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Atto commemorativo del IV centenario

della morte del Beato Ancina

 

Roma, 14 ottobre 2004

 

La Procura Generale della Confederazione ha dedicato al centenario dell’illustre discepolo di S. Filippo Neri un Atto commemorativo, celebrato a Roma in S. Maria in Vallicella il 14 ottobre 2004, costituito da tre momenti, a cui presiedettero rispettivamente gli Em.mi Signori Cardinali Carlo Furno, Angelo Sodano, Attilio Nicora:

 

il Convegno di cui furono relatori p. Tiziano Sterli, C.O.: I tempi e la figura dell’Ancina, la prof. Maria Cicala, dell’Università di Napoli: Ancina letterato e il dott. Daniele Filippi, dell’Università di Pavia: Ancina nell’ambito della musica oratoriana;

 

la Celebrazione eucaristica in “Chiesa Nuova”, concelebrata con l’Em.mo Card. Segretario di Stato da numerosi Vescovi, Prelati e sacerdoti dell’Oratorio;

 

il Concerto di musiche anciniane e di laudi filippine diretto dal M.o Giulio Monaco, del Conservatorio di Novara:

 

Scelta di Laudi Filippine tratte da

Tempio Armonico della B.M. Vergine raccolte da G. G. Ancina 1599

Laudi Ariose della B.M. Vergine raccolte da G. Arascione 1600

 

Laudate Pueri di Felix Mendelssohn

 

Magnificat a 5 voci e strumenti di Dietricht Buxtehude

 

Flauto traverso: Maria Francesca Garbaccio

Oboe: Rocco Camillò

Viola da gamba: Guido Antoniotti

Spinetta e Organo: Giulio Monaco

Tiorba: Massimo Biancamano

Contrabbasso: Roberto Bevilacqua

 

Formatisi nell’ambito delle attività culturali proposte in Biella dalla associazione “Progetto Musica”, l’Insieme vocale e il Coro polifonico - che hanno eseguito il concerto ed accompagnato la celebrazione liturgica - sono costituiti da alcuni cantori scelti. Hanno preso parte a numerose e prestigiose rassegne musicali di carattere nazionale e internazionale, presentando diversi programmi che spaziano dalla polifonia rinascimentale sacra e profana al canto gregoriano, fino alle espressioni contemporanee. Dal 1995 al 2000, per la casa discografica Tactus, le formazioni hanno pubblicato un CD di musiche cinquecentesche inedite dedicate alla straordinaria figura di S. Filippo Neri ed altri due dischi di una nascente collana sempre dedicata alla "Musica nell'Oratorio di S. Filippo Neri", contenenti  laudi spirituali di una raccolta del sacerdote Giovanni Arascione (1599).

 

La Radio Vaticana ha mandato in onda il 14 ottobre, per l’occasione, un’intervista al Procuratore Generale sulla figura del B. Ancina; anche l’Osservatore Romano ha dato risalto alla celebrazione ospitando un articolo del Procuratore Generale e pubblicando il 16 ottobre ampia cronaca dell’evento.

 

L’Atto commemorativo è stato aperto nella Casa Vallicelliana alle ore 16 con la lettura del Messaggio di Sua Santità e della Lettera del Card. Poletto, Presidente della Conferenza Episcopale Piemontese, ed il saluto rivolto dal Procuratore Generale ai partecipanti, tra i quali erano presenti, in diversi momenti della commemorazione, gli Em.mi Signori Cardinali Carlo Furno, Francesco Marchisano e Attilio Nicora; S. E. mons. Paolo Sardi, Nunzio Apostolico; S. E. mons. Giovanni Coppa, Nunzio Apostolico; S. E. mons. Pier Giorgio Silvano Nesti, Segretario della Congregazione IVCSVA; S. E. mons. Oscar Rizzato, Elemosiniere di Sua Santità; S. E. mons. Diego Bona, Vescovo emerito di Saluzzo; numerosi Prelati in servizio presso la Segreteria di Stato e la Curia Romana; il Delegato della Sede Apostolica per l’Oratorio, Rev.mo P. Antonio Ríos Chávez, i Padri della Deputazione Permanente, il Postulatore Generale e l’Archivista Generale della Confederazione, i Padri di alcune Comunità italiane, e numerosi laici degli Oratori Secolari di Roma, di Biella e di Genova.

