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Caravaggio e l’ambiente oratoriano

 

 

Roma, 14 maggio 2012

 

Dopo le felicitazioni espresse dal P. Procuratore Generale al prof. Stefano Zen per il dotto intervento svolto nella conferenza tenuta a Sora, il 27 aprile scorso, su «Caravaggio, le “historie” e l’Oratorio di Filippo Neri», motivo di felicitazione è anche la Dissertazione di Licenza in Teologia con specializzazione in Teologia Spirituale presentata presso la Pontificia Facoltà Teologica-Istituto di Spiritualità “Teresianum”, da p. Algirdas Toliatas, C.O. di Vilnius, che ha lavorato sul tema: «Tracce “oratoriane” nella “Deposizione” di Caravaggio».

Abbiamo chiesto all’autore una sintetica presentazione del suo lavoro:

 

 

Trattare il tema del messaggio spirituale della Deposizione implica non solo l’analisi del quadro del Caravaggio ma anche scoprire la profondità dell’artista e la sua ricerca spirituale.
 

Il grande problema è che ancora oggi, per molti, l’immagine di Caravaggio resta quella del “pittore maledetto”: una vita sregolata, piena di licenze. C’è però chi nel Caravaggio vede, nonostante lo stile di vita, un interprete fedele della dottrina della Chiesa, anzi, un artista che collabora al movimento della Riforma cattolica.
 

Duplice obiettivo del mio lavoro è dimostrare la cultura religiosa dell’artista e di scoprirne la profondità del messaggio spirituale; e l’analisi della Deposizione si rivela un mezzo appropriato per rispondere all’obiettivo. Questo capolavoro del Caravaggio è un’opera eseguita per la chiesa oratoriana di Roma, ed è nata nella cerchia oratoriana.
 

Il mio lavoro consiste nel presentare l’ambito storico, religioso e culturale post-tridentino del pittore: l’influsso dell’ambiente borromaico-oratoriano sin dall’infanzia di Michelangelo Merisi e quello oratoriano conosciuto nel periodo romano (primo capitolo). Ho considerato inoltre come nel periodo della sua fuga il Caravaggio possa aver ripensato il suo vissuto. Certo, sono elementi, questi ultimi, rimasti nascosti nel suo animo e non documentabili né scientificamente dimostrabili, ma non sono con ciò meno reali.
 

Nel secondo capitolo ho inteso scoprire la personalità e la spiritualità di san Filippo Neri e di leggere la figura del Caravaggio alla luce di alcuni tratti fondamentali della proposta spirituale del fondatore dell’Oratorio al quale si deve la costruzione della “Chiesa Nuova”, con la sua unità decorativa in cui si inserisce la Deposizione.
 

Il terzo capitolo affronta il messaggio spirituale della Deposizione, il cui scopo principale è di rappresentare il dinamismo della morte e della resurrezione di Gesù Cristo.

 

 

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