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II Incontro Internazionale Latinoamericano

 

 

Olmué (Cile), 21-25 gennaio 2008

 

A Olmué (Valparaiso, Cile), nella Casa di formazione “Emaús” della Congregazione dell'Oratorio di Villa Alemana (Cile), si tiene dal 21 al 25 gennaio il II Encuentro Internacional Latinoamericano delle Congregazioni dell’Oratorio (Messico, Costa Rica, Colombia, Brasile, Argentina, Cile) e delle Comunità in formazione (Venezuela, Perú).

 

Il tema dell’Incontro – “Tractatio familiaris Verbi Dei” – si svolge con relazioni che affrontano i seguenti argomenti: “Visión histórica de la evangelización en America Latina”; “La Palabra de Dios en el contéxto ecclesial actúal”; “La Palabra de Dios en la Tradición del Oratorio”; “La vivencia pastoral de la Palabra de Dios en nuestras realidades”; “Palabra de Dios y desafíos evangelizadores para el siglo XXI”.
 

Il Procuratore Generale, rappresentato dai Deputati per l’America Latina P. Mario Alberto Avilés Campo e P. Juan Andrés Arturo Gonzales, interviene con una relazione scritta che sviluppa il tema “La Palabra de Dios en la Tradición del Oratorio” traendo spunto dall’Itinerario Spirituale, 138-139: “Possiamo affermare che Filippo, con il suo metodo, creò una vera scuola, nell'ambiente della Roma del rinascimento, dove gli oratori ecclesiastici rivaleggiavano con i classici pagani. Il Santo insegnava che per predicare, bisogna prima far molta preghiera, dar molta importanza alla pratica della virtù, avere retta intenzione nello studio e ricorrere frequentemente agli esempi presi dalla vita della Chiesa e dei Santi. P. Giuliano Giustiniani era solito dire che un prete di Congregazione doveva morire sopra uno di questi "tre legni": la predella dell'altare, il confessionale, la sedia dei ragionamenti”.

Riportiamo la lettera del Procuratore Generale al R. P. Roberto Pinto, C.O., organizzatore dell’Incontro:

 

 

 

PROCURA GENERALIS

CONFOEDERATIONIS ORATORII S. PHILIPPI NERII

ROMAE

 

Al M. R. P. Roberto Pinto, C.O.

Villa Alemana, Chile

 

Carissimo Padre Roberto

e carissimi confratelli partecipanti all’Incontro,

 

insieme al mio fraterno saluto e al rammarico per non poter essere presente, desidero porgervi le più vive felicitazioni dell’intera Confederazione e mie personali per l’iniziativa del II Encuentro Internacional Latinoamericano, che si svolge in Olmué, nella Casa di formazione “Emaús” della Congregazione dell'Oratorio di Villa Alemana, e che continua il cammino del I Incontro realizzato a Fusagasuga (Colombia) dal 5 all’8 luglio 2005 sul testo della “Ratio formationis” discusso ed approvato poi dal nostro Congresso Generale nel settembre 2006.

 

1. Ogni Incontro Oratoriano – ufficiale o vissuto nella semplicità delle più varie ed informali occasioni – è iniziativa preziosa perché realizza quanto gli Statuti Generali della Confederazione affermano: “Le Congregazioni dell'Oratorio sono unite fra loro nel vincolo della carità; i legami di carità che affratellano tutte le Congregazioni nel nome del Santo Padre Filippo, debbono essere quanto più liberamente tanto più premurosamente alimentati” (St. G. 1; 22).

 

I Romani Pontefici, anche in tempi recenti, ci hanno ricordato l’importanza di tali rapporti fraterni che fanno crescere la comunione oratoriana ed aiutano le Congregazioni a perseverare nella fedeltà al carisma filippino: “Le vostre Congregazioni – affermava Giovanni Paolo II nel 2000 – fedeli all'autonomia voluta dal santo Fondatore, vivono particolarmente legate alla realtà delle Chiese particolari ed alle situazioni locali. Ma occorre non dimenticare l'importanza che pure riveste, nella vita delle Comunità e dei loro membri, il legame fraterno con le altre Congregazioni che costituiscono la Confederazione. E' attraverso tale legame che la caratteristica autonomia delle singole Case si apre al dono della fattiva carità e le Comunità confederate trovano un valido aiuto a crescere nella fedeltà al carisma oratoriano”; e il Santo Padre Benedetto XVI ci ricordava nel settembre del 2006: “La Confederazione continuerà a svolgere il ruolo di permanente strumento di comunione, stimolando tutti a camminare nel solco di san Filippo Neri”.

 

2. Al centro dell’Incontro che voi realizzate, avete giustamente posto la Parola di Dio – che sarà anche il tema del prossimo Sinodo dei Vescovi – e significativamente avete scelto di confrontarvi con la tradizione oratoriana – la “tractatio familiaris Verbi Dei” – che offre una incomparabile ricchezza di proposte, oggi come nei secoli passati.

 

Nella relazione che vi invio su questo tema, pur consapevole di quanto sia modesto il mio apporto, ho cercato di presentare, al riguardo, l’esperienza di Padre Filippo, certo che a lui continuamente siamo chiamati a guardare poiché egli è “la pietra da cui siamo stati tratti”, come scrisse ad introduzione delle Costituzioni il grande discepolo di S. Filippo Neri e suo primo successore, il Venerabile Card. Cesare Baronio.

 

Ho delineato, così, il “volto” di Padre Filippo innamorato della Parola di Dio e predicatore di essa, mettendo in rilievo alcuni tratti che mi paiono fondamentali:

 

1. la Predicazione quotidiana fatta da questo prete speciale, il cui fascino derivava dal carattere gioviale e dalla affabilità che aveva verso tutti, ma soprattutto dalla fede profonda testimoniata dalla vita e da un evidente rapporto di comunione con Dio;

 

2. la “familiarità” dei Sermoni , ricordata anche dalle prime Costituzioni (gli Instituta del 1612) come elemento fondamentale: «Coloro che sono stati scelti per questo ufficio nutrono l’anima degli ascoltatori con un genere di predicazione veramente fruttuoso, adattando soprattutto le parole, con ordinata successione, alla comprensione del popolo, senza concedere nulla alla vuota pomposità ed al vano applauso»;

 

3. L’uso della Parola di Dio nell’Oratorio, di cui abbiamo significative testimonianze delle origini; 

 

4. Il metodo di Padre Filippo che gli valse il titolo di “Socrate cristiano”;

 

5. Il rapporto tra Scrittura e Tradizione, accolte con l’animo “cattolico” di chi riconosce il loro inscindibile legame;

 

6. Il fervore  che caratterizzava Padre Filippo nell’annuncio della Divina Parola;

 

7. La commozione che tanto spesso lo induceva a interrompere la predicazione perché le lacrime soffocavano le parole;

 

8. La spirituale perspicacia che gli consentiva parlare a tutti tenendo presente la situazione di ognuno.

 

Carissimi Confratelli, mentre ringrazio i PP. Deputati Mario e Juan Andrés di rappresentarmi, vi prego di considerarmi presente a questo Incontro dell’America Latina a cui ho molto desiderato partecipare. Vi ricordo nella celebrazione della S. Messa sull’altare di S. Filippo Neri alla Vallicella e vi auguro giornate ricche di riflessione, di comunione fraterna e di successo.

 

Vostro affezionatissimo

In Corde Christi et P. N. Philippi

 

Edoardo Aldo Cerrato, C.O.

Procuratore Generale

 

 


 

 

 

 

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