
PROCURA GENERALIS
CONFOEDERATIONIS ORATORII S. PHILIPPI NERII
ROMAE
Al M. R. P. Roberto Pinto,
C.O.
Villa Alemana, Chile
Carissimo Padre Roberto
e carissimi confratelli
partecipanti all’Incontro,
insieme al mio fraterno
saluto e al rammarico per non poter essere presente,
desidero porgervi le più vive felicitazioni dell’intera
Confederazione e mie personali per l’iniziativa del II
Encuentro Internacional Latinoamericano, che si svolge
in Olmué, nella Casa di formazione “Emaús” della
Congregazione dell'Oratorio di Villa Alemana, e che
continua il cammino del I Incontro realizzato a
Fusagasuga (Colombia) dal 5 all’8 luglio 2005 sul testo
della “Ratio formationis” discusso ed approvato poi dal
nostro Congresso Generale nel settembre 2006.
1. Ogni Incontro
Oratoriano – ufficiale o vissuto nella semplicità delle
più varie ed informali occasioni – è iniziativa preziosa
perché realizza quanto gli Statuti Generali della
Confederazione affermano: “Le Congregazioni
dell'Oratorio sono unite fra loro nel vincolo della
carità; i legami di carità che affratellano tutte le
Congregazioni nel nome del Santo Padre Filippo, debbono
essere quanto più liberamente tanto più premurosamente
alimentati” (St. G. 1; 22).
I Romani Pontefici, anche
in tempi recenti, ci hanno ricordato l’importanza di
tali rapporti fraterni che fanno crescere la comunione
oratoriana ed aiutano le Congregazioni a perseverare
nella fedeltà al carisma filippino: “Le vostre
Congregazioni – affermava Giovanni Paolo II nel 2000
– fedeli all'autonomia voluta dal santo Fondatore,
vivono particolarmente legate alla realtà delle Chiese
particolari ed alle situazioni locali. Ma occorre non
dimenticare l'importanza che pure riveste, nella vita
delle Comunità e dei loro membri, il legame fraterno con
le altre Congregazioni che costituiscono la
Confederazione. E' attraverso tale legame che la
caratteristica autonomia delle singole Case si apre al
dono della fattiva carità e le Comunità confederate
trovano un valido aiuto a crescere nella fedeltà al
carisma oratoriano”; e il Santo Padre Benedetto XVI
ci ricordava nel settembre del 2006: “La
Confederazione continuerà a svolgere il ruolo di
permanente strumento di comunione, stimolando tutti a
camminare nel solco di san Filippo Neri”.
2. Al centro dell’Incontro
che voi realizzate, avete giustamente posto la Parola di
Dio – che sarà anche il tema del prossimo Sinodo dei
Vescovi – e significativamente avete scelto di
confrontarvi con la tradizione oratoriana – la “tractatio
familiaris Verbi Dei” – che offre una incomparabile
ricchezza di proposte, oggi come nei secoli passati.
Nella relazione che vi
invio su questo tema, pur consapevole di quanto sia
modesto il mio apporto, ho cercato di presentare, al
riguardo, l’esperienza di Padre Filippo, certo che a lui
continuamente siamo chiamati a guardare poiché egli è “la
pietra da cui siamo stati tratti”, come scrisse ad
introduzione delle Costituzioni il grande discepolo di
S. Filippo Neri e suo primo successore, il Venerabile
Card. Cesare Baronio.
Ho delineato, così, il
“volto” di Padre Filippo innamorato della Parola di Dio
e predicatore di essa, mettendo in rilievo alcuni tratti
che mi paiono fondamentali:
1. la Predicazione
quotidiana fatta da questo prete speciale, il
cui fascino derivava dal carattere gioviale e dalla
affabilità che aveva verso tutti, ma soprattutto dalla
fede profonda testimoniata dalla vita e da un evidente
rapporto di comunione con Dio;
2. la “familiarità” dei
Sermoni , ricordata anche dalle prime Costituzioni
(gli Instituta del 1612) come elemento
fondamentale: «Coloro che sono stati scelti per questo
ufficio nutrono l’anima degli ascoltatori con un genere
di predicazione veramente fruttuoso, adattando
soprattutto le parole, con ordinata successione, alla
comprensione del popolo, senza concedere nulla alla
vuota pomposità ed al vano applauso»;
3. L’uso della Parola
di Dio nell’Oratorio, di cui abbiamo significative
testimonianze delle origini;
4. Il metodo di Padre
Filippo che gli valse il titolo di “Socrate
cristiano”;
5. Il rapporto tra
Scrittura e Tradizione, accolte con l’animo
“cattolico” di chi riconosce il loro inscindibile
legame;
6. Il fervore che
caratterizzava Padre Filippo nell’annuncio della Divina
Parola;
7. La commozione
che tanto spesso lo induceva a interrompere la
predicazione perché le lacrime soffocavano le parole;
8. La spirituale
perspicacia che gli consentiva parlare a tutti
tenendo presente la situazione di ognuno.
Carissimi Confratelli,
mentre ringrazio i PP. Deputati Mario e Juan Andrés di
rappresentarmi, vi prego di considerarmi presente a
questo Incontro dell’America Latina a cui ho molto
desiderato partecipare. Vi ricordo nella celebrazione
della S. Messa sull’altare di S. Filippo Neri alla
Vallicella e vi auguro giornate ricche di riflessione,
di comunione fraterna e di successo.
Vostro affezionatissimo
In Corde Christi et P. N.
Philippi
Edoardo Aldo Cerrato, C.O.
Procuratore Generale