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Consegna della Rosa d’oro a Gostyn

 

 

Roma, 24 giugno 2012

 

Il P. Procuratore Generale partecipa a Gostyn (Polonia) alla solenne celebrazione nel corso della quale S.E.R. mons. Stanislaw Gadecki, Arcivescovo Metropolita di Poznań e Legato Pontificio, consegna a nome del Santo Padre Benedetto XVI la Rosa d’oro destinata da Sua Santità al santuario filippino, nella ricorrenza del 500.mo anniversario della approvazione dei miracoli che diedero origine al luogo di culto.

 


 

Benedictus PP. XVI

ad futuram rei memoriam.

 

In Monte Sancto Gostyni Sanctuarium Dei Matri, Rosae Mysticae, dicatum universos Poloniae apud fideles conspicuum nomen locumque obtinet. Etenim frequentes ad id omne genus peregrinatores caelestem Matrem veneraturi ac petituri superna beneficia, tum corporis tum spiritus, confluere solent. Inibi Confoederationis Oratorii S. Philippi Nerii sodales congruam operam dant ut per Ecclesiae sacramenta, Dei verba, fidelis populus convenienter colatur. Sanctuarii ipsius antiquitas, claritas et origo incitamento sunt, ut vita accomodatior teneatur ad Evangelii praescripta. Cum vero iam appetat quingentesima anniversaria memoria ex quo tempore Venerabilis Frater Joannes Lubrański, Episcopus Posnaniensis, Decretum evulgavit, quo miracula, eaque in isto Sancto Monte effecta, confirmata sunt. Saeculorum decursu locus iste veluti propugnaculum extitit catholicae fidei, quam Deiparae cultus confirmatus tutius est. Superioribus temporibus idem Sanctuarium B.M.V. - Rosae Mysticae - Venerabili Servo Dei Paulo VI, Decessore Nostro, annuente, ad altiorem gradum est evectum, scilicet ad Basilicae Minoris dignitatem, ut, amplificato honore, pietas pariter augeretur. Ut autem haec Aedes congruentius extollatur atque nihil in eo loco ornando, colendo, praetermittere cupientes ac postulationibus subvenientes Venerabilis Fratris Stanislai Gadecki, Archiepiscopi Metropolitae Posnaniensis, Nos Rosam ex aureo conflatam magna cum animi affectione harum Litterarum vi tribuimus et donamus, quae inibi exinde servabitur, peculiaris Nostrae benevolentiae veluti signum ac spectabile documentum, quo Sanctuarii huius praestantiam augere cupimus. Quae vero in sollemni benedictionis rosae caerimonia a Deo, Patre misericordiarum, efflagitavimus, ea rursus ab Eo postulamus ut omnibus hominibus bonae voluntatis affatim impertiat eosque supernis cumulet donis. Datum Romae, apud Sanctum Petrum, sub anulo Piscatoris, die XIV mensis Februarii, in SS. Cyrilli et Methodii die festo, anno MMXII, Pontificatus Nostri septimo

 

Benedictus PP. XVI

 


 

Riportiamo il saluto del P. Procuratore Generale ai presenti, tra i quali il Rev.mo P. Felix Selden, Delegato della Sede Apostolica.

 

Pragnę skierować  serdeczne pozdrowienie w imieniu Konfederacji Oratorium  do jego ekscelencji  Arcybiskupa Metropolity poznańskiego,  legata papieskiego,  do Delegata Stolicy Apostolskiej dla Oratorium, do najdroższych wspȯłbraci tutaj obecnych, a w szczegȯlności  do Prokuratora polskiej federacji,  do prepozyta kongregacji gostyńskiej,  do przedstawicieli lokalnych Władz oraz do wszystkich wiernych przybyłych na te uroczystość.

 

Wyrażam synowskie podziękowanie  Ojcu Świętemu w imieniu całej Rodziny świętego Filipa Neri, ponieważ ojcowski gest Jego Świątobliwości, ktȯry uhonorowuje sanktuarium – bazylikę w Gostyniu, jest dla wszystkich synȯw świętego Filipa motywem wielkiej radości i głębokiej satysfakcji.

 

“Złota Rȯża” , ktȯrą Ojciec Święty pobłogosławił  w niedzielę  “Laetare” przypomina nam wszystkim o najcenniejszym darze  jaki otrzymaliśmy  przez  Najświętszą  Maryję Pannę w osobie Syna Bożego , ktȯry stał się człowiekiem dla naszego zbawienia, ale przypomina nam  rownież o Matce Bożej czczonej w tym sanktuarium pod imieniem “Rȯży Duchownej”.

