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Nuova pubblicazione

sul Beato Sebastiano Valfrè

 

 

Roma, 3 dicembre 2009

 

In occasione del III centenario della morte del B. Sebastiano Valfré la Procura Generale ha patrocinato l’edizione di un profilo biografico dell’insigne discepolo di San Filippo Neri che fece rispendere nella capitale piemontese il volto dell’Apostolo di Roma con un esempio di vita sacerdotale che rese il Valfré la riconosciuta “sorgente” a cui attinse la fervida stagione di santità fiorita a Torino e in Piemonte nei secoli successivi.

All’amico Daniele Bolognini, autore del testo e curatore della pubblicazione, il Procuratore Generale rivolge un particolare ringraziamento per la dedizione con cui ha svolto il lavoro e rinnova i sentimenti di soddisfazione già espressa nella Prefazione che riportiamo.

 



Nel terzo centenario della morte del beato Sebastiano Valfré, alla numerosa serie di pubblicazioni – alcune di grande valore – su colui che fu giustamente chiamato la “sorgente dei preti santi dell’Ottocento torinese” e la cui figura significativamente campeggia, con quella di S. Massimo, sulla facciata della “Consolata” di Torino, la Procura Generale della Confederazione Oratoriana ha pensato di aggiungere un opuscolo che, in modo divulgativo, ne presenti la splendida testimonianza; e ringrazia l’amico Daniele Bolognini, che ne ha steso il testo, e coloro che con lui hanno collaborato alla realizzazione dell’opuscolo.

Nella terra piemontese – che fin dal 1598 aveva visto sorgere nello Stato Sabaudo la fondazione della Congregazione di Thonon, ad opera di S. Francesco di Sales – nacquero dodici Congregazioni dell’Oratorio: a Casale (1613), a Murazzano (1646), a Torino (1649), a Fossano (1649), a Chieri (1658), a Savigliano (1674), a Carmagnola (1681), a Demont (1693), ad Asti (1696), a Mondovì (1704), a Crescentino (1730), a Villafranca (1737), e a Biella (1742).

Insieme ai tanti Padri e Fratelli la cui memoria, con tradizionale discrezione piemontese, è conservata nel cuore, le tre Case oggi presenti in Piemonte ricordano i più illustri confratelli che “in patria” hanno testimoniato la bellezza della “via dell’Oratorio”: il coetaneo ed umile amico del Valfré, P. Agnelli, dell’Oratorio di Savigliano, autore dei “Pregi della Congregazione dell’Oratorio” su cui si formarono in tante parti del mondo generazioni di Oratoriani; il Ven. Giovanni Battista Trona (1682-1750), dell’Oratorio di Mondovì, generoso artefice di carità, consigliere e padre di sicura intelligenza spirituale; il P. Felice Carpignano (1810-1888), dell’Oratorio di Torino, direttore spirituale e consigliere di numerosi artefici della carità cristiana del suo tempo, alcuni già innalzati alla gloria degli altari, altri ancora in attesa della glorificazione.
 

Ma sono solo i principali di una fitta schiera. Insieme ad essi, hanno un posto di rilievo alcuni confratelli che, partiti dal Piemonte, hanno illustrato altrove la vocazione filippina: tra i più insigni, il B. Giovenale Ancina (1545-1604), fossanese, entrato nell’Oratorio di Roma al tempo di S. Filippo Neri, che ebbe in sorte di dare la sua testimonianza anche nella propria terra natale, nel corso del breve ed intenso episcopato saluzzese; il Ven. P. Pier Francesco Scarampi (1596-1656), del Monferrato, Preposito dell’Oratorio Romano, che morì a Roma per la peste contratta nel servire eroicamente il popolo; e in tempi a noi più vicini, il Servo di Dio P. Giulio Castelli (1846-1926), membro della Congregazione torinese, passato generosamente in aiuto all’Oratorio di Roma, in tempi difficili a causa delle leggi eversive del secolo XIX, e poi fondatore della Congregazione di Cava de’ Tirreni: uno dei più fervidi esponenti del “movimento di unione” da cui ebbe origine la attuale Confederazione oratoriana.

Di questi figli – e di tanti altri – del Piemonte oratoriano, Sebastiano Valfré è il primo salito agli onori degli altari. Nel terzo centenario del suo “dies natalis”, che cade nell’Anno Sacerdotale indetto dal Santo Padre Benedetto XVI, lo ricordiamo come splendida figura di prete che tanto ha da dire alla Chiesa anche nei nostri giorni. E, come figlio del Piemonte io stesso, saluto le celebrazioni centenarie che lo riproporranno come vivente testimone.

Roma, 15 agosto 2009

 

Edoardo Aldo Cerrato, C.O.
Procuratore Generale

 

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