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Al Santo Padre Benedetto XVI
Roma, 24 marzo 2010
Con la Procura Generale, la Confederazione dell’Oratorio di San
Filippo Neri si stringe al Santo Padre Benedetto XVI per esprimere
all’amato Vicario di Cristo tutto l’affetto e la filiale devozione,
in questi giorni in cui dai mezzi di comunicazione sale verso di Lui
una ignobile campagna di offese. La Roccia su cui Cristo Signore ha
fondato la Sua Chiesa è per noi il saldo punto di riferimento e
l’Oratorio esprime, ancora una volta, il suo amore al Papa, “dolce
Cristo in terra”, e, con le parole della preghiera liturgica,
innalza a Dio la più fervente invocazione:
“Dominus conservet eum et vivificet eum et beatum faciat eum in
terra et non tradat eum in manibus inimicorum eius”! Contro chi sputa sui preti
Ci scrive un missionario indignato per la campagna dei media
sulla pedofilia
Sono solo alcuni esempi, di milioni, della carità della chiesa.
Mi fa soffrire questo sputare nel piatto nel quale, Dio lo voglia,
anche certi morbosi giornalisti, un domani si troveranno a mangiare,
perché se uno sbaglia non significa che la chiesa sia così. Questa
chiesa che è il respiro del mondo. Non vi chiedete cosa sarebbe di
questo mondo senza questo porto di sicura speranza per ogni uomo,
compresi voi che in questi giorni come corvi inferociti vi divertite
sadicamente a sputare sopra il Suo Casto Volto? Venite nel terzo
mondo per capire cosa vuol dire migliaia di preti e suore che
muoiono dando la vita per i bambini. Venite a vedere i miei bambini
violentati che alcuni giorni fa prima di partire per l’Italia
piangevano chiedendomi: “Papà quando torni?”.
Padre Aldo Trento, missionario in Paraguay
17 Marzo 2010 ... I sacerdoti pedofili e il Papa
Lettera al Direttore del Corriere della Sera
E' in corso una guerra. Non propriamente contro la persona del
Papa, perchè, su questo terreno, essa è impossibile. Benedetto XVI è
reso inespugnabile dalla sua immagine, la sua serenità, la sua
limpidezza, fermezza e dottrina. Basta il suo sorriso mite per
sbaragliare un esercito di avversari. No, la guerra è fra il
laicismo e il cristianesimo. I laicisti sanno bene che, se uno
schizzo di fango arrivasse sulla tonaca bianca, verrebbe sporcata la
Chiesa, e se fosse sporcata la Chiesa allora lo sarebbe anche la
religione cristiana. Per questo i laicisti accompagnano la loro
campagna con domande del tipo "chi porterà più i nostri figli in
Chiesa?", oppure "chi manderà più i nostri ragazzi in una scuola
cattolica?", oppure ancora "chi farà curare i nostri piccoli in un
ospedale o una clinica cattolica?"
Qualche giorno fa una laicista si è lasciata sfuggire
l'intenzione. Ha scritto: "l'entità della diffusione dell'abuso
sessuale su bambini da parte di sacerdoti mina la stessa
legittimazione della Chiesa cattolica come garante della educazione
dei più piccoli". Non importa che questa sentenza sia senza prove,
perchè viene accuratamente nascosta "l'entità della diffusione": un
per cento di sacerdoti pedofili? dieci per cento? tutti? Non importa
neppure che la sentenza sia priva di logica: basterebbe sostituire
"sacerdoti" con "maestri" o con "politici" o con "giornalisti" per
"minare la legittimazione" della scuola pubblica, dei parlamenti o
della stampa. Ciò che importa è l'insinuazione, anche a spese della
grossolanità dell'argomento: i preti sono pedofili, dunque la Chiesa
non ha autorità morale, dunque l'educazione cattolica è pericolosa,
dunque il cristianesimo è un inganno e un pericolo.