 

Powierzam w opiekę Maryji Najswitszej, trud pielgrzymowania całego naszego Instytutu, ktȯry właśnie w tym roku obchodzi  czterechsetlecie apostolskiego zatwierdzenia naszych Konstytucji.

 

[Desidero esprimere il saluto cordiale della Confederazione dell’Oratorio a Sua Eccellenza Mons. Arcivescovo Metropolita di Poznań e Legato Pontificio, al Rev.mo P. Delegato della Sede Apostolica per l’Oratorio, ai carissimi Confratelli presenti, in particolare al P. Procuratore Nazionale di Polonia, al Preposito della Congregazione di Gostyń, a tutte le Onorevoli Autorità e a tutti i fedeli presenti.

 

Rivolgo il più filiale ringraziamento al Santo Padre a nome della intera Famiglia di S. Filippo Neri poiché il paterno gesto di Sua Santità, che onora il santuario-basilica di Gostyń, da tutti i figli di S. Filippo è sentito come motivo di gioia e di profonda soddisfazione.

 

Questa “Rosa d’oro”, benedetta dal Santo Padre nella “Dominica Laetare” ricorda a tutti noi il prezioso dono che dalla SS.ma Vergine Maria abbiamo ricevuto, il Figlio di Dio fatto uomo per la nostra salvezza, ma ci ricorda anche Lei, la Madre di Dio, significativamente venerata in questo santuario con il titolo di “Rosa Mystica”.

 

A Lei, raggio luminoso della bellezza e  della santità di Dio e intenso profumo della Grazia divina, affido il cammino di tutto il nostro Istituto che, proprio quest’anno, si rallegra per il IV secolo dalla approvazione apostolica delle sue Costituzioni.

Sia lodato Gesù Cristo!] 

 


 

Święta Góra, situata nei pressi della città di Gostyń nella Grande Polonia, è da secoli un famosissimo centro di culto mariano. Gli inizi di quella meta di pellegrinaggio risalgono al Quattrocento, quando il proprietario terriero della città, Piotr Borek Gostyński, fece innalzare (1468) una cappella. Il crescente numero di pellegrini indusse a chiedere al vescovo di Poznań, Jan Lubrański, la concessione di erigere una chiesa e di investigare l'autenticità degli eventi sovrannaturali. Nel 1512 la commissione vescovile emise un decreto accertante l'autenticità delle guarigioni miracolose e concesse l'erezione di un santuario di maggiori dimensioni. Lo sviluppo della vita religiosa fu per un breve periodo interrotto dalla Riforma. In quel periodo fu distrutta l'effigie della Madonna, ritenuta miracolosa. Si salvarono altre due immagini di culto: una scultura in legno raffigurante la Madonna Dolorosa del tipo iconografico della Pietà ed un crocifisso ligneo. Il fatto che gia' nel 1540 fu dipinto un nuovo quadro, in tutto simile all'effigie distrutta, testimonia la profondità della devozione. La nuova immagine divenne allora, e rimane fino ad oggi, l'elemento centrale di culto nel santuario di Święta Góra. Il quadro, opera d'un artista ignoto, dipinto a tempera su tavola, raffigura la Madonna con il Bambino del tipo Hodigitria. Numerose fondazioni – altari, paramenti liturgici e, a partire dall'inizio del Seicento, anche oggetti votivi preziosi – sono prove della crescente importanza del santuario.

La guarigione del nobile Adam Konarzewski, avvenuta nel 1647 ca, costituì per il santuario un momento di svolta. In ringraziamento per il dono della vita Adam fece voto alla Madonna di sostenere le spese della costruzione di una nuova chiesa e di istituirci la Congregazione dell'Oratorio di San Filippo Neri, che sorse nel  1668. Vent'anni più tardi fu posta la prima pietra della nuova chiesa.


La pianta dell'edificio richiama quella della chiesa di Santa Maria della Salute realizzata in Venezia da Baldassare Longhena. La chiesa e la casa filippina sono realizzazioni esemplari degli architetti italiani Giovanni e Giorgio Catenacci e Pompeo Ferrari, operanti in Polonia. All'interno della chiesa sono nove altari in stile barocco realizzati nella prima metà del Settecento. Sull'altare maggiore pregevole il tabernacolo: opera raffinata di oreficeria realizzata tra 1759 e 1764 nella bottega del maestro T. Plackwitz di Breslavia. Lo splendido pulpito del 1756, opera di artista ignoto, nonché le sculture in legno, gioiello d'ebanisteria, testimoniano l'influenza del rococò. La grande cupola è decorata da affreschi di altissimo valore eseguiti nel 1746 dal silesiano J.W. Ncunhertz. La piccola cupola e le pareti del presbiterio sono decorate tra 1864 e 1868 dagli affreschi di M. Beur e J. Frank.