 

Riportiamo il saluto del Procuratore Generale all’inizio dell’Atto commemorativo:

 

 

Nella Casa Vallicelliana, che sorge dove un tempo erano le umili abitazioni dei primi discepoli di S. Filippo prima che il genio del Borromini innalzasse questo imponente complesso monumentale, sono lieto di porgere il saluto della Famiglia Oratoriana a tutti i convenuti a questo Atto commemorativo del IV centenario del dies natalis del B. Giovanni Giovenale Ancina. Avremmo desiderato svolgere questo incontro nella cornice, certamente più solenne, dell’Oratorio Vallicelliano - detto “Sala Borromini” dopo la confisca dell’edificio operata nel 1871 - ma tale sala è in restauro, come buona parte del complesso borrominiano.

 

Prima di presentare i relatori che metteranno in luce del nostro Beato gli aspetti salienti della personalità e dell’epoca in cui visse, desidero salutare tutti i presenti: innanzitutto Sua Eminenza il Card. Carlo Furno, e le Loro Eccellenze mons. Pier Giorgio Nesti e Diego Bona; il Rev. can. Giovanni Gisolo, che è qui in rappresentanza dell’Ecc.mo Vescovo di Saluzzo mons. Giuseppe Guerrini, il quale, all’ultimo momento, ha dovuto disdire la sua partecipazione a questo Atto dovendo presiedere i funerali di Stato di due vittime del terrorismo islamico che ha funestato anche la diocesi saluzzese. Mons. Guerrini, per mio tramite, rivolge ai presenti il suo saluto e, con delicato pensiero, ci fa pervenire una preziosa reliquia: la croce pettorale e l’anello episcopale del nostro Beato: due insegne della dignità vescovile che ci parlano dell’amore e della fedeltà con cui il vescovo Ancina amò la sua Chiesa fino al dono totale di sé. Le consegno all’Em.mo Card. Furno affinchè le indossi in questo momento, nell’attesa che l’Em.mo Card. Sodano le usi  nella celebrazione della S. Messa.

A nome dei Vescovi del Piemonte anche Sua Eminenza il Card. Severino Poletto, Arcivescovo di Torino e Presidente della Conferenza Episcopale Piemontese, impossibilitato a presenziare per gli impegni della Visita Pastorale nella sua diocesi, ci ha indirizzato un ricco messaggio di saluto e di augurio, di cui darò fra poco lettura.

 

Saluto poi  il Rev.mo P. Delegato delle Sede Apostolica per l’Oratorio, i Rev.mi Prelati della Segreteria di Stato e della Curia Romana che ci onorano della loro presenza, i Superiori Generali dei Padri Teatini e dei Chierici Regolari della Madre di Dio; i Padri della Deputazione Permanente dell’Oratorio, presenti a Roma per la riunione annuale, il P. Postulatore Generale ed il P. Archivista Generale, i Rev.di Sacerdoti, i Padri dell’Oratorio, le Rev.de Suore, tra cui le Madri Generali delle Suore Filippine di Firenze e di Ozieri, e i carissimi Laici degli Oratori Secolari di Roma, di Biella, di Genova, e tutti i Laici presenti: li cito al termine di questo elenco di saluti, ma essi sanno con quanto affetto: quello - lo assicuro - con cui Padre Filippo li guardava e li stringeva al suo cuore! 

 

Ho l’onore e la gioia di dare lettura del Venerato Messaggio che Sua Santità Giovanni Paolo II ha voluto indirizzare alla Diocesi di Saluzzo ed alla Famiglia Oratoriana tracciando del Beato un profilo che già ci introduce nel tema dell’intervento con cui p. Tiziano Sterli ci presenterà il tempo in cui Giovanni Giovenale Ancina fiorì alla vita cristiana, alla scelta oratoriana, e nel servizio episcopale.

