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Sconsiderate polemiche su J. H. Newman

 

Roma, 25 agosto 2008

 

A seguito dell’ampia risonanza data dagli organi di comunicazione alle polemiche di alcuni in relazione alla traslazione delle spoglie mortali del Ven. J. H. Newman, la Procura Generale della Confederazione dell’Oratorio ha espresso pubblicamente il rammarico per le pretestuose, sconsiderate interpretazioni sulla figura del Cardinale, la cui vita è notoriamente esemplare nell’esercizio di tutte le virtù cristiane.

 

Il Procuratore Generale, interpellato sull’argomento dal quotidiano “Avvenire”, ha espresso il parere della Procura Generale riportato nell’articolo di  Lorenzo Fazzini, pubblicato il 26 agosto: “Londra Newman riesumato: e c’è chi inventa la polemica”:

 

Alcuni attivisti inglesi contestano la rimozione della tomba con illazioni sulla sua omosessualità. «Sciocchezze», replicano in coro gli studiosi.

 

«Stupidaggini», «sciocchezze», «assurdità». Così diversi esperti della figura e dell’opera del cardinale John Henry Newman qualificano le insinuazioni che da ambienti legati a gruppi organizzati di omosessuali inglesi sono piovute in questi giorni sul famoso teologo di Oxford di cui – secondo alcune indiscrezioni – sarebbe prossimo l’annuncio della beatificazione. Ieri il quotidiano The Independent è arrivato a dar voce e credito alle accuse di 'omofobia' contro la Chiesa lanciate da militanti dei movimenti gay britannici secondo cui la scelta di riesumare il corpo di Newman e trasferirlo altrove sarebbe un’incredibile 'mossa' del Vaticano per nascondere l’omosessualità dello stesso cardinale.

 

Oggi Newman è sepolto, come da suo lascito, accanto a padre Ambrose St. John, un confratello dell’Oratorio di San Filippo Neri (lo stesso cui apparteneva Newman). «La decisione del Vaticano di muovere la salma di Newman dal luogo dove riposa – ha attaccato l’attivista gay Peter Tatchell – è un atto da ladri di tombe. Viola il desiderio più volte ripetuto di Newman di essere sepolto per l’eternità insieme al partner di una vita».

 

Nelle scorse settimane il ministero della Giustizia di Londra ha autorizzato la riesumazione e la traslazione del corpo di Newman dal cimitero di Rednal, nei dintorni di Birmingham, nel più centrale Birmingham Oratory, la chiesa dove operò il teologo ammirato da Benedetto XVI, la cui tomba oggi viene visitata da 15 mila devoti ogni anno. Sin da professore Ratzinger ha espresso più volte il suo debito intellettuale per il teologo cattolico prima anglicano: «La dottrina di Newman sulla coscienza divenne per noi il fondamento di quel personalismo teologico che ci attrasse tutti col suo fascino».

 

Per Austen Ivereigh, ex consigliere del cardinale Cormac-Murphy O’Connor, primate della Chiesa cattolica in Inghilterra e Galles, le critiche degli ambienti gay sono «sciocchezze». Alla Bbc ha spiegato che l’esumazione del corpo di Newman «è parte del processo che porta alla canonizzazione». Ivereigh ha aggiunto che i resti del futuro beato vanno portati in un luogo adatto «per consentire ai pellegrini di venerarlo». Tempo fa padre Paul Chavasse, postulatore della causa di beatificazione di Newman, aveva chiesto alle autorità di Rednal un intervento «urgente a protezione» della tomba del cardinale per preservarla da «possibili vandalismi»: nel 2003, infatti, anche la casa di Newman era stata sfregiata a più riprese.

 

«Che dire? Se due persone sono veramente amiche, e qualcuno insinua che si tratta di omosessuali, cosa possiamo farci?». Allarga le braccia padre Edoardo Aldo Cerrato, procuratore generale della Confederazione degli Oratori di San Filippo Neri. «Quello tra Newman e padre Ambrose fu un legame di amicizia che durò tutta la vita. Sono sepolti vicini anche perché si tratta del cimitero degli oratoriani di Birmingham, che è un fazzoletto di terra». Un’idea sul perché di tali insinuazioni Cerrato ce l’ha: «Si tratta di un pretesto con cui propagandare una certa linea anticlericale».

 

Anche per Joseph Pearce, docente di Letteratura alla Ave Maria University, in Florida, studioso dei 'grandi convertiti' inglesi, «è assurdo insinuare che Newman, un uomo celibe e infaticabile difensore della dottrina morale della Chiesa, fosse un omosessuale praticante. Certamente è stato legato da amicizia con uomini ma considerava peccato un atto omosessuale. L’aver avuto un amico non significa che 'abbia dormito' con lui, e solo la sordida epoca in cui viviamo potrebbe suggerire un simile nonsenso». Ivereigh ribadisce: «È sbagliato leggere con categorie odierne l’era vittoriana quando queste relazioni amichevoli erano molto comuni a Oxford e nella comunità anglo-cattolica».

 

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