La sacrestia conserva i mobili rococò nel terzo quarto del Settecento. La tesoreria custodisce l'argenteria antica: calici, reliquiari, candelieri ed ostensori, di cui due eseguiti tra 1759-1763 nelle botteghe degli orefici di Augusta, e una ricchissima raccolta di vesti liturgiche.


Il santuario di Święta Góra continua ad essere centro di un vivo culto mariano e luogo di approfondimento della cultura dello spirito. E' meta incessante dei visitatori sensibili ai valori estetici e prima di tutto dei pellegrini che ricercano una sincera esperienza religiosa.

 


 

Nell’occasione, il P. Procuratore Generale consegna al M.R.P. Zbigniew Starczewski, Procuratore nazionale di Polonia, il testo che riportiamo:

 

PROCURA GENERALIS

CONFOEDERATIONIS ORATORII S. PHILIPPI NERII

 

L’anno in corso, che celebra il IV secolo dalla approvazione delle prime Costituzioni Oratoriane, riconosciute da Paolo V il 24 febbraio 1612 con il Breve “Christifidelium quorumlibet”, commemora anche altri due eventi altamente significativi per la storia più recente dell’Oratorio: l’Ottantesimo anniversario dell’istituzione, da parte della Sede Apostolica, della Procura Generale delle Congregazioni Oratoriane ed il Settantesimo della fondazione dell’«Institutum Oratorii S. Philippi Nerii» che riunì nel 1942 in Confederazione le Case Oratoriane presenti in molte Nazioni.

Alla luce di tali ricorrenze, mi è caro salutare la nuova edizione dell’Annuario della Federazione Oratoriana di Polonia e rivolgere al Procuratore Nazionale, P. Zbigniew Starczewski, C.O., il fraterno ringraziamento e le più vive congratulazioni per questa preziosa iniziativa che da anni continua il suo cammino e costituisce per tutte le altre Federazioni un valido esempio.

 

Ma mi è ugualmente caro salutare la nuova edizione anche alla luce di un evento che celebra un particolare anniversario che, onorando la Congregazione di Gostyń, la prima fondata in terra polacca (1668), onora tutta la Confederazione: Sua Santità Benedetto XVI si è infatti degnato, nel Cinquecentesimo della approvazione data dal Vescovo di Poznań ai miracoli da cui sorse il santuario di N. S. “Rosa Mystica”, di concedere la “Rosa d’oro” al Santuario-Basilica del “Santo Monte”. In esso – scrive il Santo Padre nel Breve del 14 febbraio scorso – “numerosi pellegrini sogliono confluire per venerare la celeste Madre e per chiedere grazie temporali e spirituali”; in esso “i padri dell’Oratorio di san Filippo Neri svolgono generosamente la loro opera per promuovere la vita sacramentale del popolo fedele e per nutrirlo con la divina Parola; e la stessa antichità del santuario, la sua celebrità e la sua origine sono di incitamento ad impostare la vita secondo i precetti del Vangelo”.

 

A tutte le Case della Federazione Polacca rivolgo l’augurio fraterno che questi eventi – lieti e densi di significato – siano stimolo a proseguire nella fedeltà il cammino sulla via dell’Oratorio e a continuare una storia che – lo diciamo umilmente, ma con gioia – è una storia gloriosa, testimoniata dalla vita santa di tanti confratelli e dall’opera che le nostre Congregazioni hanno svolto, in tutte le forme, religiose e culturali, al servizio dell’evangelizzazione.

 

Il prossimo mese di settembre ci ritroveremo a Roma – Prepositi e Delegati delle Case Oratoriane – per celebrare il Congresso Generale: il Decimo dopo quello del 1942 che diede origine alla Confederazione.

Sarà un atto di cui tutti comprendiamo l’importanza; per questo fin d’ora lo affido alla preghiera, chiedendo alle Congregazioni di Polonia di supplicare per il suo buon esito la SS. Madre di Dio, “Rosa Mystica” del Santo Monte.

 

In Corde Christi et P. N. Philippi

 

Edoardo Aldo Cerrato, C.O.

Procuratore Generale

 


 

Il P. Procuratore Generale consegna inoltre al R. P. Mieczyslaw Stebart la Prefazione per la pubblicazione in lingua polacca dell’opera di P. Carlo Gasbarri, Filippo Neri nella testimonianza dei contemporanei.

