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Riconoscimento del martirio

di Mons. Salvio Huix Miralpeix CO

 

Roma, 27 giugno 2011

 

Con grande gioia la Procura Generale annuncia alle Congregazioni Oratoriane quanto si è appreso dalla Sala Stampa della Santa Sede:

 

Oggi, 27 giugno 2011, il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto in Udienza privata Sua Eminenza Reverendissima il Card. Angelo Amato, S.D.B., Prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi. Nel corso dell’Udienza il Sommo Pontefice ha autorizzato la Congregazione a promulgare i Decreti riguardanti:

(…)
- il martirio del Servo di Dio Salvio Huix Miralpeix, Vescovo di Lleida; nato a Santa Margarita de Vellors (Spagna) il 22 dicembre 1877 e ucciso in odio alla Fede a Lleida (Spagna) il 5 agosto 1936;
(…)


Il P. Procuratore Generale esprime a Sua Santità la riconoscenza filiale della intera Famiglia Oratoriana, lieta di vedere presto elevato alla gloria degli altari uno dei discepoli di san Filippo che diedero la loro testimonianza di fedeltà a Cristo usque ad effusionem sanguinis durante l’atroce Guerra civile in Spagna.

 


Cenni biografici


 

Il Sv. di Dio Salvio Huix Miralpeix nacque nella diocesi di Vic, a S. Margherita di Vellors (Gerona) il 22 dicembre 1877, da una famiglia nella quale la fede in Dio e l’amore per il Papa e per la Chiesa erano patrimonio sacro ed irrinunciabile.

 

Fu ordinato sacerdote il 19 settembre 1903, ed entrò, quattro anni dopo, nella Congregazione dell’Oratorio dedicandosi in essa, per vent’anni, ad un intenso apostolato di predicazione, di studio e di pubblicazioni, di insegnamento catechistico, di docenza nel seminario diocesano e di promozione delle associazioni femminili.

 

Era Preposito dell’Oratorio di Vic quando, nel 1927, fu nominato vescovo di Ibiza, dove diede straordinario impulso alla vita religiosa. Trasferito il 29 gennaio 1935 alla diocesi di Lerida, continuò la sua intensa opera apostolica, fino al 21 luglio 1936, quando i rossi assalirono il palazzo vescovile e mons. Huix, benché riluttante, per salvare i suoi collaboratori, accettò di rifugiarsi presso conoscenti.

 

Venuto a sapere del pericolo che i suoi soccorritori correvano per lui, nella notte del 23 lasciò il suo rifugio e si presentò ad un corpo di guardia dichiarando la propria identità. Fu subito incarcerato assieme ad altri prigionieri, con i quali condivise le sofferenze e le nascoste gioie della preghiera e dei sacramenti, fino all’ultima commovente distribuzione dell’Eucaristia che fu di viatico.

 

La mattina del 5 agosto, alle 4.30, furono portati tutti quanti presso il cimitero e vennero fucilati: il Vescovo aveva chiesto la grazia di essere ucciso per ultimo per impartire a tutti l’assoluzione e per poter confortare fino alla fine i suoi compagni di martirio. Prima dell’arresto aveva consegnato la sua croce vescovile ad un conoscente chiedendogli che fosse fatta pervenire al Santo Padre, per il quale offriva la vita, assicurandolo della sua fedeltà.

 

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