Questa guerra del laicismo contro il cristianesimo è campale. Si
deve portare la memoria al nazismo e al comunismo per trovarne una
simile. Cambiano i mezzi, ma il fine è lo stesso: oggi come ieri,
ciò che si vuole è la distruzione della religione. Allora l'Europa
pagò a questa furia distruttrice il prezzo della propria libertà. à
incredibile che soprattutto la Germania, mentre si batte
continuamente il petto per la memoria di quel prezzo che essa
inflisse a tutta l'Europa, oggi, che è tornata democratica, se ne
dimentichi e non capisca che la stessa democrazia sarebbe perduta se
il cristianesimo venisse ancora cancellato. La distruzione della
religione comportò allora la distruzione della ragione. Oggi non
comporterà il trionfo della ragion laica, ma un'altra barbarie.
Sul piano etico, è la barbarie di chi uccide un feto perchè la
sua vita nuocerebbe alla "salute psichica" della madre. Di chi dice
che un embrione è un "grumo di cellule" buono per esperimenti. Di
chi ammazza un vecchio perchè non ha più una famiglia che se ne
curi. Di chi affretta la fine di un figlio perchè non è più
cosciente ed è incurabile. Di chi pensa che "genitore A" e "genitore
B" sia lo stesso che "padre" e "madre". Di chi ritiene che la fede
sia come il coccige, un organo che non partecipa più all'evoluzione
perchè l'uomo non ha più bisogno della coda e sta eretto da solo. E
cosí via.
Oppure, per considerare il lato politico della guerra dei
laicisti al cristianesimo, la barbarie sarà la distruzione
dell'Europa. Perchè, abbattuto il cristianesimo, resterà il
multiculturalismo, che ritiene che ciascun gruppo ha diritto alla
propria cultura. Il relativismo, che pensa che ogni cultura sia
buona quanto qualunque altra. Il pacifismo che nega che il male
esiste. Oppure resterà quell'europeismo retorico e irresponsabile
che dice che l'Europa non deve avere una propria specifica identità,
ma essere il contenitore di tutte le identità. Salvo poi ricredersi
e andare nella cattedrale di Strasburgo a dire: "ora abbiamo bisogno
dell'anima cristiana dell'Europa".
Questa guerra al cristianesimo non sarebbe cosí pericolosa se i
cristiani la capissero. Invece, all'incomprensione partecipano molti
di loro. Sono quei teologi frustrati dalla supremazia intellettuale
di Benedetto XVI. Quei vescovi incerti che ritengono che venire a
compromesso con la modernità sia il modo migliore per aggiornare il
messaggio cristiano. Quei cardinali in crisi di fede che cominciano
a insinuare che il celibato dei sacerdoti non è un dogma e che forse
sarebbe meglio ripensarlo. Quegli intellettuali cattolici felpati
che pensano che esista una questione femminile dentro la Chiesa e un
non risolto problema fra cristianesimo e sessualità. Quelle
conferenze episcopali che sbagliano l'ordine del giorno e, mentre
auspicano la politica delle frontiere aperte a tutti, non hanno il
coraggio di denunciare le aggressioni che i cristiani subiscono e
l'umiliazione che sono costretti a provare dall'essere tutti,
indiscriminatamente, portati sul banco degli imputati. Oppure quei
cancellieri venuti dall'Est che esibiscono un bel ministro degli
esteri omosessuale mentre attaccano il Papa su ogni argomento etico,
o quelli nati nell'Ovest, i quali pensano che l'Occidente deve
essere laico, cioè anticristiano. La guerra dei laicisti continuerà, se non altro perchè un Papa come Benedetto XVI che sorride ma non arretra di un millimetro la alimenta. Ma se si capisce perchè non si sposta, allora si prende la situazione in mano e non si aspetta il prossimo colpo. Chi si limita soltanto a solidarizzare con lui o è uno entrato nell'orto degli ulivi di notte e di nascosto oppure è uno che non ha capito perchè ci sta.
Sen. Marcello Pera
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