 

Non mancano, tra le pubblicazioni in lingua polacca, biografie di San Filippo Neri che mettono in luce la personalità del santo, la grandezza della sua esperienza mistica, la sua fecondità apostolica che gli meritarono il titolo di “Apostolo di Roma”. Ma la traduzione di quest’opera di P. Carlo Gasbarri, pubblicata nel 1974, alla vigilia del IV centenario della fondazione canonica della Congregazione dell’Oratorio, offre ai lettori l’opportunità di conoscere San Filippo più direttamente: l’agile profilo del santo è delineato, infatti, attraverso le testimonianze dei suoi contemporanei scelte dall’autore tra le quelle – numerosissime – riportate  nel “Primo Processo canonico”, edito in quattro volumi dalla Libreria Editrice Vaticana tra il 1957 e il 1962, a cura di due stimati studiosi, molto legati all’ambiente oratoriano di Roma – Giovanni Incisa della Rocchetta e Nello Vian, padre, quest’ultimo, dell’attuale direttore de L’Osservatore Romano – ai quali lo stesso P. Gasbarri aveva dato la sua collaborazione nella ricerca e nello studio che prepararono l’edizione.

Grazie allo stile agile dell’autore, che fu apprezzato giornalista, e alla profonda conoscenza che egli acquisì di San Filippo Neri attraverso lo studio e attraverso la condivisione della proposta di vita cristiana che viene dal santo,  il profilo di Filippo emerge da queste pagine con grande vivacità.

P. Gasbarri lo presenta in otto brevi capitoli ai quali fa seguire una “Appendice” che riporta Sonetti, Lettere e Giaculatorie del santo.

Nelle pagine del volumetto parlano, dunque, i contemporanei di Padre Filippo, e parla lui stesso; parla anche P. Gasbarri, certo, ma attraverso la loro voce. E Filippo Neri, in queste pagine ricche di documentazione e di sapiente composizione, manifesta il fascino che egli esercitò in vita su tutti coloro che lo incontrarono – semplici cristiani, giovani e adulti, sacerdoti, prelati, cardinali e gli stessi Pontefici Romani – e che continua ad esercitare, dopo la morte, sui tanti che guardano a lui come a altissimo modello di vita cristiana: una vita umana abitata da Cristo, una vita umana che si innalza a vette sublimi proprio perché seriamente vissuta alla luce di Cristo e nel rapporto con Lui.

 

Questa edizione polacca del “San Filippo Neri nella testimonianza dei suoi contemporanei” vede la luce in un anno speciale per l’Oratorio filippino: il IV centenario della approvazione delle prime Costituzioni, canonicamente riconosciute da Paolo V il 24 febbraio 1612. Ma il 2012 è anche l’anno che commemora altri due eventi altamente significativi nella storia più recente dell’Oratorio: l’Ottantesimo anniversario dell’istituzione, da parte della Sede Apostolica, della Procura Generale delle Congregazioni Oratoriane ed il Settantesimo della fondazione dell’«Institutum Oratorii S. Philippi Nerii» che riunì nel 1942 in Confederazione le Case Oratoriane presenti in molte Nazioni.

 

Alla luce di tali ricorrenze, mi è caro ringraziare chi ha preso l’iniziativa di questa pubblicazione e chi ne ha curato la traduzione. Ma mi è ugualmente caro farlo alla luce di un altro evento che, onorando la Congregazione di Gostyń, onora tutta la Confederazione delle Case Oratoriane: la concessione, da parte di Sua Santità Benedetto XVI, della Rosa d’Oro al Santuario-Basilica del “Santo Monte”.

Anche questo luogo, dedicato a Maria Santissima “Rosa Mystica” e carissimo alla devozione del popolo polacco, fa parte della storia iniziata da san Filippo Neri: qui infatti è sorta nel 1668 la prima Congregazione dell’Oratorio in terra polacca e qui i Padri Oratoriani – come scrive il Santo Padre nel Breve del 14 febbraio scorso – continuano «a svolgere generosamente la loro opera per promuovere la vita sacramentale del popolo fedele e per nutrirlo con la divina Parola».

 

«La bontà di Dio faccia che, alla fine di queste pagine, una scintilla di bene e un desiderio di azione pervadano il cuore di qualcuno dei lettori…» scriveva P. Carlo Gasbarri nella “Premessa” al suo volume.

E’ l’augurio che anch’io rivolgo, molto cordialmente, a tutti coloro che, in Polonia, verranno in contatto con questa nuova pubblicazione.

 

Edoardo Aldo Cerrato, C.O.

Procuratore Generale

della Confederazione dell’Oratorio

di S. Filippo Neri

 

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