arcivescovo di Genova e Presidente della Conferenza
Episcopale Italiana, il cui nobile Messaggio onora il
Baronio e tutta la nostra Famiglia.
Mentre saluto cordialmente
tutti i partecipanti al Convegno, amo pensare che,
al termine, l’Oratorio di
Genova, ancor più intimamente partecipe dei sentimenti
che resero grande il Baronio, esprimerà il suo amore
alla SS. Vergine e Madre a cui tutta l’opera di “Caesar
servus Mariae” – in ogni volume degli “Annales” – è
dedicata. Bella, fra le altre, la dichiarazione con cui
il nostro Confratello chiudeva il sesto tomo
rivolgendosi alla “Stella del mare”: «La navigazione è
in porto. Caliamo le vele e supplici andiamo al tempio
sempre aperto di Dio, che è sua Madre, per rendergli
grazie tramite Lei; come i naviganti sogliono offrirle i
remi, così noi gli offriamo la penna. Accostandoci a Te,
Madre, con grande fiducia, da te imploriamo benedizioni.
Tu stessa, infatti, coroni in noi i tuoi doni».
Con un
fraterno abbraccio
Vostro in
Corde Christi et P. N. Philippi
Edoardo Aldo
Cerrato, C.O.
Procuratore
Generale