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Convegno sul Cardinale Baronio

 

Roma, 27 settembre 2007

 

La Congregazione dell’Oratorio di Genova, l’Oratorio Secolare e l’Ufficio per la Cultura e l’Università dell’Arcidiocesi, con il Patrocinio della Regione, della Provincia e del Comune di Genova, dedicano al ricordo del Ven. Card. Cesare Baronio una giornata di studio a cui partecipano come relatori il prof. V. Polonio, dell’Università di Genova: “Contrasti e innovazioni: Roma, XVI secolo”, e il prof. F. Lovison, della Pontificia Università Gregoriana: “Il Cardinale Cesare Baronio: spiritualità, pietà e scienza”.

 

Una relazione del Postulatore p. Gontranno Tesserin, C.O., presenta l’iter della Causa di beatificazione del Ven. Cesare Baronio.

 

Introducono i lavori mons. F. Moraglia e p. Mauro De Gioia, C.O.; modera il prof. P. Fontana, della Facoltà Teologica dell’Italia Settentrionale.

 

Il Procuratore Generale, trattenuto a Roma da impegni d’ufficio, esprime alla cara Congregazione di Genova il plauso riconoscente della Confederazione Oratoriana per la sensibilità ai valori dell’arte e della cultura, in cui si inserisce anche questo significativo evento, decorato dalla Cappella musicale Filippina.


Riportiamo il messaggio:

 

 

Al M.R.P. Stanislao Morawski
Preposito della C.O. di Genova

 

Roma, 27 settembre 2007

 
Molto Reverendo e carissimo Padre,
carissimi Confratelli dell’Oratorio di Genova,
 
con tanta gioia – e con pari profitto – sarei volentieri a Genova per la odierna commemorazione del Ven. Cesare Baronio, che è ulteriore prova della sensibilità del Vostro Oratorio verso i valori dell’arte e della cultura e di amore per la tradizione e la vita oratoriana. Mi è materialmente impossibile essere presente, ma vi prego di considerarmi spiritualmente con Voi.
 

La grande figura del Venerabile Cesare Baronio, che Padre Filippo scelte come suo primo successore, stimandone lo spirito di umiltà – tante volte da lui stesso messo alla prova e fatto crescere – risplende nella Chiesa, non solo nella nostra Famiglia, per la santità ampiamente riconosciuta e per il serio impegno culturale da lui vissuto come autentica opera apostolica. La gloria che gli diede la pubblicazione delle sue opere e le attestazioni di amplissima stima da più parte ricevute non riuscirono, proprio per questo motivo, a scalfire, neppur minimamente, il suo spirito di fedele discepolo di S. Filippo Neri: circondato da tante lodi, sempre egli si considerò soltanto un piccolo operaio nel campo del Signore e vi lavorò con dedizione fino all’estremo delle forze.

 

Abbiamo avuto la gioia, all’inizio delle celebrazioni centenarie, di vedere ricordate queste qualità anche da Sua Santità Benedetto XVI nel Messaggio indirizzato alla Confederazione dell’Oratorio:

  

«Una menzione speciale – attesta infatti il Santo Padre – va riservata al venerabile Cardinale Cesare Baronio, illustre membro dell’Oratorio e insigne uomo di Chiesa, del quale vi preparate a commemorare il IV centenario della morte. Con perspicace intuizione san Filippo aveva indotto questo suo discepolo e primo successore  a dedicarsi allo studio della Storia della Chiesa. L’indagine approfondita da lui condotta sui documenti diede origine ad opere cospicue, accolte con unanime favore dal mondo della cultura. Tra i suoi scritti giova citare gli Annales Ecclesiastici, espressione di fervido amore per il Corpo mistico di Cristo e di appassionata dedizione alla missione della Chiesa. Cresciuto alla scuola di san Filippo Neri nell’umiltà e nello spirito di preghiera, nella carità e nello zelo apostolico, il Cardinale Baronio manifestò nel corso dell’intera sua esistenza una costante tensione verso quella “oboedientia et pax” che compare come motto nel suo stemma cardinalizio e che, alcuni secoli dopo, il beato Giovanni XXIII, suo devoto ammiratore, scelse come proprio.

 

Su tale scia invito i figli spirituali di san Filippo Neri a proseguire il loro cammino, attingendo sempre, per la loro formazione, luce ed energia alle genuine sorgenti del movimento oratoriano. “Attendite ad petram ubi excisi estis – guardate alla roccia da cui siete stati tagliati” (Is 51,1) è l’ammonimento che Cesare Baronio rivolgeva ai primi Padri dell’Oratorio, esortandoli a non dimenticare la lezione di Padre Filippo. L’ammonimento permane valido anche oggi. Il ritorno alle origini costituisca per tutti un valido stimolo a proclamare senza sosta il vangelo della gioia e dell’amore, come fece il Fondatore insieme ai suoi seguaci della prima ora».

 

La figura e l’opera del Baronio è stata messa in luce, soprattutto a partire dagli anni ‘60, da pubblicazioni di indubbio valore: in particolare gli Atti dei Convegni Internazionali del Centro di Studi Sorani; ma anche dalla preziosa monografia Il Card. Cesare Baronio con cui Hubert Jedin suggellava la sua lunga, meritoria attività storiografica.

 

Nuovi Convegni, di altissimo livello, hanno scandito lo svolgersi delle celebrazioni centenarie: quello delle Università di Roma, nel giugno scorso, e quello che si terrà nei prossimi giorni a Sora.

 

Ho il piacere di dirVi che considero momento di tali importanti eventi culturali anche la Giornata Genovese e Vi ringrazio di averla pensata e organizzata. La pubblicazione degli Atti porterà, anche a chi non può essere presente, la ricchezza degli argomenti svolti dai relatori, ai quali Vi prego, carissimi Padri, di esprimere il ringraziamento dell’intera Confederazione Oratoriana. Lo stesso ringraziamento, vivamente grato, permettetemi di porgere a Sua Eccellenza Rev.ma mons. Angelo Bagnasco, Arcivescovo di Genova e Presidente della Conferenza Episcopale Italiana, il cui nobile Messaggio onora il Baronio e tutta la nostra Famiglia.

 

Mentre saluto cordialmente tutti i partecipanti al Convegno, amo pensare che, al termine, l’Oratorio di Genova, ancor più intimamente partecipe dei sentimenti che resero grande il Baronio, esprimerà il suo amore alla SS. Vergine e Madre a cui tutta l’opera di “Caesar servus Mariae” – in ogni volume degli “Annales” – è dedicata. Bella, fra le altre, la dichiarazione con cui il nostro Confratello chiudeva il sesto tomo rivolgendosi alla “Stella del mare”: «La navigazione è in porto. Caliamo le vele e supplici andiamo al tempio sempre aperto di Dio, che è sua Madre, per rendergli grazie tramite Lei; come i naviganti sogliono offrirle i remi, così noi gli offriamo la penna. Accostandoci a Te, Madre, con grande fiducia, da te imploriamo benedizioni. Tu stessa, infatti, coroni in noi i tuoi doni».

 

Con un fraterno abbraccio

 

Vostro in Corde Christi et P. N. Philippi

Edoardo Aldo Cerrato, C.O.

Procuratore Generale

 

 

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