Reverendo e caro Padre,
desidero esprimerLe anche per iscritto la gioia che già
Le manifestai il primo giugno scorso, nel momento in cui
fu ufficiale la notizia che S. S. Benedetto XVI aveva
autorizzato il Cardinale Prefetto delle Cause dei Santi
a dichiarare l'eroicità delle virtù del nostro amato
mons. Arista.
Nell'attesa di essere presente ad Acireale alla giornata
commemorativa che si sta preparando per il prossimo
novembre – nel centenario della nomina del Venerabile a
Vescovo di Acireale – porgo a Lei in particolare, di cui
conosco l'amorosa dedizione profusa nel cammino della
Causa, le più fraterne felicitazioni dell'intera
Famiglia Oratoriana.
Tutti gli Oratoriani non inconsapevoli della propria
storia riconoscono con gratitudine il ruolo fondamentale
che il Venerabile Giovanni Battista Arista
appassionatamente ha svolto – con notevole sacrificio –
nel cammino lungo e faticoso che, dalla triste
situazione storica di fine Ottocento al 1942, condusse
all'istituzione della nostra Confederazione, la quale,
nel rispetto della loro originaria autonomia,
costituisce da allora per le Congregazioni dell'Oratorio
un organico rapporto di comunione e continua ad aiutarle
a mantenere intatto il patrimonio spirituale lasciato
dal S. Fondatore.
La Confederazione, di cui il Servo di Dio Giovanni Paolo
II tessè l'elogio nel mirabile discorso al Congresso
Generale del 2000 e che invitò ad amare ed a valorizzare
come prezioso strumento per la crescita dei sodali
oratoriani, ha nel Venerabile Arista un indimenticabile
Padre.
Se fu il suo cuore filippino la fonte di tutto il suo
instancabile operare di sacerdote e di vescovo, fu
ugualmente il suo amore per San Filippo Neri e per
l'Oratorio la fonte dell'impegno da lui profuso anche
nella ricerca delle vie che condussero alla
Confederazione; e tra le sue virtù eroiche che ora la
Santa Chiesa proclama non mancano certamente quelle da
lui esercitate in quest'opera benemerita.
L'esultanza che Le esprimo, carissimo Padre – ben al di
là dei sentimenti personali – è quella dell'intera
Confederazione Oratoriana che indegnamente rappresento.
Mi permetta, tuttavia, come tante volte ho avuto al
gioia di fare ad Acireale, di manifestare anche in
questa circostanza la personale devozione ed ammirazione
verso questo grande figlio di S. Filippo Neri che chiuse
gli occhi su questa terra nello stesso giorno, mese ed
anno in cui mio padre li apriva alla vita: il 27
settembre 1920. E' sicuramente anche per questo motivo
che un legame profondissimo di affetto mi ha sempre
legato al Venerabile Arista: mai disgiunto però da
quanto ho potuto vagliare della sua splendida vita
attraverso la lettura di suoi scritti e particolarmente
delle preziose lettere pastorali per la diocesi Acese.
La prego, caro Padre, di portare a Sua Eccellenza mons.
Arcivescovo, alle Autorità presenti ed alla cara
Congregazione del Ven. Arista i miei deferenti saluti,
nell'attesa della celebrazione di novembre in cui avrò
nuovamente la gioia, a Dio piacendo, di venerare il
sepolcro del grande Vescovo filippino. In quella
circostanza gli dirò anche la riconoscenza di una
persona a me amica che, grazie alla sua intercessione,
pare aver ottenuto una notevolissima grazia di
guarigione.
Il Signore ci dia la gioia di poter vedere presto il
nostro amato mons. Arista elevato alla gloria degli
altari, a far corona agli altri discepoli di Padre
Filippo che già la Chiesa ha proposto al Popolo di Dio
come modelli autentici di vita cristiana.
In Corde Christi et P. N. Philippi
dev.mo
Edoardo Aldo Cerrato, C.O.
Procuratore Generale