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Ven. Cesare Baronio:

visite, omaggi e pubblicazioni

 

Roma, 11 ottobre 2009

 

Nella memoria liturgica del B. Giovanni XXIII, grande devoto del Ven. Baronio, riportiamo da “Cultura Sorana” un articolo su “Papa Giovanni e il Baronio”.

Papa Giovanni aveva una profonda conoscenza ed un grande amore della persona e dell’opera di Cesare Baronio. Fu felicissimo di ricevere in dono dall’allora nostro vescovo mons. Biagio Musto, in occasione dell’udienza pontificia del 16 novembre 1960 concessa all’Azione Cattolica della diocesi di Sora, un busto in legno del card. Cesare Baronio, opera dello scultore Marcello Lucarelli. Mi si può permettere un ricordo personale? Io c’ero. Avevo appena undici anni. Lo ricordo, quel giorno; ricordo quei momenti, tutti ancora vivi ed indelebili, come presenti. Ero “aspirante” della GIAC, e con tantissimi iscritti all’Azione Cattolica, un migliaio, ero andato a Roma, la mia prima volta a Roma, in udienza dal papa. Sapevo che l’Azione Cattolica di Sora doveva regalarGli il busto in legno raffigurante “un importante personaggio di Sora”. […] Quando apparve Giovanni XXIII furono mille le emozioni provate e non poteva essere diversamente: era già per tutti noi il “papa buono”, ma ancora non sapevo che sarebbe stato il papa del Concilio, del discorso “della Luna”, del gesto delicato della “carezza”, il papa delle encicliche che ci avrebbero poi spalancato e condizionato il cuore, il papa che “obbediva” alla parola “pax”, il papa, appunto “Angelo Giuseppe Roncalli, una vita, la sua, entrata naturalmente nella storia”.
Ecco cosa scrisse, dopo quell’udienza, “L’Osservatore Romano”: “Grandioso è stato il pellegrinaggio dei fedeli di Sora, Aquino e Pontecorvo. Sora occupa nel cuore del Santo Padre un posto speciale di ottimi ricordi e motivi di studio. Già allorché Egli seguiva i corsi superiori, nel Seminario Lateranense in Roma, aveva tra i discepoli un cordialissimo amico, Don Giuseppe Piccirilli di Sora. Ma soprattutto un altro celebre Sorano brilla nella storia dell’insigne città: il Cardinale Cesare Baronio, illustrazione nobilissima della sua terra, gloria fulgida della Chiesa Cattolica. Già altra volta il Santo Padre aveva avuto modo di riferirsi a un punto speciale nella vita del grande cardinale. Giovanni XXIII amava narrarlo ancora per l’esultanza dei suoi ascoltatori di quel momento. Al termine della giornata di intenso studio e lavoro il Baronio soleva recarsi, verso il tramonto, alla Basilica Vaticana. In piazza S. Pietro non v’era ancora il colonnato berniniano, ma l’obelisco, al centro, era stato sistemato proprio in quegli anni. Intorno all’obelisco solevano giocare gruppi di fanciulli. Quando scorgevano l’imponente sacerdote, correvano a disporsi in doppia fila dinanzi all’ingresso del tempio, poiché sapevano che egli avrebbe dato a ciascuno una moneta: un atto di carità discreto e sereno, diretto a lenire, forse, dolorose necessità. Quindi il Baronio entrava in chiesa e dopo la visita al Santissimo Sacramento e la preghiera presso l’altare della Madonna , si portava alla Confessione del Principe degli Apostoli, ed ivi in piedi recitava il credo. Infine entrava alla parte centrale del tempio dove a sinistra, nel portico, era allora la statua enea di S. Pietro che adesso si venera nella navata centrale non lungi dall’altare papale. Dinanzi all’apostolo il Baronio sostava, riverente; quindi baciando con devozione il piede del primo papa, soleva ripetere, come una giaculatoria ed una ispirata preghiera, due parole semplici e sublimi: Pax et Oboedientia”. “ Il Santo Padre, riferisce ancora l’Osservatore Romano, che ha compiuto uno dei suoi primi studi storici precisamente sul Baronio, è rimasto così conquistato da quel binomio di perfezione, di virtù, di gaudio interiore che, quando fu promosso all’Episcopato, lo prescelse quale motto del suo stemma; perciò queste splendide gemme: Oboedientia et Pax, sempre l’hanno accompagnato nei suoi servizi assegnatiGli dal Divin Maestro”. Anche questo un “piccolo, significativo ed involontario miracolo” del cardinale Cesare Baronio, sorano, “santo senza candele”.