 

Permettete però che, prima di leggere le parole del Santo Padre, adempia ancora l’incarico ricevuto di trasmettere ai presenti il saluto e l’augurio di numerose Autorità Ecclesiastiche e Civili, le quali, non potendo essere presenti a causa di impegni d’Ufficio, hanno inviato messaggi che ci onorano e che testimoniano l’amabilità degli scriventi. 

Porto ai presenti il saluto degli Em.mi Sigg. Cardinali Giovanni Battista Re, Prefetto della Congregazione per i Vescovi; Severino Poletto, Arcivescovo di Torino; Eduardo Martinez, Prefetto emerito della Congregazione IVCSVA; Paul Poupard, Presidente del Pontificio Consiglio per la Cultura; Zenon Grokolewski, Prefetto della Congregazione per l’Educazione cattolica; Camillo Ruini, Vicario di Sua Santità per l’Urbe; Michele Giordano, Arcivescovo di Napoli - la città dove l’Ancina visse ed operò apostolicamente per dieci anni, là inviato da P. Filippo per la fondazione della prima Casa Oratoriana fuori Roma -,  Jean Louis Tauran, Archivista e Bibliotecario di S. R. C.; trasmetto ai presenti il saluto e l’augurio degli Ecc.mi monsignori Leonardo Sandri, Sostituto della Segreteria di Stato di Sua Santità; Giovanni Lajolo, Segretario per i rapporti con gli Stati; Luigi De Magistris, Pro-Penitenziere Maggiore emerito; Francesco Monterisi, Segretario della Congregazione per i Vescovi, Josef Clemens, Segretario del Pontificio Consiglio per i Laici; Piero Marini, Maestro delle Celebrazioni Liturgiche Pontificie; Angelo Bagnasco, Arcivescovo Ordinario Militare per l’Italia; Fernando Charrier, Vescovo di Alessandria; Sebastiano Dho, Vescovo di Alba; Natalino Pescarolo, vescovo di Fossano, la città natale dell’Ancina; Francesco Ravinale, vescovo di Asti, Javier Echevarria Rodriguez, Prelato della Prelatura della Santa Croce; quello di numerosi Superiori Generali di Ordini e Congregazione religiose e del Magnifico Rettore della Pontificia Università Gregoriana.

Porto inoltre ai presenti il saluto di S. E. Carlo Azeglio Ciampi, Presidente della Repubblica Italiana, di S. E. Silvio Berlusconi, Presidente del Consiglio dei Ministri, di S. E. Giuliano Urbani, ministro dei Beni culturali.

 

Saluto e ringrazio i relatori che ci intratterranno sull’Ancina: p. Tiziano Sterli, dell’Oratorio di Brescia, studioso di storia e filosofia, che delineerà l’epoca significativa del post-Concilio tridentino in cui il Beato Ancina svolse la sua attività apostolica e pastorale; la prof.ssa Maria Cicala, dell’Università di Napoli “L’Orientale”, che ci presenterà l’aspetto dell’Ancina letterato; studiosa insigne della letteratura napoletana dell’età umanistico-rinascimentale, la prof.ssa Cicala è intervenuta anche recentemente al Convegno internazionale di studi celebrato a Napoli sul petrarchismo europeo, con un contributo di notevole interesse molte pagine del quale sono dedicate all’Ancina; il dott. Daniele Filippi, dell’Università di Pavia, che attingendo anche alla sua eccellente tesi di laurea su “Francesco Anerio e la musica spirituale a Roma nei primi del Seicento”, metterà in luce l’ambiente musicale in cui l’Ancina si inserì con la sua musica “pescatrice di anime”.

 

Permettano che io saluti, fin da questo momento, anche il M.o Giulio Monaco ed il suo complesso strumentale e vocale che decorerà la S. Messa ed eseguirà in serata il concerto programmato.

 

A tutti i presenti il ringraziamento più sentito per la loro partecipazione che ci onora e ci rallegra.

 

Edoardo Aldo Cerrato, C.O.

