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Auguri di Pasqua del Procuratore Generale

 

Roma, 1 aprile 2012

 

Trasmettiamo il messaggio pasquale del P. Procuratore Generale.

 



In Resurrectione Domini MMXII

Riviviamo la Pasqua del Signore, che è anche Pasqua nostra, la reale possibilità, per noi, di una vita davvero nuova!

La nostra esistenza di ogni giorno sembra contraddire questo fatto: ci vediamo con gli stessi difetti, le stesse difficoltà, gli stessi peccati; e ci sembra che nulla cambi lungo lo scorrere del tempo… Siamo talora tentati di pensare che questo annuncio di novità sia un bell’annuncio poetico, una bella favola, ma favola…

La vita nuova che ci viene donata non è nuova perché il peccato, il limite, scompaiono dalla nostra esistenza, e la fragilità e le debolezze siano eliminate… La novità è il fatto che la redenzione è in atto: il Signore ci accoglie nel Suo abbraccio salvifico, così come siamo; ci accoglie nell’umano che noi gli consegniamo, e ci rende capaci di guardare i nostri limiti e i limiti altrui con la serenità di chi è certo di essere guardato con amore, con una compassione infinitamente superiore ai nostri limiti e alla nostra stessa malvagità.

E’ lo sguardo di Cristo che si posa su Zaccheo arrampicato sul sicomoro, o quello che Egli rivolse alla donna samaritana… Il vangelo è pieno dello sguardo di Gesù sui peccatori… Pietro tre volte lo aveva rinnegato e Gesù, passandogli innanzi, lo guardò… Pietro pianse amaramente e mediante quel pianto pienamente accolse il dono. Nella stessa notte, poco prima, anche a Giuda nel Getzemani Gesù rivolse quello sguardo, sostanziato della parola “Amico!” che non è un’ironia, ma l’espressione del Cuore di Cristo di fronte al peccatore… A differenza di Pietro, Giuda non seppe aprire il suo cuore e corse ad impiccarsi… Aveva ormai indicato ai soldati chi era Gesù; non poteva più sottrarsi a quanto aveva fatto, ma la porta della salvezza rimaneva aperta anche per lui. Se anche Giuda avesse pianto amaramente, egli avrebbe potuto dire a Cristo – come Pietro dopo la risurrezione – “Signore, tu sai tutto, tu sai che ti amo”!

Se tutto questo vale per quegli uomini e quelle donne, perché non dovrebbe valere per noi oggi? E’ la stessa storia, la storia di sempre! Ed Egli è presente oggi tra noi, come lo era allora. Oggi come allora l’incontro con Cristo avviene dentro alla nostra umanità, fatta di bene e di male, di riuscite e di sconfitte… Oggi come allora il dono della salvezza è la vita nuova: non un’illusione, ma una realtà che accade.
La salvezza è una Presenza: non siamo più da soli con il nostro niente. Cristo è qualcosa che mi sta accadendo!
 

Buona Pasqua!

 

p. Edoardo Aldo Cerrato, C.O.
Procuratore Generale
 

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