 

 

L’8 settembre 2009, in S. Maria in Vallicella, visita dei chierici di alcune Congregazioni Oratoriane della Federazione Nord-Italia all’urna del Ven. Baronio nella solennità della Natività di Maria, titolare di “Chiesa Nuova”, durante la quale il Procuratore Generale che ha presentato, nell’omelia della S. Messa, la figura della Vergine-Madre proponendo le fervide espressioni che le rivolse il Ven. Cesare Baronio nei libri degli “Annales”.

 

 

Il 20 settembre 2009, a Sora, il Ven. Baronio è stato ricordato a dal Sindaco della Città, Cesidio Casinelli, nel discorso rivolto al nuovo Vescovo S. E. R. mons. Filippo Iannone nel giorno del suo ingresso solenne in diocesi:

«Sora è la città di Cesare Baronio, il padre della Storia della Chiesa. E allora è forse utile richiamare la valenza del Suo insegnamento, che travalica l’ambito religioso e storiografico e consente a tutti, di utilizzare la sua etica e la sua morale come misura delle cose e dei comportamenti. Il suo spirito di servizio tanto era funzionale alla collettività sociale e religiosa, quanto era fermo e coerente nel disinteresse verso le ambizioni personali.
Il Baronio va ricordato come un “santo senza candele”, come ebbe a dire il prof. Vincenzo Patriarca, una santo umano, anzi un “non ancora santo”. Ma il suo insegnamento, l’estasi trascendente, il senso di comunità, il ripudio di frenesie, la sobrietà di scopi, impongono una riflessione profonda nel senso del sapere, dell’agire e, a volte anche del credere; indicano una regola possibile di convivenza, antitetica al personalistico agire degli individui.
Auguriamo anche a Lei, Eccellenza, di avere un ruolo importante nell’interpretare e scrivere un pezzo di storia umana e sorana, oltre ad un ruolo ancora più importante nell’aiutare tutti a riempire il vuoto».

 

 

Il 21 settembre 2009, S. Maria in Vallicella, visita dei seminaristi dell’Arcidiocesi di Aix en Provence, pellegrini a Roma con l’Ecc.mo Arcivescovo mons. Claude Feidt, con il Rettore del seminario e alcuni sacerdoti, al sepolcro del Venerabile. Nella conferenza di P. Edoardo Cerrato su San Filippo Neri e l’Oratorio, tenuta nella Casa Vallicelliana, il Procuratore Generale si è soffermato sulla figura del grande padre della Storia Ecclesiastica, delineando il contributo del Ven. Baronio alla riforma della Chiesa e presentando la sua vita sacerdotale, degno riflesso di quella di Padre Filippo.

 

 

P. TOSINI (a cura), Arte e committenza nel Lazio nell’età di Cesare Baronio, Gangemi Editore, Roma, settembre 2009, pp. 387.

Gli Atti del Convegno internazionale di studi svoltosi a Frosinone e Sora 16-18 maggio 2007, per iniziativa del Dipartimento di Filologia e Storia dell’Università di Cassino, in occasione del quarto centenario della morte del cardinale Baronio, presentano gli interventi incentrati in gran parte sui riflessi dell’opera capitale di Cesare Baronio, gli Annales Ecclesiastici, sui nascenti studi di archeologia cristiana e sul recupero del cristianesimo delle origini, attraverso la conservazione e il culto delle antichità paleocristiane e medievali. Una sessione del convegno è stata dedicata all’iconografia della Controriforma e al ruolo svolto dalla Congregazione dell’Oratorio di San Filippo Neri, a cui il Baronio apparteneva. Particolare attenzione è stata riservata a committenti e artisti di primo piano nella Roma di inizio Seicento (tra cui lo stesso Caravaggio), la cui attività spesso rievoca gli studi filologici e le ricerche storiche del Baronio, oltre che esprimerne talora gli indirizzi di gusto e le istanze culturali.