 

 

All’inizio della celebrazione eucaristica, diretta dal cerimoniere pontificio mons. Francesco Camaldo, il Procuratore Generale ha rivolto a Sua Eminenza il seguente saluto:

 

 

Eminentissimo Signor Cardinale Segretario di Stato,

 

ho la gioia di esprimere a Vostra Eminenza, a nome di tutta la Famiglia Oratoriana, la riconoscenza per aver accettato di presiedere questa Celebrazione solenne, cuore dell’Atto commemorativo con il quale l’Oratorio - a livello di Confederazione - intende ricordare il IV centenario del dies natalis del beato Giovanni Giovenale Ancina.

Alla Sua voce mi permetto di affidare, Eminenza, l’omaggio di tutta questa Famiglia, al Santo Padre.

Abbia la bontà, Eminentissimo, di esprimere all’amato Vicario di Cristo i sentimenti di fedeltà e di venerazione filiale che nutriamo per Lui, e di portare a Sua Santità, nell’imminenza dell’anniversario della Sua elezione alla cattedra di Pietro, l’assicurazione della nostra preghiera: i Padri dell’Oratorio che concelebrano con Vostra Eminenza offrono oggi la Santa Messa secondo le intenzioni del Santo Padre.  

 

A rappresentare l’Oratorio, diffuso nelle Nazioni di quattro Continenti, sono qui, questa sera, i Padri che costituiscono la Deputazione Permanente, insieme ai Padri dell’Oratorio Romano ed ai Padri di altre Case, soprattutto di quelle del Piemonte, la regione che ha dato all’Oratorio, insieme al Beato Ancina, anche l’esimia figura del B. Sebastiano Valfrè.  Ed è qui a rendere omaggio all’Eminenza Vostra anche il Delegato della Sede Apostolica per l’Oratorio, il quale, in virtù del suo ufficio, rende presente nelle nostre Comunità sparse nel mondo la sollecitudine del Romano Pontefice per l’Oratorio di S. Filippo Neri.

 

Permetta, Eminenza, che all’omaggio che Le rivolgo, unisca anche il più deferente saluto all’Em.mo Card. Francesco Marchisano, Arciprete della Basilica di S. Pietro e Vicario Generale di Sua Santità per la Città del Vaticano, che condivide con il Beato, come Vostra Eminenza, anche l’origine piemontese. Saluto inoltre S. E. mons. Paolo Sardi, S. E. mons. Giovanni Coppa, S. E. mons. Pier Giorgio Nesti; S. E. mons. Diego Bona;  i Rev.mi Prelati della Segreteria di Stato e della Curia Romana, i Superiori Generali presenti, tutti i sacerdoti, le suore, e i laici i quali, partecipando a questa celebrazione, ci danno il segno della loro amicizia e del loro amore per il Beato, uno dei primi discepoli di Padre Filippo e dei più insigni lungo la storia dell’Oratorio.

 

E’ una gioia per noi, Eminentissimo Signor Cardinale, riceverLa in questa chiesa, voluta da S. Filippo Neri così grande e armoniosa: la “Chiesa Nuova” come è chiamata dai Romani ancor oggi, a più di quattro secoli dalla sua costruzione. “Nuova” perché fu innalzata in sostituzione della vecchia e fatiscente S. Maria in Vallicella, ma nuova - e forse c’è una grande intuizione in questa espressione del popolo romano - anche perché era la chiesa di Padre Filippo: il nuovo sacerdote a cui lo Spirito Santo aveva colmato del suo fuoco il cuore e lo aveva lanciato in una evangelizzazione nuova che colpiva per il suo metodo affascinante.

 

Il giovane medico piemontese, Giovenale Ancina, accolto da S. Filippo in Congregazione proprio negli anni in cui iniziava la costruzione della “Chiesa Nuova”, partecipò intensamente dello spirito di P. Filippo e divenne artefice, alla sua scuola, di quella novità che rende singolare l’Oratorio filippino.

