L’invito a partecipare al Convegno che oggi si tiene a
Camerino sull’architetto camerte Giovanni Antinori mi è
giunto graditissimo, e subito ho aderito con grande
interesse all’iniziativa.
Poiché la celebrazione del Concistoro per la creazione
dei Cardinali, fissata in data odierna dal Santo Padre
Benedetto XVI, mi obbliga a restare a Roma per l’omaggio
ai nuovi Porporati, alcuni dei quali legati, in vari
modi, alla nostra Congregazione, desidero porgere
all’Ordine degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti
e Conservatori della Provincia di Macerata, tramite il
segretario della Procura Generale che mi rappresenta, il
saluto della Confederazione Oratoriana e le più vive
felicitazioni per l’organizzazione del Convegno.
Nella terra marchigiana – che ha visto nascere a San
Severino la prima Casa Filippina sorta fuori Roma – tra
la fine del XVI secolo ed il XVIII la Congregazione
dell’Oratorio ha avuto una tale diffusione da permettere
di considerare questa Regione “la più oratoriana
d’Italia”, come testimoniano i preziosi monumenti di
fede e di arte lasciati dagli Oratoriani a Fermo, a
Camerino, a Fano, a Ripatransone, a Fabriano, a Pesaro,
a Fossombrone, ad Urbino, a Jesi, a Matelica, a
Montefiore, a Macerata, ad Ancona, ad Ascoli, ad Osimo,
a Recanati, a Cingoli, a Cagli, a Senigallia, a S.
Elpidio e a Treia, dove Giovanni Antinori progettò
importanti interventi nel complesso oratoriano.
Ricordando tali illustri monumenti – alcuni dei quali ho
avuto modo di visitare con l’ammirazione che tutti
condividono – non posso dimenticare l’apporto prezioso
dato dalle Marche alla Congregazione dell’Oratorio anche
mediante il dono di uomini giunti a Roma per unirsi
all’opera di san Filippo Neri: i padri Antonio Talpa, di
San Severino, Alessandro e Germanico Fedeli, di
Ripatransone, Flaminio Ricci e Pietro Consolini, di
Fermo, per citare soltanto i primi e più illustri, i
quali hanno svolto nella nascita e nello sviluppo della
Congregazione Oratoriana un ruolo altamente
significativo.
La fede cristiana vissuta appassionatamente da Filippo
Neri, figlio di Firenze, divenuto romano di adozione, la
sua sensibilità verso tutte le forme della bellezza, la
sua valutazione della positività della realtà, sono
all’origine della tradizione religiosa e culturale
trasmessa lungo i secoli, in Italia e in tante Nazioni,
dalla singolare opera educativa dell’Oratorio, che
privilegia, nella sua proposta, il fascino della Verità,
della Bellezza e della Bontà, e che propone un rapporto
di amicizia umana orientato dalla luce di Cristo,
Mistero di Bellezza entrato nella storia con
l’avvenimento dell’Incarnazione di cui le Marche
conservano preziosa memoria nella Santa Casa di Loreto.
In questa tradizione ha la propria radice l’opera
realizzata dalle Case Oratoriane delle Marche anche sul
piano artistico, messa in luce da recenti studi e
pregevoli pubblicazioni.
Giovanni Antinori, lavorando al complesso oratoriano di
Treia, si inserisce felicemente in questa storia di fede
e di bellezza di cui noi Oratoriani siamo fieri e del
cui proseguimento sentiamo tutta la responsabilità,
consapevoli che si tratta di un patrimonio di valori che
stanno alla base dell’opera educativa di cui la società
sempre ha immenso bisogno, ed oggi più che mai.
Ringraziando per la sensibilità e la cortesia con cui mi
è stato rivolto l’invito, auguro fruttuosi risultati al
Convegno che oggi si svolge a Camerino, nell’attesa che
un’altra occasione mi consenta, ancora una volta, di
ammirare la bellezza della terra marchigiana e dei suoi
preziosi monumenti.
Saluto con deferenza e simpatia le Autorità e tutti i
presenti ed esprimo il più convinto apprezzamento per un
incontro come quello odierno che – facendo luce sul
patrimonio storico, religioso e culturale dal quale la
civiltà italiana ha attinto la fecondità che tutti
ammirano – è un grande segno di amore per il presente e
di speranza per il futuro.
Edoardo Aldo Cerrato, C.O.
Procuratore Generale