 

Presentazione Atti del Convegno 2007

su Baronio

 

 

Roma, 27 novembre 2009

 

Il Convegno Internazionale di studi promosso in occasione del IV centenario della morte del card. Cesare Baronio dal Centro di Studi Sorani con il patrocinio o contributo di vari Enti, tra cui la Confederazione dell’Oratorio di San Filippo Neri, vede oggi nella sala del Palazzo municipale di Sora la pubblicazione dei suoi Atti – Baronio e le sue fonti – secondo il programma che riportiamo:

 

Presentazione del volume

BARONIO E LE SUE FONTI

ATTI DEL CONVEGNO INTERNAZIONALE DI STUDI

SORA 10-13 OTTOBRE 2007

a cura di Luigi Gulia

 

Sora - Palazzo Municipale - Corso de’ Volsci, 111

Venerdì 27 novembre 2009 - ore 17:30

 

Saluti

 

Cesidio Casinelli

Sindaco di Sora

Bruno La Pietra

Assessore alla Cultura del Comune di Sora

Antonio Abbate

Assessore alla Cultura della Provincia di Frosinone

S. E. Filippo Iannone

Vescovo di Sora Aquino Pontecorvo

 

Parlano del volume

 

Luigi Gulia

Presidente del Centro di Studi Sorani

Edoardo Aldo Cerrato, C.O.

Procuratore Generale della Confederazione dell’Oratorio di S. Filippo Neri

Stefano Zen

Storico, Preside dell’Istituto Enrico De Nicola di Napoli

 

Il Procuratore Generale, accompagnato dal Postulatore della Causa del ven. Cesare Baronio, dr. Aldo Giuliano, dal Segretario della Procura Generale, fr. Alberto Bianco, C.O., e dal dr. Francesco Cantone, Scriptor dell’Archivio della Congregazione dell’Oratorio di Roma, ha rivolto ai presenti il saluto della Confederazione Oratoriana:

 

Con sentimenti di viva riconoscenza verso gli Enti organizzatori del Convegno Internazionale celebrato a Sora nel IV centenario della morte del Ven. Card. Cesare Baronio e verso gli Enti che hanno contribuito alla pubblicazione degli Atti, ho l’onore di porgere il saluto della Confederazione Oratoriana a tutti i presenti: a S. E. mons. Filippo Iannone, a cui rinnovo gli auguri della Famiglia Oratoriana a pochi mesi dalla sua nomina a Vescovo di Sora; al Sig. Sindaco di Sora, che ringrazio per l’apprezzato riferimento al Card. Baronio nel saluto rivolto al nuovo Vescovo lo scorso 20 settembre; a tutte le Autorità presenti, Religiose, Civili, Accademiche e Militari.
 

Ma un saluto particolare mi sia permesso rivolgere al Prof. Luigi Gulia, Presidente del Centro di Studi Sorani, con il quale, fin dal primo contatto, quando si stavano programmando le celebrazioni centenarie del Baronio, ho avuto la gioia di instaurare, oltre che una proficua collaborazione, una sincera amicizia.
 

La ringrazio, caro Professore, per la Sua costante disponibilità e per l’intelligente opera con cui – da tanti anni ormai – Ella si dedica a promuovere gli studi sulla grande figura del suo concittadino, e con cui ha curato anche l’edizione degli Atti del Convegno del 2007.

 

Il Procuratore Generale ha quindi svolto il suo intervento sul tema dell’articolo a lui chiesto dalla Direzione dell’Osservatore Romano e pubblicato sul numero odierno del quotidiano vaticano.

 

Si fornisce infine l'indice del volume.

 


 

 

 

 

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