 

Grazie, Eminenza, di essere qui a celebrare con noi la memoria del Beato del quale un altro nostro illustre conterraneo, San Francesco di Sales, non esitò a dire: “non ricordo di aver visto un uomo più abbondantemente e splendidamente ornato di tutte quelle doti che l’Apostolo sommamente desidera per gli uomini apostolici”.

 

Edoardo Aldo Cerrato, C.O.

 

 

E’ gradito riportare, da alcuni dei messaggi ricevuti, l’attestazione di stima verso l’insigne figura del grande discepolo di S. Filippo e indimenticato Pastore della Chiesa Saluzzese:

 

 

Ringrazio molto cordialmente della gentilezza ed esprimo il mio apprezzamento per la significativa iniziativa, come pure la mia vicinanza nella preghiera e nell’impegno pastorale e culturale.  (S. Em. il Card. Paul Poupard, Presidente del Pontificio Consiglio per la Cultura)

 

 

 

Ho potuto accostare questa insigne figura di autentico figlio spirituale di S. Filippo Neri, di predicatore, artista e letterato, nonché di zelante vescovo della diocesi di Saluzzo ed amico di S. Francesco di Sales.

Volentieri mi associo al Suo auspicio che il ricordo del B. Ancina possa essere fonte d’ispirazione per tante anime ed auguro pieno successo alle manifestazioni programmate per il Centenario. (S. E. R. mons. Giovanni Lajolo, Segretario per i rapporti con gli Stati)

 

 

 

Mi unisco con piacere all’inno di lode al Signore che tutti i sacerdoti della Confederazione dell’Oratorio elevano nella felice ricorrenza del centenario del B. Ancina, ed assicuro il mio ricordo orante per ogni Suo Confratello, per i Laici  dell’Oratorio Secolare e per tutte le Vostre attività apostoliche. (S. E. R. mons. Franc Rodé, Prefetto della Congregazione per gli Istituti di vita consacrata e le Società di vita apostolica)

 

 

 

Auguro che le iniziative in programma contribuiscano efficacemente a diffondere la conoscenza della personalità e del messaggio spirituale del Beato Ancina, affinchè il popolo di Dio si senta ulteriormente confermato nella secolare stima e considerazione nutrite nei confronti della Congregazione dell’Oratorio. (S. E. R. mons. Pier Giorgio S. Nesti, Segretario della Congregazione per gli Istituti di vita consacrata e le Società di vita apostolica)

 

 

 

Mi unisco alle celebrazioni in ricordo del B. Giovenale Ancina, gloria della nostra terra! (S. E. R. mons. Celestino Migliore, Nunzio Apostolico, Osservatore Permanente della S. Sede presso l’ONU)

 

 

 

Mentre mi unisco volentieri alla Confederazione per rendere grazie a Dio e ammirare la santità di questo degno discepolo di San Filippo Neri, auguro che le celebrazioni centenarie producano frutti abbondanti per tutta la famiglia dell’Oratorio (S. E. R. mons. Renato Boccardo, Segretario del Pontificio Consiglio per le Comunicazioni sciali)

 

 

 

Gioisco con voi nel ricordo del Beato in cui la Conferenza Episcopale Piemontese può vantarsi di avere un valido testimone della fede e della carità. (S. E. R. mons. Alfonso Badini Confalonieri, vescovo di Susa)

 

 

 

All’intercessione di questo Pastore affido anche il mio ministero apostolico e quello dei confratelli Vescovi del Piemonte (S. E. R. mons. Renato Corti, vescovo di Novara)

 

 

 

Si tratta di una bellissima figura, accanto a quella del B. Sebastiano Valfrè, che varrebbe la pena di far riscoprire (S. E. R. mons. Pier Giorgio Micchiardi, vescovo di Acqui)

 

 

 

Ringraziando per questa particolare attenzione, ricordo che anche la mia Diocesi celebra, in quest’anno, una significativa ricorrenza: il V centenario della morte di S. Pio V, papa alessandrino, uomo di fede austera e grande riformatore. Visti i legami intercorsi tra il papa S. Pio V e S. Filippo Neri, auguro a Lei e a tutti coloro che hanno lavorato per la realizzazione di questi eventi la piena riuscita delle manifestazioni. (S. E. R. mons. Fernando Charrier, vescovo di Alessandria)

 

 

 

Assicuro la mia spirituale partecipazione, unitamente a tutta la diocesi fossanese, alla celebrazione centenaria di un illustre figlio di questa terra, di una stella di prima grandezza nel firmamento piemontese, modello di santità per ogni pastore, vescovo o presbitero. (S. E. R. mons. Natalino Pescarolo, vescovo di Fossano e Cuneo)

 

 

 

Sarò unito spiritualmente e chiedo preghiere al Beato anche per me, lontano e quanto mai indegno Suo successore (1986-1993) quale vescovo di Saluzzo. (S. E. R. mons. Sebastiano Dho, vescovo di Alba)

 

 

 

Colgo l’occasione di questo Atto commemorativo del IV centenario del B. Ancina per confermare la mia stima per la vostra Congregazione, il cui Fondatore ci è tanto caro per la vicinanza a San Camillo de Lellis. (R. P. Anthony Francis Monks, Sup. Gen. Ordine dei Ministri degli Infermi)

 

 

 

Reverendo Padre

P. Edoardo Aldo Cerrato, C.O.

Procuratore Generale dell’Oratorio

ROMA

 

Torino, 29 ottobre 2003

 

Reverendo Padre,

 

      Le sono riconoscente per quanto mi ha inviato circa il IV centenario della morte del Beato Giovanni Giovenale Ancina, in vista di particolari celebrazioni per solennizzare tale evento.

       La mia permanenza quasi decennale a Fossano come Vescovo mi ha dato l’occasione di conoscere questo illustre fossanese, di apprezzarne l’intensa opera pastorale e anche di cogliere quanto questa figura permane viva nel ricordo, nella stima e nella venerazione di tanti suoi attuali concittadini.

 

      La memoria del passato è una costante irrinunciabile della vita umana e il confronto con le innumerevoli testimonianze di santità è fonte di sapienza che può illuminare  e contribuisce ad orientare il nostro cammino nella fedeltà alle sorgenti, aperti sempre al soffio dello Spirito. E’ appunto in questa prospettiva che l’attenzione al nostro Beato può portare frutti di rinnovata, generosa e disponibile apertura ai doni di Dio. Talora però lo stile di molti contemporanei sembra ignorare - se non rifiutare - le radici vitali a cui è ancorata la nostra storia e così si sperimenta il disorientamento inevitabile che avviene avventurandosi per strade ignote. Invece, la riscoperta delle testimonianze di quanti hanno personalmente contribuito a costruire itinerari sicuri di fedeltà al Vangelo conduce a cogliere quanto tutto questo è propedeutico anche per svelare pienamente l’uomo all’uomo (cfr. Gaudium et spes, 22), “via della quotidiana vita ed esperienza [della Chiesa], della sua missione e fatica” (Redemptor hominis, 14).

 

     Sono lieto pertanto di accogliere la Lettera da Lei stilata per questo evento e mi auguro che la memoria quattro volte centenaria del Beato Ancina, Pastore illuminato ed illuminante in tutto il suo ministero sacerdotale e nel purtroppo breve servizio episcopale, sia occasione favorevole per riscoprirne la figura e trarne stimoli nel cammino di una convinta nuova prima evangelizzazione anche nella nostra terra piemontese, imprescindibile necessità che urge i nostri programmi pastorali.

 

    Benedico quindi molto volentieri quanto l’Oratorio di San Filippo saprà programmare per l’adeguata celebrazione di questo centenario, mentre invoco anche sull’efficacia del mio ministero episcopale l’intercessione del Beato.

 

    Grato per l’attenzione dimostrata a tutti i Vescovi che nella nostra Regione continuano l’opera di questo zelante Pastore, mi è cara l’occasione per esprimere la mia stima e il mio augurio per il Suo prezioso servizio alla Confederazione dell’Oratorio e per salutarLa in Domino.

 

+ Severino Card. Poletto

Arcivescovo Metropolita di Torino

 

 

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